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ABITO ESTIVO ED INVERNALE
Piumaggio omocromatico e protettivo, caratterizzato da
colorazioni smorte, ma, nel loro genere, non prive di
una certa eleganza. Le parti superiori del tronco, la
calotta e la coda hanno una colorazione di fondo
cenerino-brunastra con finissimi zig-zag e fascette,
le timoniere sono piuttosto lunghe, apribili a
ventaglio, di consistenza molle e attraversate da
alcune barre scure, mentre dal centro della cervice
una stria più larga, nerastra, scende sulla nuca e in
mezzo al dorso. Le ali sono relativamente brevi e
arrotondate, a scacchi fulvo-rossastri e bruno-neri,
in corrispondenza dei vessilli esterni delle
remiganti, con copritrici vermicolate e screziare di
bruno, grigio e fulvo-biancastro.
Inferiormente, il piumaggio è poco più chiaro,
ocra-rossiccio sotto-il mento e la gola, bianco-sporco
nel rimanente, ovunque con una fitta sequenza di
piccole barre trasversali e picchiettature bruno-nere,
meno marcate verso il centro dell'addome.
Becco corto, grigiastro, meno consistente rispetto ai
veri picchi, subconico, quasi da passeraceo; zampe,
invece, da tipico arrampicatore, bruno-giallastre,
anche se raramente vengono utilizzate per "salire"
verticalmente o obliquamente lungo i tronchi. Iride
nocciola, piuttosto vivace negli adulti.
GIOVANE
poco differenziabile nel piumaggio (a paragone, meno
barrato e più pallido nelle parti inferiori); ha però
la prima, "piccola", remigante primaria nettamente
sopravvanzante le penne copritrici (si nota il
contrario, negli adulti).
La sottospecie "tipo" o nominale, Jynx torquilla
torquilla, ha colorazioni di fondo (parti superiori)
più pallide e sbiadite, gastreo meno screziata ed ala
piegata più lunga (fino a 94 mm).
AMBIENTE E VITA
dall'inizio della primavera, in corrispondenza dei
primi arrivi sui luoghi di nidificazione, rende
manifesta la sua presenza attraverso l'emissione di
una inconfondibile cantilena che si compone di una
decina di suoni squillanti, un po' strozzati e
lamentosi, emessi in serie affrettata e ripetitiva;
tali richiami, dal significato territoriale e nuziale,
echeggiano in prossimità di vigneti, oliveti,
campagne, margini di boschi cedui soleggiati e
discontinui, frutteti, parchi e giardini alberati, gli
ambienti occupati con maggiore predilezione in periodo
riproduttivo.
Con la progressiva cessazione delle manifestazioni
sonore (inizio estate), la specie sfugge con facilità
all'osservazione. Posato sulla porzione più ingrossata
dei rami, si arrampica solo parzialmente, preferendo
muoversi lungo piani orizzontali od obliqui, sempre
protetto dall'omocromia del piumaggio, che pare
fondersi con le cortecce. A volte scende a terra,
anche allo scoperto, in cerca di nutrimento e si muove
a piccoli balzi, la coda un po' rilevata, come
un'Averla piccola.
Quando capita di sorprenderlo durante un breve volo di
spostamento (quasi sempre effettuato a debole distanza
dal suolo), non emergono immediati riscontri
morfologici o cromatici, a favorire l'identificazione:
sembra un passero o una giovane averla un po' incerta
nel volo e dalla sagoma meno slanciata del consueto.
Nella ricerca del cibo, ricorre alla viscosità della
lingua estroflettibile per esplorare le irregolarità
dei substrati o i formicai e trattenere larve, ninfe e
insetti adulti, che costituiscono la fonte alimentare
primaria (in autunno, appetisce occasionalmente anche
qualche bacca e frutto).
Non "tambureggia" col becco; deve il nome volgare a
particolari contorcimenti del collo, che può
effettuare in varie circostanze, soprattutto se
sorpreso in prossimità della cavità che ospita il
nido.
RIPRODUZIONE
Predilige le zone boscose, sia pianeggianti che
collinari e montane, i frutteti, le campagne coltivate
ed alberate ed i parchi. Dopo la metà di maggio viene
ricercata una cavità (di alberi, di muri, di covatoi
artificiali, ecc.) e vi vengono deposte sul fondo non
giarnito di solito 7-10 uova (5-14) bianche lucenti
(sfumate di rosato in trasparenza) che vengono
incubate in particolare dalla femmina per 13-14
giorni. I piccoli nati rimangono nel nido per circa 3
settimane. Viene deposta una covata annua (una seconda
non è infrequente).
DISTRIBUZIONE
La specie abita con circa sette sottospecie le zone
adatte dell'Europa, dell'Asia centrale e
settentrionale e dell'Africa settentrionale. Le varie
popolazioni sono migratrici o parzialmente sedentarie
(quelle africane) e si portano a svernare nell'Africa
tropicale e nell'Asia meridionale. In Italia la
sottospecie meridionale tschusii compare durante i
passi regolari di aprile-maggio e di agosto-settembre.
Estiva e nidificante nelle zone pianeggianti,
collinari e montane (fino a circa 1600/1800 metri) del
continente e delle isole maggiori (Elba compresa).
Scarsamente invernale al sud e nelle isole,
occasionalmente altrove. Durante la migrazione si
rinviene nel nostro paese anche la sottospecie tipo,
in spostamento verso sud (Africa tropicale, India,
Bacino del Mediterraneo), proveniente dall'Europa
centrale, settentrionale ed orientale; qualche
individuo si sofferma a svernare nelle regioni
meridionali. Le due sattospecie sono di difficile
distinzione.
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