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In assoluto si può
affermare che non esiste pianta che possa essere
considerata immune dall'attacco di un insetto o di un
patogeno e gli effetti, sempre molto vari, possono o non
possono essere deleteri per l'organismo vegetale
considerato. Solo nel caso di attacchi massivi ed in
determinate condizioni climatiche e/o fisiologiche
dell'organismo bersaglio la presenza dell'ospite può
avere ripercussioni negative per la pianta che può
disseccare nella porzione dell'infestazione o
addirittura anche morire.
Le metodologie di attacco alle piante da parte dei
diversi agenti, insetti e patogeni possono essere così
distinte:
1. Distruzione totale o parziale della pianta per
divoramento
L'insetto o più in generale il patogeno può divorare
selettivamente o genericamente gemme, foglie, frutti,
semi, fusti, tronchi, radici. Nel caso di insetti il
danno può essere causato sia dalle forme adulte ma più
spesso dalle forme larvali, queste ultime molto più
voraci e sicuramente più nocive alla buona salute delle
piante. Relativamente al divoramento delle foglie alcune
specie di insetti divorano selettivamente il parenchima,
risparmiando le nervature, mentre nel caso di divoratori
di fiori e frutti si può avere rosura di tutto l'organo
o selettivamente ovari, pistilli, stami, etc.
2. Azioni di succhiamento selettivo senza distruzione
di porzioni vegetali
Molte specie di insetti possono praticare punture e/o
lesioni vere e proprie alle piante per l'assunzione dei
liquidi nutritivi. Trattasi di insetti molto
specializzati con apparato boccale pungente-succhiante,
e le ferite inferte possono essere vie elettive
d'ingresso ai patogeni di natura fungina e/o virale.
3. Deformazioni e malformazioni ai tessuti vegetali
Molte specie di insetti producono galle dalle forme
strane e curiose, causate inizialmente da una puntura ed
alla quale la pianta reagisce con una crescita anomala,
iperplastica, dei tessuti. All'interno di questa galla
si sviluppa l'insetto ospite e tale costruzione se
assicura nutrimento, protezione e vitalità all'insetto
ospite, non sempre è deleteria per la pianta
interessata.
4. Recisione di organi
Molte specie di insetti recidono le foglie o parti di
esse arrotolandole e questo è un meccanismo utile per la
deposizione delle uova nel loro interno creando un
habitat ideale per la larva che si svilupperà.
Analogo destino possono avere radici o rami che possono
essere recisi dalla pianta madre per lo sviluppo di
forme larvali specifiche.
5. Le ferite provocate dagli insetti possono essere
fonti di inoculo per diversi patogeni
La presenza di insetti nelle piante espone queste
all'attacco passivo di patogeni fungini, batterici e
virali che si introducono nei tessuti dei vegetali sia
trasportati dagli insetti stessi che dagli agenti
meteorici attraverso le soluzioni di continuità create
dalle punture o dalle erosioni.
Le secrezioni esterne di alcuni insetti inoltre possono
essere fonte di insediamento di muffe che riducono la
superficie fotosintetica delle piante, con
compromissione dello stato vegetazionale generale.
6. Indebolimento generale dello stato di salute della
pianta
La presenza di un insetto o di un patogeno provoca nella
pianta un indebolimento dello stato di salute generale,
e quindi delle proprie naturali difese immunitarie,
predisponendola a successivi attacchi entomatici e
parassitari.I danni conseguenziali possono essere di
morte, di perdita parziale di organi, perdita di
produttività (legno, frutti, etc.) e più in generale il
suo deprezzamento economico.
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Se un
insetto o un patogeno per vivere e perpetuare la sua
specie è direttamente dipendente da un altro organismo,
sia esso vegetale o animale, non si può non negare che
la sua presenza abbia conseguenze negative di nocività.
Un organismo è quindi considerato nocivo quando è causa
diretta di un danno materiale ad un'altro organismo.
La nocività è una considerazione frutto dell'intelletto
umano perché nelle leggi della natura essa non può
trovarvi posto.
Il clima è senza dubbio il fattore determinante per la
sopravvivenza di una determinata specie patogena ed in
funzione di tale parametro si conosce la possibile
distribuzione geografica e quindi la diffusione reale e
potenziale dell'agente che si vuole controllare. Dal
clima, per esempio dipende la durata degli stati larvali
o degli stadi di incubazione di un fungo o di un virus,
sicchè/nella stessa regione, in relazione alla
altimetria uno stesso
ospite può comparire in periodi differenti. In generale
una temperatura più mite della media abbrevia i cicli di
sviluppo, al contrario le temperature più fresche,
possono provocare la comparsa anticipata o ritardata di
una specie che può risultare più nociva o meno nociva se
ritrova la pianta bersaglio in condizioni idonee o meno
per la sua sopravvivenza.
Nelle leggi della natura insetti, patogeni e piante da
sempre sono stati in equilibrio tra loro e si può
affermare a ragione che tutte le piante sopportano
abbastanza bene una presenza estranea dimostrando una
specifica resistenza.
L'attacco di un entomofago o di un parassita patogeno
risulta più deleterio ad una pianta giovane o
addirittura in vivaio e subito dopo il suo impianto in
una stazione nuova, diversamente una pianta adulta che
ha sviluppato un sufficiente apparato radicale ed un
proprio sistema di difesa immunitario ha maggiori
garanzie perché non risente più di tanto dell'attacco
esterno.
Tutte le piante dopo un periodo di crescita regolare e
vigorosa, coincidente con l'optimum del loro ciclo
vegetazionale, ad una certa età cominciano ad
invecchiare, perdendo gradualmente la propria resistenza
ed essere pertanto più soggetti ad attacchi di insetti e
di patogeni.
La nocività è quindi una condizione correlata allo stato
di salute della pianta stessa. Se in natura si può
rilevare un certo equilibrio, i parametri troppo spesso
sono stati modificati dall'uomo che involontariamente
vuole plagiare a suo tornaconto le leggi naturali. Non
riuscendovi, quindi ha creato condizioni predisponenti
per una maggiore diffusione ed incidenza dei diversi
tipi di attacchi che stanno concretamente compromettendo
lo stato di salute delle piante e dei boschi di tutta la
terra. |