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LA FORESTA MUSOLINO E ZIRIÒ |
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Si estende
dal Pizzo Corvo (m. 412) fino al parallelo di Ponte Santo
Stefano, lungo i due versanti tirrenico e jonico, comprendendo
una fascia della larghezza variabile dai 1.000 ai 5.000 metri,
per uno sviluppo di circa 12 chilometri.
Ricade nella parte alta dei bacini montani dei torrenti
Calvaruso e Saponara (versante ovest) e San Filippo, Larderia,
Mili e Santo Stefano (versante est). Nella zona primeggiano le
massime quote della catena dei Peloritani. Questa foresta
rappresenta la parte più estesa del demanio in quanto
raggiunge il 90% dei terreni attualmente costituenti l'intero
comprensorio dei Peloritani. Ricade in territorio dei comuni
di Messina e Villafranca Tirrena. L'intero comprensorio è
recintato da chiudenda in filo di ferro spinato che lo separa
dai terreni privati.
Lungo la
chiudenda e sui costoni posti in rilievo sono state aperte (e
mantenute sgombre dalla vegetazione), ampie strisce di
isolamento al fine di evitare il propagarsi di eventuali
incendi che potessero svilupparsi sui terreni limitrofi.
Il fondo è passato all'Azienda nell'esercizio finanziario
1951-52 in applicazione del decreto dello Assessorato per
l'agricoltura e per le foreste 12 settembre 1951, n. 45, con
esproprio autorizzato da decreti prefettizi registrati e
trascritti all'Ufficio della Conservatoria immobiliare di
Messina.
La costituzione e l'ampliamento di questo comprensorio si
desumono dalle notizie riassunte nel prospetto seguente:
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Esercizio
finanziario |
Somma
pagata Lire |
Superficie
ha |
Dati
relativi al
passaggio di proprietà |
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1952-53 |
18.392.670 |
249,95.49 |
Acquisto da Francesco e
Gaetano Bonfiglio fu Giovanni, con decreto di esproprio
definitivo n. 56401 emesso dalla Prefettura di Messina
il giorno 11 novembre 1952, registrato il 24 novembre
detto al n. 2294 del vol. 389, foglio 179. |
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1952-53 |
178.341 |
2,09.69 |
Acquisto da Arturo
Mezzasalma fu Ignazio con decreto di esproprio
definitivo in data 13 marzo 1953, reg. il 2 aprile 1953,
al n. 4168 del vol. 390, foglio 156. |
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1952-53 |
19.910.071 |
204,16.81 |
Acquisto da Giuseppe,
Renato ed Enrico Mezzasalma di Arturo proprietari ed
Arturo Mezzasalma usufruttuario, con decreto di
esproprio definitivo n. 14522 del 13 marzo 1953, reg. il
2 aprile
detto al n 4167 del vol. 390, foglio 156. |
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1952-53 |
6.244.703 |
84,27.40 |
Acquisto da Francesco
Pollicino fu Giovanni, con decreto di esproprio
definitivo n. 14523 in data 13 marzo 1953, reg. il 2
aprile 1953 al n. 4169 del vol. 390, foglio 156. |
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1952-53 |
1.397.520 |
19,41.00 |
Acquisto da Paolo Campagna
fu Giuseppe con decreto di esproprio definitivo n. 26155
in data 7 maggio 1953, reg. il 29 maggio detto al n.
5154. |
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1952-53 |
19.625.273 |
265,91.40 |
Acquisto da Paolo Ciraolo
fu Antonino con decreto di esproprio definitivo n. 35796
in data 25 giugno 1953, reg. il 13 novembre detto al n.
2627 del vol. 392, foglio 150. |
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1952-53 |
25.459.616 |
331,18.20 |
Acquisto da Giuseppe e
Maria Campagna Barbera di Filippo e Antonino Campagna fu
Giuseppe con decreto di esproprio definitivo n. 37436
del 25 giugno 1953, reg. il 13 novembre detto al n. 2628
del vol. 392, foglio 150. |
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1953-54 |
4.878.170 |
54,81.09 |
Acquisto da Augusto e
Bartolo Salvato fu Carmelo con decreto di esproprio n.
