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Come si arriva ad Alcamo
In aereo: Aeroporto di Birgi Tel.
(0923/549824)
In auto: Autostrada Palermo - Trapani ( A 29), s.s 113
In treno: Linea Palermo - Trapani ( Via Milo )
In pullman: Aut. A.S.T. Tel. (0923/23222)
Aut. Segesta Tel. (091/342055)
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Alcamo venne fondata dagli arabi alla fine del IX secolo e da secoli
riveste il ruolo di importante crocevia commerciale tra Palermo e
Trapani. Il comune sorge ai piedi del Monte Bonifato, ed è uno dei
centri principali in Sicilia per la produzione del vino. A questa
attività, che contribuisce non poco al reddito dei residenti, sia
per i possedimenti agricoli che per il cosiddetto indotto, si
affianca l'allevamento bovino e ovino, la coltivazione dell'olivo,
dei cereali e del famoso melone locale, chiamato localmente miluni
purceddu. Nel settore primario è significativa anche l'attività
estrattiva (in particolare del marmo, ma anche travertino), il
terziario più o meno avanzato rimane comunque il settore con più
occupati.
Il toponimo Alcamo deriva da una parola araba, "Alqamah" che
significa "terra fangosa" intendendo col termine il significato di
"fertile". La città ha subìto il succedersi di diverse dominazioni:
agli Arabi succedettero dapprima gli Svevi, dopo la guerra mossa
agli stessi musulmani da Federico II di Svevia , poi i Normanni. La
città passò nelle mani di diversi feudatari, i Ventimiglia, di cui
rimangono i resti dell'omonimo castello sulla cima del Monte
Bonifato, i Conti di Modica, il cui castello è tutt'oggi presente in
ottime condizioni allorché restaurato in tempi recenti. Il castello
risalirebbe al XIV-XV secolo ad opera della famiglia Peralta e fu
successivamente completato dai feudatari Enrico e Federico
Chiaramonte. Fu in possesso dei Cabrera Conti di Modica fino al
1812, e vi soggiornò nel 1535 l'Imperatore Carlo V. La struttura del
castello è a forma romboidale con 4 torri delle quali 2 quadrate
presenti agli angoli e 2 circolari unite da cortine. Nelle varie
torri era presente una stanza di tortura per i prigionieri, locali
per le sentinelle ed alloggi per i sovrani di passaggio. Una delle
caratteristiche peculiari del castello è data dalle spesse mura che
lo delimitano, le quali un tempo difendevano egregiamente l'edificio
dagli attacchi nemici.
Alcamo si è resa famosa in tempi lontani per la poesia del noto
poeta alcamese Cielo d'Alcamo (noto anche come Ciullo d'Alcamo)
"Rosa fresca aulentissima", prima testimonianza tangibile dell'uso
dell'Italiano volgare per i componimenti poetici, risalente al XII
secolo. All'illustre concittadino gli alcamesi hanno, via via nel
tempo, intitolato molte emergenze della città, come la piazza
principale, il Liceo classico e il teatro comunale.
Dal punto di vista culturale, Alcamo vide nei secoli successivi un
fiorire di attività legate alle arti, come l'edificazione di chiese
ed edifici dapprima in stile Barocco, poi rinascimentale, con
l'afflusso di numerose personalità di livello internazionale:
pittori (Guglielmo Borremans, ma anche il talentuoso pittore
monrealese Pietro Novelli), scultori (Antonello Gagini e Giacomo
Serpotta) ed artisti vari che hanno impreziosito ed abbellito
l'immagine della città. La Chiesa Madre cittadina, che raccoglie
buona parte di queste opere, è una realizzazione seicentesca
intitolata all'Assunta; sul posto esisteva un luogo di culto del XIV
secolo del quale sono visibili il portale e l'elegante campanile.
L'interno, tripartito, è affrescato dal Borremans nella porzione
absidale e nella cupola e presenta opere del Gagini quali il
Transito della Vergine ed il Crocifisso. Altre opere presenti
all'interno sono di suoi allievi. Da rimarcare anche le chiesa di
San Francesco, nella quale sono conservate altre opere del Gagini,
ossia un'ancóna in marmo e 2 sculture riproducenti la Maddalena e
San Marco.
La città fu sotto l'influenza dei Conti di Modica fino all'alba del
XIX secolo, mantenendo un carattere feudale. La città vide
un'evoluzione nei traffici commerciali (specialmente del vino) e
nella pluralità culturale ed etnica, con l'afflusso di genti anche
dal Nord Italia. Da rimarcare ad Alcamo il passaggio della comitiva
dei Mille di Giuseppe Garibaldi nel 1860.
Nel territorio comunale si affaccia sul mare la frazione di Alcamo
Marina, pressoché disabitata nei mesi invernali ma estremamente
popolata nel periodo estivo. Infine, sovrasta Alcamo il Monte
Bonifato, la cui cima raggiunge gli 825 mt s.l.m.
fonte:
http://it.wikipedia.org/wiki/Alcamo |
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Distanza
dalle città Capoluoghi (in Km) |
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Agrigento
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126 |
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Enna
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215 |
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Ragusa
|
262 |
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Caltanissetta
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196 |
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Messina
|
313 |
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Siracusa
|
343 |
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Catania
|
303 |
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Palermo
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54 |
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Trapani
|
53 |
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Censimento 2001
della popolazione
(Dati Istat)
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Kmq. |
130,77
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Abitanti |
42.022
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Famiglie |
15.038
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Immigrati |
232
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Densità |
321
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