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Piccolo vocabolario botanico

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Indice Demani

Prefazione
Generalità
Il  Demanio
Monte Lauro: storia e mito
Flora e Fauna: generalità
- La Flora
- La Fauna
- 1 I Mammiferi

- 2 Gli Uccelli
- 3 I Rettili
- 4 Anfibi
- 5 Gasteropodi
- 6 Insetti
- 7 Altre Specie
Buccheri e Monte Lauro
-I Boschi
-"I Marcati e la vicenda   
  demaniale

Schede piante
- il Colchico
- Il Centinodia
- Il Favagello
- Il Geranio selvatico
Scheda botanica
- Le zone fitoclimatiche
Schede Fauna
- La Martora
- Il Gatto selvatico
- Il Riccio europeo
- Il Toporagno comune 
- L'Upupa
- Il Torcicollo
- Il Colombaccio
- Il Rigogolo
 
LA REDAZIONE
 
 

Tratto dal volume
Il Demanio Forestale
Monte Lauro
Azienda Regionale Foreste demaniali

  

LE ZONE CLIMATICO-FORESTALI

 

È indubbio che il clima costituisce il più importante insieme di fattori in grado di determinare l'aspetto e la distribuzione della vegetazione. I parametri climatici che maggiormente interessano ai fini della produzione legnosa sono la temperatura e le precipitazioni (in condizioni particolari anche il vento rappresenta un limite alla vegetazione).
Per una tipologia fitoclimatica a grandi linee, si ritiene opportuno fare riferimento, tra le numerose classificazioni proposte dagli studiosi, a quella del PAVARI (1916), in quanto di più larga applicazione e più adatta a rappresentare le caratteristiche climatiche dell'ambiente italiano. Tale classificazione, che si avvale di pochi parametri termici (temperatura media annua, temperatura media del mese più freddo e media delle temperature minime assolute annue) e pluviometrici (piovosità annua e sua distribuzione stagionale), consente inoltre di stabilire l'analogia climatica fra le diverse aree fitogeografiche italiane e quelle di altri paesi e continenti, da cui in parte provengono le specie che si vogliono adoperare.
In base alla suddetta classificazione si distinguono cinque zone climatico-forestali con relative sottozone e precisamente:
 

LAURETUM
(sottozone: calda, media e fredda)

La temperatura media annua è compresa tra 12 e 23° C (12-17° C nella sottozona fredda, 14-18° C nella sottozona media, 15-23° C nella sottozona calda), la media del mese più freddo non scende mai al di sotto di 3°C (di 5 e di 7, rispettivamente, nelle sottozone media e calda), mentre la media delle temperature minime assolute annue è sempre superiore a9°C (a-7 e a-4, rispettivamente, nelle sottozone media e calda).
La zona è caratterizzata, nel bacino del Mediterraneo, da piogge concentrate nel periodo autunno-invernale e da siccità estiva più o meno prolungata (Lauretum di 2° tipo di Pavari). La sua estensione corrisponde, grosso modo, a quella della vegetazione sempreverde della fascia costiera dei paesi che circondano il Mediterraneo, rappresentata da boschi e arbusteti (macchie) di specie più o meno xerofile e termofile.
È l'area di vegetazione dell'olivo e, tra le conifere spontanee, del pino d'Aleppo, del cipresso, del pino domestico e del pino marittimo (che però può penetrare nella zona sovrastante): essa interessa buona parte del territorio peninsulare e insulare italiano (escluse quindi le regioni continentali), fino ad altitudini di 400- 500 m nel Centro-Nord, di 600-700 m nel Centro-Sud e di 800- 900 m nell'estremo Sud e nelle Isole. La sottozona calda cessa dove le condizioni climatiche non consentono più la coltivazione all'aperto degli agrumi.

 

CASTANETUM
(sottozone: calda e fredda)

Le caratteristiche termiche della zona sono: temperatura media annua compresa tra 10 e 15°C, media del mese più freddo mai inferiore a -1 °C (a 0°C nella sottozona calda), media delle minime assolute annue sempre superiore a -15°C (a -12°C nella sottozona calda).
Pur non essendo infrequenti siccità estive più o meno prolungate, la quantità e la distribuzione stagionale delle piogge sono generalmente più favorevoli alla produzione legnosa rispetto alla zona del Lauretum (maggiore disponibilità idrica nel periodo di vegetazione)
La vegetazione forestale è principalmente costituita da querce caducifoglie e da castagno; è inoltre caratterizzata dall'assenza pressoché totale di conifere spontanee, sebbene frequente sia la presenza di quelle dei piani superiore e inferiore. Questa zona occupa gran parte della bassa e media montagna prealpina ed appenninica e tutta la pianura padana

 
 

 

 

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