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I Moscati
Il Moscato è una famiglia di uve di colore sia bianco che nero,
presente nell’area mediterranea e apprezzata per l’aroma tipico.
Questi vitigni si sono diffusi in epoca medievale e hanno raggiunto
all’inizio del novecento il loro momento d’oro. Alcune varietà sono ad
uva da vino, altre ad uva da tavola, altre ad uva passa o a duplice o
triplice attitudine. Anche lo Zibibbo, altro nome del Moscato di
Alessandria, appartiene a questa famiglia.
I Moscati con denominazione d’origine in Italia sono diversi. In
Sardegna esistono i Moscati di Cagliari, di Sorso-Sennori e di
Sardegna, in Puglia il Moscato di Trani, e in Sicilia il Moscato di
Noto, quello di Pantelleria e quello di Siracusa. A questi si aggiunge
il Moscadello di Montalcino, prodotto in Toscana.
Tranne il Moscato di Pantelleria, ottenuto da uve Zibibbo, tutti gli
altri si basano sull’impiego di Moscato bianco, che localmente può
comunque assumere anche altre denominazioni (Moscato di Trani o
Moscato Reale per il Moscato di Trani, Moscato giallo o Moscatella per
il Moscato di Noto, Moscato giallo o Moscatello giallo per il Moscato
di Siracusa).
In Sicilia il Moscato di Pantelleria è sicuramente il più importante
in termini di quantitativi prodotti: quasi 8.900 ettolitri nel 1999,
che rappresentano peraltro il record storico. Decisamente più
contenuta la produzione del Moscato di Noto, che nello stesso anno si
è attestato sotto i 200 ettolitri, mentre il Moscato di Siracusa non
ha raggiunto neanche 40 ettolitri.
Il Moscato Passito di Pantelleria
Questo celebre vino viene prodotto nell’isola
omonima da tempo immemorabile, dall’uva della varietà Zibibbo allevata
ad alberello rasoterra, in conche scavate per proteggere le piante
dalla furia del vento di scirocco.
E’ stata riconosciuta a Doc “Moscato di Pantelleria e Moscato Passito
di Pantelleria” con Dpr dell’11/8/71, poi modificato con DM 11/8/92
fino alla recente revisione dell’intero disciplinare con decreto
27/9/2000, che prevede parecchie novità.
Innanzitutto è stata modificata la denominazione stessa che è
diventata “Moscato di Pantelleria”, “Passito di Pantelleria” e
“Pantelleria”. Quest’ultima denominazione comprende un’ampia gamma di
tipologie: Moscato liquoroso; Moscato spumante; Moscato dorato;
Passito liquoroso; Zibibbo dolce; Bianco, anche frizzante.
Tutti questi vini devono essere ottenuti esclusivamente con uve del
vitigno Zibibbo tranne il solo tipo bianco, anche frizzante, in cui
possono concorrere alla produzione, in misura non superiore al 15% uve
da vitigni a bacca bianca delle varietà raccomandate ed autorizzate
per la provincia di Trapani.
Le operazioni di vinificazione, compresi l’appassimento delle uve e l’alcolizzazione
dei tipi liquorosi, devono essere effettuate nell’isola di
Pantelleria.
I vini “Moscato di Pantelleria”
e “Passito di Pantelleria” devono provenire da uve sottoposte in tutto
o in parte, nella pianta o dopo la raccolta, ad appassimento al sole e
devono essere imbottigliati all’interno dell’isola di Pantelleria,
salvo particolari deroghe che possono riguardare stabilimenti situati
nell’interno del territorio della Regione Sicilia.
I vini “Pantelleria”
nelle tipologie Moscato liquoroso e Passito liquoroso devono essere
ottenuti da uve sottoposte in tutto o in parte, nella pianta o dopo la
raccolta, a “convenuti appassimenti mediante uno o più procedimenti,
tecniche ed attrezzature permesse dalla normativa in materia”.
Il vino “Passito di Pantelleria”
non può essere immesso al consumo prima del 1° luglio dell’anno
successivo alla vendemmia.
Il tipo “Pantelleria”
Passito liquoroso non può essere immesso al consumo prima del 1
febbraio dell’anno successivo alla vendemmia.
Questa denominazione ha il Consorzio di tutela, denominato “Consorzio
volontario per la tutela e la valorizzazione dei vini Doc dell’Isola
di Pantelleria”, e si impone all’attenzione per l’esistenza di un
accordo interprofessionale, che viene rinnovato ogni anno in base ai
prezzi di mercato, e che inserisce la Sicilia nel ristretto gruppo
delle regioni italiane che possono vantare l’esistenza di questo
genere di accordi nel comparto del vino
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