I GRANDI ALBERI DI SICILIA

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GLI ALBERI MONUMENTALI NEL CONTESTO DEL PAESAGGIO VEGETALE SICILIANO
 

IL PAESAGGIO DELLE COLTURE ARBOREE TRADIZIONALI


Il paesaggio dell'abete delle Madonie

Tra le conifere che caratterizzano il patrimonio forestale siciliano l'abete delle Madonie [Abies nebrodensis (Lojac.) Mattei] rappresenta il caso più celebre per l'interesse epiotologico, la potenzialità forestale e l'attuale condizione di specie relitta (Raimondo &. al., 1990)
Popolazione residuale di Abete delle Madonie sulle pendici di Monte Scalone (Polizzi Generosa Palermo) Esso costituisce un esempio molto espressivo di specie monumentale non per le dimensioni complessive raggiunte dai suoi individui ma per la rarità che li caratterizza. La sua popolazione naturale, infatti, è costituita soltanto da trenta individui, di altezza variabile tra 0,50 e circa 13 m, distribuiti discontinuamente nella porzione montana del territorio di Polizzi Generosa (zona A di riserva integrale del Parco delle Madonie) tra il Vallone Madonna degli Angeli e le pendici di Monte Scalone (1.654 m s.l.m.), Monte dei Pini (1.673 m s.l.m.) e Monte Cavallo (1.757 m s.l.m.) (Ph 21).
In particolare, gli individui indicati con i numeri di inventario 21, 22, 30 e 31 sono localizzati nella zona di transizione tra il bosco sempreverde di leccio a valle e quello caducifoglio di faggio a monte, in cui penetrano diverse altre specie come l'acero campestre, l'acero montano, l'orniello, l'agrifoglio, la rovere, il sorbo montano (Sorbus aria) e, tra i bassi arbusti, il pungitopo, il falso pepe montano, la ginestra di Cupani (Genista cupani) ed il ginepro emisferico (Juniperus hemisphaerica). Altri individui (2, 8, 14, 15, 16, 17, 18, 19, 20, 23, 26, 29, 32) sono ubicati ai margini del ceduo di faggio o al suo interno, altri invece emergono dalla fitta formazione dominata dal ginepro emisferico (1, 4, 6, 7, 9, 10, 11, 24, 25, 28) mentre alcuni (12, 13, 27) spiccano solitari tra gli estesi macereti quarzarenitici.
Le piante adulte presentano, in genere, un fusto robusto, a volte nudo alla base, soprattutto negli individui ombreggiati. La chioma è larga, tendenzialmente piramidale, spesso asimmetrica ed irregolare, i cui palchi basali lambiscono il suolo. Gli individui di quest'abete contribuiscono a diversificare e ad improntare il paesaggio sia durante il periodo autunno-vernino, allorquando spiccano inconfondibilmente tra gli spogli nuclei di faggio, sia in corrispondenza dell'abbondante e vistosa fruttificazione estiva che si manifesta soprattutto nella parte superiore della chioma. Quest'ultima, evidenzia diverse decine di lunghi strobili conici e resinosi, che dopo la veloce disarticolazione all'inizio dell'autunno, lasciano sui rami lunghe rachidi di colore marrone -vinoso.
Abies nebrodensis è la specie endemica più rappresentativa del Parco delle Madonie, interessata da reale pericolo di estinzione, criticamente minacciata in base alla classificazione dell'I.U.C.N. ed inclusa negli Allegati II e IV della Direttiva Habitat (92/43/CEE).
Nei secoli passati Abies nebrodensis aveva una distribuzione più estesa dell'attuale. In seguito, l'eccessiva pressione antropica, ravvisabile nell'esercizio irrazionale delle attività forestali e del pascolo, oltre che nell'azione nefasta degli incendi, hanno determinato sostanziali modifiche sia alla consistenza numerica della popolazione sia all'habitat originario in cui la specie viveva.
Attualmente la minaccia di estinzione è dovuta sostanzialmente al ridotto numero di piante sessualmente mature (ventiquattro) in grado di produrre strobili fertili. Abies nebrodensis, inoltre, è caratterizzato da un lento ritmo di accrescimento, per cui gli individui raggiungono la maturità sessuale dopo alcuni decenni. Ciò, unitamente al fatto che la fruttificazione si realizza abbondantemente ogni 2-3 anni, non favorisce una rapida ed intensa disseminazione e, quindi, un'abbondante rinnovazione naturale.
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