le Aree Attrezzate

Gli alberi Monumentali di Sicilia

Le piante forestali di Sicilia

Piccolo vocabolario botanico

Oasi e aree protette Piante Officinali in Sicilia

Curarsi con le erbe

  

'U CRINIU

 

Il "crinio" o "criniu" a seconda delle parlate locali, ma sicuramente più diffuso il secondo idioma, nel linguaggio italiano si può tradurre col termine "crine". In particolare si tratta di un crine vegetale, in quanto derivato esclusivamente da sostanze vegetali quali l'ampelodesma e la palma nana, anche se nel miscuglio non possono non mancare altre erbe selvatiche della famiglia della graminacee che crescono nelle stesse aree ove si raccoglie la disa. A seconda delle quantità di palma nana e di disa presente nel miscuglio il crinio si può classificare di prima e di seconda qualità.
Il "criniu" è stato definito da molti "la lana dei poveri" e sino agli anni `50 si può dire che avere il letto imbottito con la lana - quella di pecora o di capra, per intenderci - era un lusso riservato ai più abbienti e mia nonna nei suoi racconti diceva che il materasso di lana era una delle cose che si portava in dote, o da parte dell'uomo o da parte della donna, prima di andare sposi, e per la nuova coppia rappresentava un innalzamento di livello sociale.
Nelle famiglie d'allora sostituire il materasso di criniu col materasso di lana era un impegno forte che la famiglia doveva assumersi. Il "criniu" era utilizzato per tutti i tipi di imbottitura ed in particolare per imbottire sedie, poltrone e materassi ed in tutte le case di campagna fino a qualche decennio fa non era raro ritrovare nel ripostiglio o nel solaio il cosiddetto "pagghiarizzu", definibile un giaciglio rustico e costituito da un base più o meno rigida, nella migliore delle ipotesi una rete singola per materassi, sulla quale si collocava un materasso imbottito col criniu, quindi il cosiddetto "materasso di criniu", ma a detta dei più vecchi non era raro che il pagghiarizzu fosse solo uno strato di criniu sparso su una tavola adeguata, coperto in genere da un sacco di tela che meglio dei lenzuoli e altre stoffe riusciva ad attutire il leggero fastidio iniziale della fibra rigida costituente il crine in sé per sé.
Il pagghiarizzu così fatto rappresentava il letto della casa, buono per il riposo dalle fatiche dei lavori agricoli.
Piccolo mi ricordo le liti con mio fratello, più grande di me, per conquistare un angolo più comodo nel "pagghiarizzu" della nostra casa di campagna, che in verità, col senno del poi, aveva poco di comodo, ma per allora era quanto di meglio si poteva trovare.
Col mutare dei tempi il pagghiarizzu è stato sostituito dal materasso di lana ed il criniu cominciò ad essere meno utilizzato, mettendo in crisi l'economia che aveva fatto nascere e sviluppare le "fabbriche del criniu" e la costruzione artigianale delle "macchine del criniu".
Anche se la lana aveva quasi del tutto soppiantato il criniu, molto più mordiba del secondo prodotto, mia nonna era talmente affezionata al suo cuscino di criniu che non doveva mancare nella sua sedia, ed erano guai per noi nipoti se osavano stropicciare troppo quel cuscino, oggetto spesso del nostro gioco di ragazzi.
In tutte le case di allora era immancabile un qualcosa contenente o confezionato col criniu e come quelle riferite su mia nonna, tante possono essere le storielle e gli aneddoti che potremmo sentir raccontare dai più anziani che hanno vissuto, mi si permetta la definizione, "l'epoca del criniu".
Il criniu ha fatto quindi la storia dell'uomo ed ha rappresentato un momento importante della sua evoluzione economica e culturale.

 

 

 
 

Copyright © www.regione.sicilia.it/agricolturaeforeste/azforeste/
per gentile concessione Tutti i diritti riservati

HOMEPAGE


© 2002/2013 I Sapori di Sicilia