I GRANDI ALBERI DI SICILIA

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I GRANDI ALBERI: TESTIMONI VIVENTI DELLA NOSTRA STORIA
 

Tra le manifestazioni della natura vivente, l'albero occupa un posto di rilievo sia per il lungo ciclo vitale, talora plurimillenario, sia per le considerevoli dimensioni che può raggiungere. Esistono alberi tanto longevi da sembrare eterni. Si tratta di esseri che hanno superato avversità ambientali come gli eccessi termici o la siccità e che hanno assistito alla nascita e tramonto di dinastie e civiltà. Alcuni di essi hanno visto la luce prima che fosse eretto il Colosseo o che Dante scrivesse la Divina Commedia o, ancora, che Cristoforo Colombo scoprisse le Americhe.
Attraverso i grandi alberi si manifesta, dunque, la forza e la longevità della vita: spazio e tempo si fondono in essi; consistenza e persistenza, insieme alle rispettive specificità biologiche - e talora anche antropologiche -ne determinano le connotazioni che fanno loro assumere carattere di autentici monumenti. Propriamente, costituiscono le espressioni della natura vivente che, sin dall'antichità, hanno destato nell'uomo riverenza e stupore tali da indurlo ad attribuir loro un forte significato simbolico: ciò che in diversi casi giustifica la loro stessa conservazione e storicizzazione.
I giganti per eccellenza del mondo vegetale sono le sequoie (Sequoia sempervirens), le piante vascolari più alte del mondo che vivono nella California e nell'Oregon sudoccidentale. Dritti come colonne, sfiorano l'altezza di 120 metri, dominando incontrastate il paesaggio circostante; i più piccoli misurano 10 metri di circonferenza alla base del tronco, i più grossi circa 30. Dimensioni spettacolari presentano anche diversi individui di una seconda specie di sequoia (Sequoiadendron giganteum), localizzati sempre in California, sugli alti pendii del versante occidentale della Sierra Nevada, di oltre tremila anni di età. Ad essi si aggiungono i mastodontici baobab africani la cui altezza non supera i 20 metri ma i cui fusti possono raggiungere la circonferenza massima di 46 metri. Ragguardevoli sono anche le dimensioni di alcune specie di Eucalyptus di circa 100 metri di altezza e 20 di circonferenza, come anche alcuni individui del Drago delle Canarie (Dracaena draco) presenti a Tenerife. Molto suggestivo è, inoltre, il famoso cipresso calvo (Taxodium disticum) della cittadina messicana di Tule, che sorge sugli altopiani meridionali nella provincia di Oaxaca. Si tratta di un insolito e splendido individuo di 42 metri di altezza, chiamato "El Arbol", per essere il più grande albero del Messico ma anche quello con la maggiore circonferenza mai osservata al mondo: 58 metri. Singolari sono, infine, i pini millenari della specie denominata, non a caso, Pinus longaeva, e che vivono a circa 3 mila metri di quota sulle White Mountains della California; fra di essi, monumento fra i monumenti, un individuo di circa 4600 anni, considerato l'albero più vecchio del mondo.
Anche nel territorio europeo sono conosciuti diversi alberi vetusti. Tra i più suggestivi vanno ricordati: la farnia (Quercus robur) di Kvill in Svezia, considerata la più grande d'Europa per circonferenza del tronco che, a petto d'uomo, supera i 15 metri; la bella farnia "EI Gemelo" della Ruente (Cantabria), una delle più vecchie della Spagna; la "Quercia Cappella" (Quercus robur) celebre in Francia fin dal tardo Seicento; l'antichissimo grande tiglio (Mia platyphyllos) dal tronco cavo, di circa 15 metri di circonferenza, che vive nei giardini di Ried, a pochi chilometri da Koetzing, nella bassa Baviera; i tre larici (Larix decidua) più antichi d'Europa della Val d'Ultimo, in Alto Adige, di circa 2200 anni, il più grande dei quali possiede una circonferenza prossima ai 6 metri.
Si tratta di alcuni esempi di alberi giganteschi, molto noti per essere frequentemente citati ed illustrati nella letteratura forestale e naturalistica più in generale.
Anche nel territorio italiano, tra le specie arboree indigene o tra quelle esotiche ben acclimatate, non mancano individui monumentali per dimensioni, portamento e longevità.
Oggi, grazie al censimento avviato su tutto il territorio nazionale nel 1982 dal Corpo Forestale dello Stato, è stata documentata la presenza di ben 1255 esemplari di cui 460 localizzati nelle regioni del settentrione, 555 in quelle del centro e 240 nelle meridionali. Quelli di maggiore rilevanza culturale, storica e ambientale sono stati oggetto di pubblicazione in due volumi riccamente illustrati (rispettivamente distribuiti nel 1990 a 1991), curati da Alfonso Alessandrini.
Tra i casi più emblematici di alberi che vegetano in Italia figura il Castagno dei Cento Cavalli (così chiamato da quando la Regina Giovanna d'Aragona, sorpresa da un uragano, vi trovò riparo con il seguito dei suoi cento cavalieri). Si tratta di uno dei più notevoli alberi monumentali d'Italia, celebrato da storici, paesaggisti e viaggiatori, soprattutto stranieri, che lo hanno reso famoso nel mondo.
Questo colossale albero, di 22 metri di altezza e con tronco di circa 50 metri di circonferenza, cresce alle falde dell'Etna, in località Tre Castagni, nel comune di Sant'Alfio, in provincia di Catania. Esso detiene il duplice primato in campo nazionale di albero più grande e più longevo essendogli attribuita l'età di circa 3000 anni. Per quanto concerne la sua struttura policormica, si suppone che non si tratti di un solo albero ma di tre prossimi e distinti castagni concresciuti.
Notevoli dimensioni possiede anche il vicino "Castagno di Sant'Agata" che vegeta in ottime condizioni in località "Taverna", nel territorio del comune di Mascali, tra Sant'Alfio e Linguaglossa. Il tronco di questo esemplare, dal quale si dipartono possenti ramificazioni, ha una circonferenza di 23 metri alla base ed una altezza di 19 metri.
E' interessante notare come la maggior parte degli alberi sopra richiamati vengano riportati da Roversi (1929) in uno dei capitoli Alberi e Boschi dedicato alle celebrità.

 

 

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