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La Città
Viagrande e' una
cittadina sulle pendici sud-orientali del vulcano ETNA in Sicilia.
Posizionato tra il vulcano e il mare sorge a circa 410 m. d'altezza.
Dista da Catania , il capoluogo di provincia, circa 13 km e circa 5km
da Acireale che é anche lo scalo ferroviario e autostradale piú
vicino.
Il
suo clima e' mite durante tutto l'anno solare, per cui i sui giardini
sono pieni di vegetazione e di fiori. Viagrande e' meta di numerose
visite turistiche sopratutto in estate quando molti dei residenti di
Catania sfuggono al caldo intenso della città spostandosi sulle piu'
fresche localita' etnee.
La sua popolazione (attualmente di circa 5688 abitanti), vive
principalmente di agricoltura e commercio dei prodotti ad essa
connessa (Agrumi e Vino).
L'industria edile e le attivita' connesse ad essa sono molto
sviluppate e moltissimi cittadini viagrandesi la svolgono anche nei
comuni e provincie limitrofe.
Anche l'artigianato e' molto sviluppato, sopratutto la lavorazione del
ferro, del legno e delle pietre.
La Storia
Viagrande prende il nome dall'antica via regia per Messina detta
appunto viagrande. Le prime notizie storiche fanno riferimento alla
costruzione di una chiesa in contrada Rinazzo durante la dominazione
normanna in Sicilia. Attorno a tale chiesa si svilupparono le piccole
borgate di Viscalori e Vilardi. Durante la dominazione spagnola,
Viagrande ricevette l'investitura principesca. Filippo IV, nel 1641,
vendette il feudo che comprendeva Viagrande al principe Giovanni di
Messina. Durante i moti rivoluzionari del 1837 Viagrande fu uno tra i
primi paesi etnei a sostenere Catania. Nel 1848 una sessantina di
giovani scesero armati nelle piazze catanesi contro il governo
borbonico. Alla restaurazione di quest'ultimo molti viagrandesi furono
fatti prigionieri o esiliati. Quando a Viagrande giunse notizia dello
sbarco di Garibaldi a Marsala, sul campanile della Chiesa Madre venne
innalzata la bandiera tricolore. La notizia della sconfitta delle
truppe borboniche da parte delle truppe garibaldine presso Milazzo,
entusiasmò un gruppo di cittadini che decisero di inviare al generale
quindici quintali di pasta, ventisei salme di vino ed una cassa di
filacce e fasce confezionate in poche ore dalle donne di Viagrande.
Garibaldi ringraziò con una lettera ufficiale la gente di Viagrande ed
il suo autografo fu posto sotto vetro ed appeso nel circolo di
conversazione dei civili.
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