I GRANDI ALBERI DI SICILIA

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GLI ALBERI MONUMENTALI NEL CONTESTO DEL PAESAGGIO VEGETALE SICILIANO
 

IL PAESAGGIO DELLA MACCHIA MEDITERRANEA

Il carrubo

IEspressivo carrubbeto nell'altopiano Ibleol carrubo è un albero imponente, sempreverde, longevo e a lento accrescimento, con foglie coriacee, alterne, composte da 3-5 paia di foglioline di forma ovato-rotondate, di colore verde scuro, lucide e glabre nella pagina superiore, glaucescenti e bruno-rossastre in quella inferiore. Il frutto è un legume lungo da 10 a 20 cm, coriaceo, appiattito, di colore bruno scuro durante la maturazione, contenente semi lenticolari, duri, bruno-lucenti, immersi in una polpa commestibile, dolce e carnosa. La polpa del frutto fresco è gradevole e possiede un'azione leggermente lassativa mentre quella del frutto secco è astringente. Le carrube sono utilizzate anche nella preparazione di mangimi per gli animali.
Lutilizzo delle carrube è molto antico ed è testimoniato anche nella Bibbia. Quando Giovanni Battista si ritirò nel deserto, variava la sua dieta a base di locuste con qualche carruba. Dal Vangelo di Luca sappiamo, invece, che le carrube erano impiegate nell'alimentazione del bestiame. In particolare, il figliol prodigo della parabola "Avrebbe voluto riempirsi il ventre delle carrube che mangiavano i porci, ma nessuno gliene dava".
I greci chiamarono il carrubo Keratìa da Kéras = corno, alludendo alla forma dei frutti allungata e ricurva. Gli arabi, invece, lo indicarono con il termine al Kharrub e per primi utilizzarono i semi (carati), di peso e forma costante, come unità di misura per la pesatura di metalli e pietre preziose. Originario dei paesi del Mediterraneo orientale e dell'Asia Minore, dove sono anche più frequenti ed abbondanti le coltivazioni, la specie sarebbe stata poi propagata verso occidente e, in Italia, nei settori più caldi e aridi del suo territorio. In Sicilia non è da escludere una sua diffusione spontanea, molto anteriore alle stesse coltivazioni, in considerazione della facilità con cui può essere disseminata
attraverso i semi mangiati dagli uccelli e della grande capacità di insediarsi in qualsiasi fessura delle rocce, specialmente negli ambiti in cui non viene raggiunta dal morso del bestiame, come si verifica sulle aspre e nude pareti delle "cave" ragusane. Nell'Isola, pur riscontrandosi più o meno sporadicamente un pò ovunque, è soprattutto nelle province di Ragusa e Siracusa che il carrubo presenta la maggiore diffusione. Qui costituisce veri e propri carrubeti che, alternati o frammisti a vetusti olivi, esprimono uno dei più caratteristici paesaggi colturali della Sicilia. In modo particolare, in questo contesto dagli intensi toni di colore, alcuni vetusti carrubi evidenziano dimensioni veramente maestose, contribuendo a tratteggiare in maniera indelebile i lineamenti del paesaggio. Si tratta di colossi che, pur non avendo un notevole sviluppo in altezza, raggiungono dimensioni veramente ragguardevoli per quanto concerne la circonferenza del tronco. Lapparato radicale, assai sviluppato sia in superficie sia in profondità, nell'arida roccia calcarea, àncora stabilmente le piante al substrato che per questo riescono agevolmente a resistere all'azione dei forti venti che, spesso, ne modellano in modo caratteristico le verdi chiome.
Molto suggestiva è la descrizione di Valerio Giacomini (1975) del paesaggio improntato dal carrubo nella parte sud-orientale della Sicilia: ... " Chi percorre la provincia di Siracusa lungo la zona costiera tra Siracusa e Vittoria, attraversa un paesaggio collinare, inaridito dal vento, cosparso di magri pascoli, dove verdeggiano tuttavia perennemente sparsi o aggruppati i carrubi. Sotto le ampie chiome espanse e addensate trovano riparo dal caldissimo sole meridiano gli animali pascolanti, che brucano avidamente il fogliame finché possono raggiungerlo; per questo tutti i carrubi di queste campagne si presentano con una chioma quasi esattamente emisferica proprio all'altezza che può essere raggiunta dai bovini. E' un paesaggio con intensi toni di colore specialmente nella tarda estate: quando le zolle erbose disseccate disegnano chiazze gialle sulla terra rossa ed ocracea e fra le pietre calcinate, rimangono verdissime, quasi nereggianti, le cupole dei carrubi. Alcuni esemplari vetusti di carrubo sono maestosi: possono coprire d'ombra 250 mq con tronchi di due metri di diametro, e posson produrre ciascuno fino a dieci quintali di frutti".
I carrubi monumentali più espressivi ricadono nel territorio di Modica, nelle contrade Muglifulo, Frigintini e Cammaratini (Ph 4) dove sono stati censiti diversi individui, il più grande dei quali evidenzia una circonferenza massima del fusto di m 15,80. Anche in provincia di Siracusa, e soprattutto nel territorio di Rosolini, vivono diversi individui di straordinarie dimensioni, tra i quali quello di contrada Favarotto, con circonferenza al colletto di 18,50 metri e circonferenza a petto d'uomo di 12,10 metri, risulta verosimilmente il più grande e longevo tra i carrubi finora censiti in Italia e nel resto del Mediterraneo. In contrade limitrofe sono presenti altri tre individui ragguardevoli: il carrubo di Concetto Caschetto, il carrubo di Favarottella e il carrubo di lozia che evidenziano valori di circonferenza massima rispettivamente di 16,05, 11,40 e 12,20 metri. Altri carrubi monumentali, sia per le dimensioni che per il contesto in cui vivono, si trovano nella Valle dei Templi di Agrigento ed a Milena in provincia di Caltanissetta

 

 

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