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A pochi
chilometri da Palermo, dopo le prime case del centro abitato
di Pioppo, sulla S.S. 186, a destra una freccia azzurra
indica la località Casaboli. Percorrendo la strada in
leggera salita si superano le case ed ecco di fronte a noi
quasi un muro verde costituito da alberi di varia grandezza,
molti dei quali abbarbicati nella grigia roccia dolomica, e
via via più in alto quasi un mare di verde costituito dalle
fitte e rotondeggianti chiome dei pini mediterranei.
La strada che stiamo percorrendo è una strada provinciale in
cattivo stato manutentorio, molto dissestata, delimitata a
destra dalla scarpata del bosco e a sinistra da un piccolo
vallone che in alcuni punti, più pianeggianti, è stato
recuperato a terreno agricolo. Superato il primo tornante,
siamo già nel demanio forestale, si perviene presto ad un
bivio con le indicazioni Valle Sasizza, Valle Strigliaporci,
Cresta e Valle Corta,
tutte località toponomasti che già oggetto di azioni di
forestazione protettiva, ma il nostro itinerario dovrà
continuare nella strada di sinistra molto larga che si dice
sia una "regia trazzera". A due chilometri circa ecco
dinanzi a noi un grande spiazzo abilitato anche alla sosta
degli autoveicoli, e anche utilizzato per l'atterraggio
degli elicotteri.
Siamo arrivati a Casaboli, nel cuore del complesso boscato
ed è qui che si trova l'area attrezzata che porta il suo
nome. Grandi alberi di pino, sia domestico che d'Aleppo,
sono i signori incontrastati della zona sotto le cui chiome
sono sistemate panche, tavoli in legno, punti cottura,
servizi igienici e fontanelle che sono il corredo dell'area
attrezzata. Il paesaggio è bello ed affascinante, ci
troviamo a ridosso di Monte Gibilmesi (1150 m.s.l.m.) e le
altre cime più basse del comprensorio della Conca d'Oro.
L'area attrezzata è estesa circa un ettaro ed annessa vi è
l'area faunistica ove in apposito recinto si possono vedere
cinghiali, daini e caprette tibetane. Interessante nella
zona è la presenza di lecci nel sottobosco, testimonianza di
una naturale trasformazione del bosco ad altofusto verso il
ceduo di quercie.
Nel corso delle possibili passeggiate, lungo i diversi
sentieri, si possono ammirare le bellezze floristiche della
zona costituite dai cespugli di euforbia nana (rizziteddu),
dell'erica multiflora, ginestre ed altre piante della
macchia mediterranea. In primavera ed in autunno molto
singolari sono le fioriture del colchico, dell'asfodelo e
del muscari dai colori bianchi e violacei.
Tra le specie di fauna selvatica dell'area si possono
ricordare il coniglio selvatico, la volpe, le gazze, le
ghiandaie, i colombacci e tanti passeriformi, sia stanziali
che migratori. Nelle pietraie non è difficile scorgere
qualche coturnice siciliana. Nonostante il disagio della
strada di accesso, l'area è molto frequentata da gitanti e
scolaresche che vedono in quest'area verde poco lontano dal
capoluogo siciliano un vero polmone verde ove ci si può
rifare dell'area inquinata che respiriamo quotidianamente.
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