|
Arroccato alle
pendici del massiccio montuoso del Crasto, S. Marco d'Alunzio
domina, dall'alto dei suoi 546 metri di altitudine, un paesaggio
di rara bellezza: davanti l'ampio tratto di mare compreso tra Capo
d'Orlando e Cefalù, con sullo sfondo le isole Eolie, ai lati le
valli formati dai torrenti Rosmarrino e Platanà, e alle spalle la
catena montuosa dei Nebrodi. Ai piedi dell'altura si estende una
piana coltivata ad agrumeto mentre i pendii delle colline
circostanti sono fittamente coperti di vigneti e uliveti. Della
sua storia plurimillenaria rimangono tracce non solo nei suoi
monumenti ma anche sulle murature più umili spesso costruite
utilizzando materiali che erano stati di architetture greche,
romane o normanne. L'abitato si raccoglie intorno ai ruderi del
castello normanno e conserva ancora la caratteristica struttura
medievale. Il territorio di S. Marco d'Alunzio fu abitato fin
dall'età del rame come dimostrano gli utensili litici e le
ceramiche preistoriche recentemente rinvenute nella grotta di
Scodonì. La fondazione in epoca storica viene attribuita, da fonti
antiche, ad un mitico Patron Turio venuto in Italia a seguito di
Enea dopo la distruzione di Troia. Durante il periodo di
dominazione greca fu un centro fiorente col nome di "Alontinon" e
battè moneta propria. Sotto i romani si chiamò Haluntium e sarà
citata dallo stesso Cicerone nel famoso processo "contro Verrem".
L'abitato attuale si è formato attorno al castello fatto costruire
da Roberto il Guiscardo nel 1061. In epoca normanna S. Marco
conobbe prosperità grazie alla coltivazione della viola mammola,
all'allevamento del baco da seta e alla frequentazione della
darsena. Dal secolo XV fu feudo della famiglia Filangeri dei
Principi di Mirto che ne conservarono la signoria fino al secolo
scorso. Dell'antica città greca rimangono, nella parte bassa
dell'abitato, alcune strutture del tempio di Ercole (IV sec. a.C.)
trasformato in chiesa cristiana in epoca medievale e rifatto nella
facciata barocca. Di architettura bizantina è la chiesa di S.
Teodoro, detta Badia Piccola, a croce greca con all'interno
decorazioni a stucchi del 1700 e la chiesa di San Pietro da Deca,
di forma ottagonale. La chiesa di San Salvatore (XIII sec.)
dall'originaria struttura normanna presenta all'interno colonne
sorreggenti capitelli in pietra, decorati con motivi bizantini a
palma, a croce greca e con disegni geometrici. Una pregevole
Madonna della scuola del Gagini si conserva, invece, all'interno
della Chiesa della SS. Annunziata. Caratteristica a S. Marco d'Alunzio
è la festa del Crocifisso che ha luogo l'ultimo venerdì di marzo.
Durante la festa 33 incappucciati, chiamati "Babaluti", avvolti in
sai blu e scalzi portano in processione, per le vie del paese, la
pesantissima vara con il Crocifisso ligneo scolpito alla fine del
1550 da fra' Umile da Petralia. S. Marco d'Alunzio è da sempre
stato un importante centro di estrazione del marmo una qualità del
quale, il "rosso" è molto pregiata. La principale fonte di
reddito, tuttavia è ancora oggi costituita dall'agricoltura
(agrumeti, vigneti e oliveti) e dall'allevamento. Esiste ancora un
artigianato tipico della cardatura, filatura, tessitura e
confezione di manufatti di lino e lana da parte di alcune donne
del paese. Le altre attività artigianali si basano sulla
lavorazione del ferro battuto, del legno e in particolare del
marmo. Discreta la produzione di olio d'oliva. Per la bellezza del
paesaggio circostante e per il ricco patrimonio storico, artistico
e folcloristico S. Marco d'Alunzio ha tutte le carte in regola per
diventare, se opportunamente valorizzato, uno dei principali
centri di attrazione turistica dell'entroterra dei Nebrodi.
© Copyright
2002 PROVINCIA REGIONALE DI MESSINA - Tutti i diritti riservati
|