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Sino al 1654 il borgo fu sottoposto al Senato di Catania. In
seguito fu barone di Pedara Domenico di Giovanni. Nella seconda
metà del XVIII secolo vi esercitava la giurisdizione Anna Maria di
Giovanni, erede del casato. Pedara passò poi alla famiglia Alliata
di Villafranca.
Economia:
Prodotti agricoli: agrumi, uva, castagne, legumi. Artigianato:
lavori in pietra lavica. Allevamenti: ovini, bovini, caprini.
Industrie ed Imprese: piccole industrie per la trasformazione e la
lavorazione di prodotti agricoli e zootecnici, cave, segherie.
Beni monumentali:
Di costruzione tardo-seicentesca sono alcuni palazzi signorili,
fatti erigere dai Pappalardo, e la Chiesa Madre. Quest'ultima
presenta una larga facciata rettangolare con smembrature di pietra
lavica scura, aperte da tre eleganti portali e affiancata da un
altro campanile a torre cuspidata. Nell'interno, caratterizzato
anche dalle strutture tardo-gotiche della sacrestia, si conserva
un dipinto attribuito a M. Preti.
Pedara oggi:
Oggi le principali fonti di reddito sono l'agricoltura, la
silvicoltura, la pastorizia, l'artigianato ed il turismo estivo
(10.000 presenze annue).
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