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È
posto nella regione collinare tra i fiumi Platani e Salso alle
falde nord-occidentali della Serra Cusatino. Il nome indica una
serie di alture (come lo spagnolo "sierra"), dove nidificavano i
falchi. Il Vito Amico, di Serradifalco scrive: (Paese recente
sotto Caltanissetta, insigne del titolo di ducato, sedente in un
terreno lievemente declive verso mezzogiorno, che si appartiene al
feudo dello stesso nome, di diritto un tempo di Berengario
Angileri, per dono di Pietro I Aragonese. Non so in quale anno sia
passato nella contea di Caltanissetta, ma già dal secolo XIV
ritrovasene ascritto ai feudi quello di Serradifalco». Il feudo di
Serradifalco, facendo parte del territorio di Caltanissetta,
appartenne al conte Giovanni Tommaso Moncada che per gravi
dissesti finanziari lo cedette, con diritto di riscatto nel 1493,
a Nicolò de Barresio. Da questi, il possedimento passò ad Antonino
Rizono per ritornare, dopo qualche anno, a Guglielmo Raimondo
Moncada, figlio di Giovanni Tommaso. Ma il feudo di Serradifalco
evidentemente non era destinato a restare alla famiglia Moncada
perché fu venduto a Giovanni Luigi Settimo, che quarant’anni dopo
lo rivendette ad Antonio La Rocca, il quale lo donò al nipote
Cristoforo che nel 1557 lo cedette al figlio Giacomo
riservandosene l’usufrutto. Intanto Francesco Moncada de Luna che
aveva risollevato le sorti economiche della famiglia, in forza del
diritto di riscatto, ricomprò ancora una volta il feudo di
Serradifalco, destinato di nuovo ad essere venduto. Infatti nel
1617 Antonio d’Aragona e Moncada, sempre a causa dei debiti,
vendette il feudo e la baronia di Serradifalco assieme ad altri
possedimenti a Francesco Graffeo che, nel 1625 dietro pagamento di
una cospicua somma, ricevette da Filippo IV il titolo di marchese
di Serradifalco. Morto neI 1635, Francesco Graffeo lasciò erede
universale il nipote Giovanni che, trovando la situazione
patrimoniale gravemente compromessa, nel 1640 rinunciò all’eredità
in favore del figlio primogenito Francesco, ancora minorenne e
sotto tutela della nonna materna Maria Ventimiglia Sarzana, la
quale nello stesso anno aveva chiesto la "licentia populandi". Ma,
purtroppo, per l’incalzare dei creditori il feudo fu messo
all’asta pervenendo a Leonardo Lo Faso che Io popolò richiamando i
coloni da Palermo, Caccamo e Termini. Nel 1665 il Lo Faso, per
privilegio del re Filippo IV, ricevette il titolo di duca di
Serradifalco e il diritto di sedere al XXI posto in Parlamento. Il
duca, oltre alle case per i nuovi coloni, fece costruire il suo
palazzo e la prima chiesa parrocchiale che, in suo onore, i
cittadini vollero intitolare a San Leonardo. Alla sua morte gli
succedette il figlio Francesco che sposò Anna Maria Talamanca e
Grua da cui nacque Leonardo. La famiglia Lo Faso tenne il ducato
di Serradifalco fino al 1812, anno in cui fu abolita la feudalità
in Sicilia. Nel 1813 Serradifalco, che apparteneva fin dalla sua
nascita alla comarca di Sutera, fu aggregata al distretto di
Caltanissetta. L’inizio del XX secolo porta a Serradifalco molte
novità. G. Testa in Serradìfalco scrive: «Il primo decennio vede
la realizzazione di molte opere pubbliche come l’illuminazione
pubblica, il servizio di manutenzione delle strade, l’ampliamento
del cimitero, la sistemazione della Piazza Vittorio Emanuele, il
risanamento dell’Orto Piazza, con la soppressione delle due vasche
esistenti, fomite di infezioni in una zona infestata da febbri
malariche, la progettazione di un edificio scolastico in località
Orto Piazza». Durante le due guerre mondiali la cittadina ha dato
un valido contributo di sangue mandando i suoi figli migliori a
combattere per la grandezza della patria. La chiesa madre,
costruita alla fine del ‘700, ha la facciata a due ordini con
spazi divisi da fasce di lesene con capitelli. L’interno, ad unica
navata, custodisce la statua di san Leonardo, santo titolare, del
1662 di Giancarlo Viviano e i ritratti degli arcipreti Giuseppe
Antonio Vaccaro (1778 - 1789) e Orazio Sferrazza (1821-1857). La
chiesa dell’immacolata, costruita nella seconda metà del ‘700,
presenta una facciata semplice ravvivata da stucchi che ornano il
portale e la finestra. La chiesa di San Francesco di Paola fu
costruita nel 1640 e fu la prima chiesa del costruendo paese. Il
lago Cuba conosciuto anche come lago Soprano nel periodo invernale
raggiunge una superficie di 15 ettari che in estate si riduce a
causa della mancanza di piogge e per l’uso indiscriminato che ne
fanno i contadini che con le sue acque irrigano i loro campi.
Sorge nelle vicinanze del centro di Serradifalco a 400 metri circa
sul livello del mare. Nelle sue acque sostano a ristorarsi alcuni
tipi di volatili che si spostano per le loro periodiche
migrazioni. Nel territorio circostante il lago crescono piante che
in altre zone della Sicilia sono in via di estinzione.
Serradifalco ha dato i natali a molti uomini di talento, tra cui:
Domenico Lo Faso Pietrasanta - di lui scrive il prof. Santi
Correnti: «duca di Serradifalco (1773 - 1863) che è stato uno dei
più grandi archeologi siciliani. Citato comunemente come il
Serradofalca, ha lasciato cinque volumi di studi sulle Antichità
della Sicilia, che sono tuttora opera valida. Fu anche una delle
figure più insigni della grande rivoluzione federale del 1848-49:
presiedette la "Camera dei Pari" (il Senato siciliano di allora),
fu Ministro degli Esteri, e fu poi esiliato dai Borboni. Il poeta
Leonardo Insalaco (1884 -…..) zolfataio, ignorante, ma d’ingegno
sveglio. Scrisse un numero straordinario di poesie in vernacolo.
La venuta nel 1881 della famiglia reale a Caltanissetta gli valse
il posto di guardia forestale a cavallo. Non si conosce la data e
il luogo della sua morte. Occasione d’incontro per i
serradifalchesi sono le feste religiose in particolare quella del
patrono San Leonardo il 6 novembre; la festa di San Giuseppe e le
rappresentazioni della settimana santa con il rnòrtorio e la
scinnenza. L’ economia serradifalchese, un tempo sostenuta dalle
miniere, dipende oggi prevalentemente dall’agricoltura che produce
mandorle, cereali, legumi e olive, e dall’allevamento del
bestiame.
Copyright © 2003 -PROVINCIA REGIONALE DI CALTANISSETTA |
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Distanza
dalle città Capoluoghi (in Km) |
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Agrigento
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50 |
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Enna
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63 |
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Ragusa
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160 |
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Caltanissetta
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22 |
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Messina
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251 |
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Siracusa
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241 |
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Catania
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148 |
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Palermo
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141 |
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Trapani
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223 |
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Censimento 2001
della popolazione
(Dati Istat)
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Kmq. |
41,59 |
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Abitanti |
6.420 |
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Famiglie |
2.388 |
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Immigrati |
24 |
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Densità |
154
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