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Profilo
del Comune |
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CAP
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93014 |
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Territorio (ha)
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16390 |
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Abitanti
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11302 |
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Altitudine
(mt)
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750 |
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Previsioni
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Meteo
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Sito
ufficiale del Comune |
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E-mail |
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TELEFONO
tel.
0934 961 111
fax.
0934 991 227
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LINK UTILI |
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Sorge nella valle del Platani alle falde
meridionali del monte San Vito sui rami alti del torrente
Fiumicello affluente del Platani.
Il territorio di Mussomeli fu abitato sin dall’antichità dai
Sicani e dai Siculi come testimoniano le tombe scavate nella
roccia scoperte nelle vaste zone archeologiche nei pressi del
paese. In contrada Polizzello sono state rinvenute delle tombe a
forno simili a quelle trovate a Gibil-Abib presso Caltanissetta.
In contrada Raffi vi sono testimonianze del periodo dell’invasione
dei Greci di Agrigento e successivamente dei Romani di cui fu uno
dei principali granai. Dopo i Romani vi passarono i Bizantini e i
Musulmani a cui probabilmente si deve la costruzione del primo
nucleo abitativo. Mussomeli non sentì molto la loro influenza e
l’eco delle varie guerre che si combattevano in tutta la Sicilia e
nella vicina Sutera. Il borgo era abitato da pacifici contadini e,
non avendo il luogo nessuna importanza militare e strategica, non
furono coinvolti dalle varie guerre che impegnarono i territori
vicini per l’avvicendarsi delle varie dominazioni.
La terra di Mussomeli, nel periodo feudale, fece parte della
signoria di Castronovo e fu possedimento della famiglia Doria fino
alla morte di Antonello figlio di Corrado Il quindi venne usurpata
da Pirrone di Talamanca. Nel 1364 Manfredi III Chiaramonte chiese
e ottenne da Federico la signoria delle terre di Castronovo di cui
faceva parte il villaggio di Mussomeli. Ottenuta in tal modo la
terra, nello stesso anno iniziò la costruzione del castello e
l’ampliamento del piccolo borgo che da allora venne chiamato
Manfreda in onore del nuovo signore. Alla morte di Manfredi
Chiaramonte gli succedette il figlio Andrea il quale tenne nel suo
castello di Mussomeli un’adunanza di nobili siciliani contro gli
Aragonesi tra cui spiccavano i nomi dei quattro vicari del regno
che si erano divisi il governo dell’isola per la minore età
dell’erede al trono Maria, che, rapita da Guglielmo Moncada (uno
dei quattro Vicari). fu portata in Spagna e promessa sposa a
Martino, figlio di Martino il Vecchio. Il matrimonio celebrato nel
1390 incontrò l’opposizione dei nobili siciliani che videro in
pericolo i privilegi usurpati. All’arrivo in Sicilia del re
Martino e della regina Maria i baroni, che avevano preso pane alla
riunione nel castello di Mussomeli, andarono incontro alla coppia
reale per render loro omaggio. Andrea Chiaramonte al contrario
restò nel suo castello e, accusato dal re di tradimento fu
impiccato a Palermo e le sue terre, confiscate, furono concesse a
Guglielmo Raimondo Moncada che nel frattempo era stato insignito
del titolo di marchese. Nel 1397 anche il Moncada fu accusato di
tradimento, pertanto dovette subire la confisca dei beni. La terra
di Mussomeli fu concessa a Giaimano de Prades che nel 1408 la
vendette a Giovanni Castellar. A questi succedette Giovanni di
Perapertusa figlio della sorella che la vendette a Federico
Ventimiglia dal quale la riscattò Pietro Campo genero del
Perapertusa. Nel 1549 Cesare Lanza signore di Trabia comprò la
terra e il castello di Mussomeli dagli eredi di Pietro Campo. La
famiglia Lanza tenne la baronia di Mussomeli fino all’abolizione
della feudalità in Sicilia (1812). Durante i moti rivoluzionari
dell 848 e 1860 i cittadini di Mussomeli parteciparono alle lotte
per l’indipendenza e nel 1893 organizzarono i Fasci dei
Lavoratori.
