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In
questa ultima categoria si possono ascrivre i danni
dovuti alle Lorantacee sulle quercie. Notevoli danni
si hanno sulle sughere e sulle altre quercie in
territorio di Geraci Siculo per l'invasione del
vischio delle quercie (Loranthus aeuropeus). Sono
poco studiati, ma notevoli, i danni provocati su
molte piante forestali dai ragnetti, appartenenti,
per lo più al genere Paratetranycus. Questi ragnetti,
pungono le foglie, che assumono un aspetto a
mosaico, e li ricoprono di uova. Il risultato, per
gli alberi è il disseccamento completo o parziale
delle foglie e la riduzione dell'attività
fotosintetica ed una minore resistenza alla siccità
estiva. Una vera calamità, se si pensa alla grande
capacità riproduttiva di questi ragni. Fra gli
aracnidi producono ipertricosi nelle foglie gli
eriofidi. Le anguillule, o nematodi sono piccoli
vermi, a cui, si attribuivano almeno fino a dieci
anni fa molte fitiopatie di incerta eziologia. Le
alterazioni da venti salsi sono frequenti
soprattutto nelle zone rivieresche e nelle isolette.
I danni dovuti a terreni salsi si possono
riscontrare, in forma non molto estesa, in certe
sistemazioni delle dune litoranee come a Borgo
Bonsignore, dove si possono avere infiltrazioni di
acqua di mare e venti salsi.
Concludendo, questa rapida carrellata sulle malattie
forestali della Sicilia, osserviamo che i metodi di
lotta attualmente più impiegati sono quelli
agronomici e culturali. Solamente sulle piante in
vivaio si interviene con metodi chimici. La lotta
biologica, come abbiamo visto, si effettua in un
solo caso. Auspichiamo un maggiore impegno nella
lotta delle malattie dei boschi, mediante
l'introduzione, anche a scopo sperimentale, dei
metodi di lotta biologica, e di altri sistemi, quale
la confusione dei maschi con trappole ai ferormoni;
o la liberazione di maschi sterilizzati. Riteniamo
soprattutto, che debba cambiare il modo di
considerare l'importanza delle malattie delle piante
forestali.
Che importanza ha rimboschire se non ci occupiamo
del loro stato di salute?
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