I GRANDI ALBERI DI SICILIA

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GLI ALBERI MONUMENTALI NEL CONTESTO DEL PAESAGGIO VEGETALE SICILIANO
 

IL PAESAGGIO DELLE COLTURE ARBOREE TRADIZIONALI


Il paesaggio del frassino da manna


La manna è un liquido bianco cristallino che fuoriesce dal tronco e dai rami dei frassini (Fraxinus angustifolia subsp. angustifolia e FE ornus) spontaneamente, per le ferite provocate da alcuni insetti come la cicala dell'orniello, oppure in seguito ad apposite incisioni praticate sul fusto e sui rami principali, tra i primi di luglio e la metà settembre. Le più antiche testimonianze sulla produzione di manna in Sicilia risalgono alla seconda metà del 1500, ma la frassinicoltura si sviluppò intensivamente soltanto nel XVIII secolo, interessando la fascia sublitoranea nord-occidentale compresa tra il Fiume Pollina e San Vito Lo Capo (Ph 7).Segni di antiche incisioni sulla corteccia di orniello nel territorio di Cinisi (Palermo)
Nei primi decenni dell'800 l'estensione dei frassineti siciliani superava i tremila ettari e la maggior parte di essi era distribuita in provincia di Palermo e, soprattutto, sulle Madonie.
In seguito le superfici a frassineto sono progressivamente diminuite in tutta la Sicilia per cui attualmente soltanto nei territori di Castelbuono e Pollina si conserva l'ultima traccia di quel suggestivo ed esclusivo paesaggio agrario che fino a due secoli fa rendeva peculiari anche vari tratti dell'agro italiano, dalla Calabria, al Lazio, alla Toscana, al Trentino, ecc.
Il frassineto può essere considerato, al pari dell'oliveto, un elemento molto rappresentativo del paesaggio e dell'arboricoltura mediterranea ma con la valenza aggiuntiva dell'esclusività. Il frassineto nelle Madonie fisionomizza la fascia collinare e della bassa montagna, compresa tra 100 e 700 m s. l. m., caratterizzata sia da terre sciolte e profonde, sia da suoli tendenzialmente argillosi.
Il paesaggio del frassineto da manna è espresso da una sequenza di immagini associate, ciascuna delle quali ripete certi elementi fondamentali in una costante e caratteristica coordinazione, nelle diverse stagioni dell'anno.
Il frassino meridionale (Fraxinus angustifolia subsp. angustifolia), dopo una brevissima stasi autunnale, emette già a metà novembre le prime infiorescenze dalle vistose antere purpuree. Esse spiccano sui rametti ancora spogli sui quali, dopo la seconda metà di gennaio, cominciano a spuntare già i primi frutti alati, le "samare". Quest'ultime verso la fine di febbraio sono già ben formate e improntano il paesaggio di un tenue colore verde. L'emissione delle foglie, a fine inverno, aggiunge nuovi cromatismi di verde alla campagna, risvegliata dal "sonno" invernale, che contrastano con quelli di altre specie coltivate come l'olivo, il mandorlo, varie altre piante da frutto e, soprattutto, con quello di alcune specie forestali come la roverella e la sughera. 
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