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La composizione arborea forestale
naturale è rappresentata in genere dalla presenza spontanea di
leccio,
sughera,
roverella e
frassino. Fattori di
origine antropica e non, hanno via via limitato nel tempo
queste superfici.
Peraltro
anche le originarie associazioni arbustive come le macchie di
latifoglie sempreverdi hanno subìto, per gli stessi motivi,
profonde modificazioni, l'ultima fase delle quali rappresenta
lo stato attuale della vegetazione spontanea. Essa infatti è
rappresentata, in alcuni casi, da una prateria steppica che è
la fase ultima della degradazione alla quale si è pervenuti
per il sinergismo dei fattori antropici associati a quelli
climatici.
Solo alcuni territori che non hanno subìto l'influenza
negativa dei predetti fattori presentano un accentuato grado
di copertura vegetale, inerente soprattutto il piano
arbustivo.
Si ritrovano allora rovi,
corbezzoli,
perastri,
ginestre,
lentischi e oleacee,
il cui grado di copertura nei confronti del suolo è, si può
dire, totale ed ai fini idrogeologici il sistema vegetazionale
manifesta appieno gli effetti positivi. Un posto particolare
nella copertura di molti terreni di montagna occupa l'Ampelodesma.
La sua presenza, il suo grado di copertura è tale che questa
pianta esercita spesso l'unica difesa idrogeologica possibile.
Tuttavia al tempo stesso manifesta accentuatissimi fenomeni di
concorrenza idrica e nutritiva nei confronti della giovane
vegetazione arborea per cui la sua presenza nel caso di
impianto artificiale è responsabile dei notevoli insuccessi.
Il grado di copertura assicurato dai boschi artificiali fin
qui realizzati, è molto variabile. Si può dire che in genere i
territori risultano per il 30% a densità oscillante fra il 50
e 1'80%; il 40% con valori medi al di sotto del 20% ed il
restante 30% con grado di copertura tra 20 e 50%.
I
boschi a densità normale non presentano in genere tutti e tre
gli stadi vegetazionali e cioè quello arboreo, arbustivo ed
erbaceo. In genere manca il sottobosco arbustivo, o il
sottobosco costituito da specie forestali sciafile.
I boschi con grado di copertura media sono in genere boschi
puri di conifere. I terreni infine il cui grado di copertura è
tale da catalogarli fra quelli da considerare nudi sono talora
cosi costituiti: tare, litosuoli, terreni fortemente dilavati,
zone soggette al frequente ricorrere di incendi, etc.
I tentativi fin qui fatti hanno dimostrato che occorre
sostituire alle conifere mediterranee le latifoglie quercine,
per semina o piantagione, non perdendo tuttavia di vista che
un efficacissimo grado di copertura si potrà raggiungere solo
attraverso una conveniente copertura arbustiva.
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