Il Castello Chiaramontano sorge alla periferia di Mussomeli su uno
sperone di roccia alto 80 metri dal piano campagna. Fu fatto
costruire dal Manfredi III Chiaramonte nel 1370 sfruttando la
conformazione della roccia che è a picco dal lato Sud-Ovest,
mentre è accessibile dal lato Nord-Est attraverso una strada a
gomito su una ripida scarpata. Per la sua posizione, il castello
doveva essere difeso soltanto dal lato Nord-Est, infatti da questa
parte soltanto esistono alte mura merlate. Dentro questo primo
recinto si trova la scuderia semidistrutta con volta a botte e
direttrice ogivale. Una seconda cinta muraria a forma di poligono
irregolare di 7 lati posta ad un’altezza di 52 metri dal piano
circonda la parte abitata del castello. Il lato Sud-Ovest
fortificato su quattro lati a strapiombo da un muro merlato di
altezza regolare su cui sono disposte delle bifore, racchiude i
corpi residenziali che poggiano su sotterranei e cisterne; mentre
il lato Nord a tre facciate racchiude la cappella e gli alloggi
militari. Sul portale d’accesso sono scolpiti tre stemmi, due dei
Castellar e il terzo posto in alto è dei Campo. Oltrepassata la
porta, si accede alla sala detta dei "baroni", dove nel 1391 si
tenne la riunione che Manfredi promosse per l’indipendenza della
Sicilia. Dalla sala dei baroni si arriva alla saletta delle "tre
donne" dove, secondo un’antica leggenda, sono state murate le tre
sorelle del barone partito per la guerra e dallo stesso trovate
morte di fame al suo ritorno. Dalla stanza delle tre donne si
passa alla sala detta del "camino" con volta a crociera e ad
un’altra sala identica a quest’ultima; attraverso un passaggio si
arriva quindi ad una delle torrette semicircolari. Proseguendo
verso Nord si trova la cappella con un bel portale gotico e divisa
da una doppia volta a crociera.
La chiesa madre costruita nel XV secolo è stata rifatta nel 1770,
Presenta facciata barocca a due ordini; l’interno a tre navate è
decorato da stucchi policromi e pale d’altare dei secoli XV e XVI.
Custodisce statue di pregevole fattura alcune delle quali sono
attribuite al Bagnasco.
La chiesa di Maria SS. Dei Miracoli (San Domenico), edificata nel
XVI secolo, ha la volta affrescata da Domenico Provenzano e una
statua della Madonna dei Miracoli del Biancardi.
La chiesa di Santa Margherita, costruita tra i secoli XV e XVI,
presenta l’interno a pianta basilicale ed è decorata da pregiati
stucchi del Serpotta. Mussomeli ha dato i natali a Paolo Emiliani
Giudici (1812-1872), storico e letterato, che fu il primo a
scrivere una Storia della letteratura italiana nel 1844 (quella
del De Sanctis è del 1870-72). Scrisse anche una Storia politica
dei Municipi italiani e una Storia del teatro in Italia. Fu
chiamato a insegnare anche in Inghilterra, dove mori a Tumbridge.
Tra le manifestazioni religiose e folkloristiche mussomelesi, che
vedono la partecipazione di tutti i cittadini, vogliamo ricordare
le rappresentazioni dell’arrivo dei Magi, il 6 gennaio; la festa
di San Giuseppe, il 19 marzo; il corteo storico in costumi
medievali, il 2 settembre; e la festa patronale della Madonna dei
Miracoli, l’8 settembre. Mussomeli è uno dei maggiori centri della
provincia di Caltanissetta per la produzione di olive e di cereali
oltre che di mandorle, uva e frutta. Molto attivo anche
l’allevamento di bestiame (bovini, ovini, equini e caprini).
Notevole sviluppo ha avuto, negli ultimi tempi, anche il settore
artigianale.
Copyright © 2003 -PROVINCIA REGIONALE DI CALTANISSETTA
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Distanza
dalle città Capoluoghi (in Km) |
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Agrigento
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53 |
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Enna
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99 |
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Ragusa
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199 |
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Caltanissetta
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58 |
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Messina
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285 |
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Siracusa
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249 |
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Catania
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184 |
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Palermo
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109 |
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Trapani
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206 |
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Censimento 2001
della popolazione
(Dati Istat)
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Kmq. |
163,90 |
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Abitanti |
11.302 |
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Famiglie |
4.176 |
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Immigrati |
29 |
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Densità |
69
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