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LE ZONE
CLIMATICO-FORESTALI |
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È
indubbio che il clima costituisce il più importante
insieme di fattori in grado di determinare l'aspetto e
la distribuzione della vegetazione. I parametri
climatici che maggiormente interessano ai fini della
produzione legnosa sono la temperatura e le
precipitazioni (in condizioni particolari anche il vento
rappresenta un limite alla vegetazione).
Per una tipologia fitoclimatica a grandi linee, si
ritiene opportuno fare riferimento, tra le numerose
classificazioni proposte dagli studiosi, a quella del
PAVARI (1916), in quanto di più larga applicazione e più
adatta a rappresentare le caratteristiche climatiche
dell'ambiente italiano. Tale classificazione, che si
avvale di pochi parametri termici (temperatura media
annua, temperatura media del mese più freddo e media
delle temperature minime assolute annue) e pluviometrici
(piovosità annua e sua distribuzione stagionale),
consente inoltre di stabilire l'analogia climatica fra
le diverse aree fitogeografiche italiane e quelle di
altri paesi e continenti, da cui in parte provengono le
specie che si vogliono adoperare.
In base alla suddetta classificazione si distinguono
cinque zone climatico-forestali con relative sottozone e
precisamente:
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LAURETUM
(sottozone: calda, media e fredda) |
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La temperatura media
annua è compresa tra 12 e 23° C (12-17° C nella
sottozona fredda, 14-18° C nella sottozona media,
15-23° C nella sottozona calda), la media del mese più
freddo non scende mai al di sotto di 3°C (di 5 e di 7,
rispettivamente, nelle sottozone media e calda),
mentre la media delle temperature minime assolute
annue è sempre superiore a9°C (a-7 e a-4,
rispettivamente, nelle sottozone media e calda).
La zona è caratterizzata, nel bacino del Mediterraneo,
da piogge concentrate nel periodo autunno-invernale e
da siccità estiva più o meno prolungata (Lauretum di
2° tipo di Pavari). La sua estensione corrisponde,
grosso modo, a quella della vegetazione sempreverde
della fascia costiera dei paesi che circondano il
Mediterraneo, rappresentata da boschi e arbusteti
(macchie) di specie più o meno xerofile e termofile.
È l'area di vegetazione dell'olivo e, tra le conifere
spontanee, del pino d'Aleppo, del cipresso, del pino
domestico e del pino marittimo (che però può penetrare
nella zona sovrastante): essa interessa buona parte
del territorio peninsulare e insulare italiano
(escluse quindi le regioni continentali), fino ad
altitudini di 400- 500 m nel Centro-Nord, di 600-700 m
nel Centro-Sud e di 800- 900 m nell'estremo Sud e
nelle Isole. La sottozona calda cessa dove le
condizioni climatiche non consentono più la
coltivazione all'aperto degli agrumi. |
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CASTANETUM
(sottozone: calda e fredda) |
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Le caratteristiche
termiche della zona sono: temperatura media annua
compresa tra 10 e 15°C, media del mese più freddo
mai inferiore a -1 °C (a 0°C nella sottozona calda),
media delle minime assolute annue sempre superiore a
-15°C (a -12°C nella sottozona calda).
Pur non essendo infrequenti siccità estive più o
meno prolungate, la quantità e la distribuzione
stagionale delle piogge sono generalmente più
favorevoli alla produzione legnosa rispetto alla
zona del Lauretum (maggiore disponibilità idrica nel
periodo di vegetazione)
La vegetazione forestale è principalmente costituita
da querce caducifoglie e da castagno; è inoltre
caratterizzata dall'assenza pressoché totale di
conifere spontanee, sebbene frequente sia la
presenza di quelle dei piani superiore e inferiore.
Questa zona occupa gran parte della bassa e media
montagna prealpina ed appenninica e tutta la pianura
padana |
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