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ABITO ESTIVO ED INVERNALE
Negli adulti, gli spazi bianchi ai lati del collo,
associati a piume squamiformi, lucenti, a riflessi
verdi e color porpora, contrastano il piumaggio
grigio-bluastro della testa e cenerino-bruno del
mantello. Sull'ala, lo "specchio" bianco taglia, a
larga virgola, le copritrici esterne (quando l'ala è
chiusa, questa fascia si dispone lungo il bordo
dell'ala, oltre la spalla). Il groppone,
cenerino-chiaro, precede una lunga e consistente coda
grigia, ampiamente bordata di scuro (orlatura
particolarmente evidente "da sotto"). Parti inferiori
vinate in corrispondenza del petto, poi
bianco-grigiastre, con sottoala color cenere, come
nella Colombella (è bianco, in contrasto, nel Piccione
selvatico, comprese le varie razze domestiche e
semidomestiche derivate).
Il becco è rossiccio con zone rigonfie alla base
biancastre ed apice giallo-ceciato; zampe
rosso-rosato. Iride giallastra. Giovane: la
colorazione grigia e cenerina è ovunque offuscata dal
bruno; mancano le iridescenze e gli spazi bianchi sul
collo, ma rimane il disegno bianco, distintivo,
sull'ala. Parti nude meno vivaci ed iride più scura,
rispetto agli adulti.
AMBIENTE E VITA
in distretti forestali di varia composizione arborea,
sovente in prossimità
di radure o zone rurali e coltivate più aperte, in cui
va per procurarsi parte del nutrimento.
Da tempi relativamente recenti, si può osservare anche
nei giardini alberati e nei parchi cittadini, spesso
in compagnia dei colombi torraioli. Sui luoghi di
svernamento e in migrazione, costituisce stormi
consistenti. Lontano dagli abitati è uccello accorto e
sospettoso; si invola producendo un tipico rumore con
le remiganti, simile a quello della Tortora. In aria,
segue traiettorie rettilinee, ad altezze variabili,
imprimendo potenza ai battiti delle ali, talvolta
alternando fasi scivolate molto veloci. Si posa sugli
alberi, tra il fogliame, o sul terreno. Il cibo è
essenzialmente d'origine vegetale e molto variato: ne
fanno parte semi, grani, radici, foglie, fiori e
frutti di numerose essenze forestali e piante erbacee
coltivate o meno; durante il giorno, una porzione di
cibo viene sempre trattenuta nel gozzo per essere
digerita in seguito. Occasionalmente sono appetiti
larve di insetti e vermi rinvenuti sul terreno.
In periodo riproduttivo, quando si formano e
frazionano le coppie, il maschio compie caratteristici
voli innalzandosi nel cielo, agitando le remiganti
sopra il tronco, alla sommità della parabola,
("applauso"), e ridiscende ad ali rialzate, in volo
planato. Posato, "gira" e si esibisce attorno alla
futura compagna, gonfiando le piume, come è tipico di
molti columbidi. Tuba emettendo di solito strofe
monotone, di 4 o 5 sillabe.
RIPRODUZIONE
Nidifica in zone boscose, nelle campagne coltivate ed
alberate, nei parchi cittadini, sia al livello del
mare che sui monti fino a circa 1500/1700 metri. Da
aprile, in un nido di stecchi grossolanamente
intrecciati e costruito sugli alti alberi, vengono di
solito deposte 2 uova (1-3) bianche semilucenti e con
guscio liscio (mm 40 x 29,5, gr 19) che schiudono dopo
un'incubazione di 15-17 giorni, portata a termine dal
maschio durante la giornata e dalla femmina di notte.
I piccoli abbandonano il nido dopo 28-35 giorni.
Vengono deposte due o tre covate annue.
DISTRIBUZIONE
La specie abita con circa cinque sottospecie le zone
adatte dell'Europa (con esclusione delle parti più
settentrionali), dell'Africa nord-occidentale, delle
Azzorre, di Madeira e dell'Asia. Le varie popolazioni
sono sedentarie ed anche migratrici; i contingenti
dell'Europa settentrionale si spingono più a sud fino
al bacino del Mediterraneo ed al vicino Oriente.
In Italia la sottospecie tipo compare durante i passi
regolari di settembre-ottobre e di metà febbraio-metà
aprile; pare più frequente e costante in alcune
regioni del centro (Toscana, Lazio, Emilia Romagna,
Umbria, ecc.) ove durante l'inverno, nelle pinete
litoranee, si soffermano a svernare migliaia di
individui; interessanti concentrazioni invernali si
notano anche al sud e nelle isole maggiori. Negli
ultimi decenni si è notato un apparente spostamento
delle masse migranti verso le regioni settentrionali.
Come parzialmente stazionario e nidificante è presente
dal livello del mare ai monti sia sul continente che
nelle isole maggiori (nelle Valle Padana è in
diminuzione per disboscamenti).
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