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DISA, DISALORA E CRINIU


"Senza i disalora nun si produci criniu
senza a disa i disalora nunponnu campari"
(Anonimo)


E questo un vecchio detto sentito dagli anziani delle aree ove la disa rappresentava una forma di reddito e con questo motto dal sapore antico ci cimentiamo a trattare una problematica molto lontana dall'attualità.
La disa, è innegabile, ha rappresentato una fonte economica non indifferente dei decenni passati ed il criniu mi riporta alla mente gli anni Tale prodotto, allora molto più diffuso della lana, era utilizzato per il confezionamento di materassi, di cuscini e per imbottiture varie ed aveva il pregio di essere molto resistente agli attacchi della cosiddetta "camula". Limitatamente ai materassi imbottiti col criniu nel linguaggio volgare erano denominati "pagghiarizzi".
Il criniu si distingueva in prima ed in seconda qualità in relazione alle percentuali presenti nelle balle e di disa e di palma nana. Essendo la palma nana più morbida della disa, la sua presenza nel miscuglio del criniu conferiva una maggiore sofficità al prodotto stesso, per cui le balle di criniu contenenti il 20% e più di fibra di palma nana erano catalogate di prima qualità, diversamente meno del 20% di palma nana e/o la esclusiva presenza di fibra di disa faceva catalogare il prodotto come di seconda qualità, ma non per questo dispreggevole.
Il commercio del criniu sino agli anni `60, si può dire che fosse un commercio abbastanza florido ed erano diversi i Comuni ove erano in funzione le cosiddette "macchine del criniu" che lavoravano le fibre vegetali raccolte dai disalora, che in una giornata potevano compiere due o tre raccolte e trasportare il prodotto alle "fabbriche del criniu".
Il disaloro si dedicava alla raccolta della disa e della palma nana recandosi quotidianamente nelle aree adatte mietendo con la falce le coriacee e rigide foglie e componendo consistenti fasci legati con la stessa disa, per un più agevole trasporto.
Raccogliere la disa non era un mestiere nobile anche perché la disa rappresentava il simbolo per antonomasia della miseria. Essa cresce in terreni poco o affatto vocati all'agricoltura, quindi terreni poveri, ma quando venivano meno e il lavoro nei campi e le richieste di manovalanza alla dipendenza di qualche datore di lavoro, la disa rappresentava la principale se non la sola fonte di reddito, atta al sostentamento di tante e tante famiglie nei periodi di magra. La disa garantiva modesti guadagni ma era la sola cosa che poteva garantire di poter portare un tozzo di pane a casa.
Parlando in queste pagine di disa, disalora e criniu si vuole proporre ai lettori una pagina di storia umana che non è scritta nei libri ma che rappresenta il vissuto delle generazioni precedenti che con stenti ed abnegazione hanno fatto la nostra storia.

 

 

 

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