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(Poplar mosaic virus)
La
fitopatia è stata descritta per la prima volta nel
1935 in Romania su ibridi di pioppo euro-americano.
Nel frattempo questa è stata osservata nella
maggiore parte dei paesi europei, Italia compreso,
su specie di Populus della sezione Aigeiros (P euro
americana, P pigra e P deltoides) e su ibridi
interspecifici. È verosimilmente diffusa anche in
America e in Australia. La sua incidenza sullo stato
vegetativo della pianta risulta piuttosto variabile,
in ordine, fondamentalmente, alla sensibilità della
medesima. In generale è di modesto rilievo; solo in
casi particolari assume valori di alto significato
economico (ad esempio, su qualche clone del gruppo
dei «caroliniani»).
Il quadro patognomonico del mosaico è piuttosto
semplice anche se lievemente diverso da tipo a tipo
di pioppo.
Sui cloni «caroliniani», e su alcuni appartenenti a
P deltoides inizialmente, in genere, si osserva una
chiara maculatura variabile tra il verdechiaro e il
giallo-verde, ad areole più o meno ampie, a contorno
ben definito o sfumato, molto spesso disposte lungo
una nervatura, di forma rotondeggiante, irregolare,
stellare o, meno di frequente, anulare.
L'alterazione cromatica descritta che inizia a
manifestarsi sulle foglie del periodo primavera
inizio estate, quando queste hanno pressoché
raggiunto la loro massima espansione di superficie,
successivamente si evidenzia con maggiore intensità
e in parte degenera in necrosi. Una relativamente
elevata percentuale delle foglie maggiormente
danneggiata cadono nel corso dei mesi estivi.
Dette manifestazioni patologiche diminuiscono
progressivamente di intensità fino a non apparire,
in svariati casi, sugli organi fogliari che
sviluppano nel corso dell'estate e successivamente.
Sugli ibridi euro-americani: i sintomi sono meno
appariscenti e diffusi. Essi consistono,
fondamentalmente, in una debole maculatura
clorotica, irregolare e sfumata ma più o meno palese
ed in un diffuso schiarimento delle nervature a cui
si accompagna una leggera bollosità della lamina ed
ondulazione del margine.
Anche su queste piante le foglie maggiormente,
quando non esclusivamente, alterate sono quelle del
periodo primaverile.
Il mosaico è dovuto alla infezione di un virus
inoculabile oltre che per innesto, per succo con
relativa sicurezza.
Questi, che al microscopio elettronico appare
sottoforma di particelle bastoncelliformi di my.
670, in vitro si inattiva ad una temperatura
compresa tra 70 e 750 C e dopo 2-3 giorni di
conservazione a temperatura ambiente; nei tessuti
essiccati persiste, invece, per oltre due mesi. È
facilmente inoculabile e quindi distinguibile su
Vigna sinensis, per le lesioni locali necrotiche e
le alterazioni sistemiche di arricciamento con
necrosi degli organi verdi. Infetta moltissime
specie erbacee. |