66446 del 26 ottobre 1953, reg. il 21 novembre detto al
n. 2801 del vol. 392, foglio 165. |
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1953-54 |
9.639 |
0,13.50 |
Acquisto da Giovanni
Merlino fu Francesco, con decreto di esproprio n.
101155. |
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1953-54 |
7.506.641 |
101, 71.60 |
Acquisto da Pietro Vinci fu
Antonino con decreto di esproprio n. 54837. |
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1953-54 |
1.218.069 |
16,50.50 |
Acquisto da Vincenzo Pisa
fu Giuseppe e Flavia Lombardo fu Pasquale, con decreto
di esproprio n. 56727. |
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1953-54 |
546.376 |
7,61.50 |
Acquisto da Francesco
Cardillo per 23/48, Amalia Cardillo ved. Perfetto per
6/48, Aida Cardillo in Satta per 6/48, Antonino Cardillo
per 6/48, fratelli e sorelle fu Sebastiano e Antonino
Benzoni fu Tommaso per 5/48 e Antonino Perfetto di
Tommaso per 2/48, con decreto di esproprio n. 53586. |
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1953-54 |
9.991.002 |
135,93.20 |
Acquisto da Sante Vinci fu
Antonio con decreto di esproprio n. 60466. |
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1953-54 14.998.943
187,86.21 Acquisto da Agata Mannino fu Antonino ved.
Giorgiani, con decreto di esproprio n. 60467. |
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1953-54 |
6.997.824 |
95,28.50 |
Acquisto da Domenico
Mannino fu Antonino con decreto di esproprio n. 60656. |
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1953-54 |
3.258.221 |
42,52.71 |
Acquisto da Antonino
Costantino fu Francesco per 1/2, Maria Costantino per
1/6, Sante Capri per 1/12, Giuseppa Capri per 1/12,
Francesco, Giorgio e Vincenzo Burrafato per 1/18
ciascuno, con decreto di esproprio n. 64738. |
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1953-54 |
5.783.177 |
78,74.70 |
Acquisto da Anna Balsamo fu
Paolo in Pettini, con decreto di esproprio n. 66385. |
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1953-54 |
64.117 |
0,89.80 |
Acquisto da Maria Merlino
fu Pietro ved. Campanella, con decreto di esproprio n.
56818. |
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1953-54 |
8.872.919 |
115,42.00 |
Acquisto dal comune di
Villafranca Tirrena con decreto di esproprio n. 66819. |
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1953-54 |
568.112 |
7,69.80 |
Acquisto da Clelia Macrì fu
Giovanni Adolfo in Palumbo, con decreto di esproprio n.
66820. |
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1953-54 |
4.058.522 |
46,83.10 |
Acquisto da Manuo Broccio e
Maria Culo. Decreto in corso. |
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1953-54 |
175.358 |
2,45.60 |
Acquisto dalla Chiesa S.
Margherita con verbale di amichevole componimento in
data 9 dicembre 1952. Decreto in corso. |
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1953-54 |
20.206 |
0,28.30 |
Acquisto da Giovanni
Merlino fu Giuseppe e fu La Rosa Antonina. Decreto in
corso. |
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1953-54 |
37.181 |
0,52.10 |
Acquisto da Stefano Merlino
fu Giovanni. In corso di definizione. |
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1953-54 |
133.762 |
1,74.00 |
Acquisto da Lorenzo
Campagna. In corso di definizione. |
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1953-54 |
1.673.567 |
22,78.70 |
Acquisto da Domenico
Mannino ed Anna Balsamo. in corso di definizione. |
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162.000.000 |
076,76.90
Totali |
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Si accede
alla proprietà, partendo da Messina, seguendo la statale 113
fino al bivio San Rizzo (circa 11 chilometri da Messina) per
poi proseguire lungo la strada militare fino al Puntale San
Calogero dopo circa 19 chilometri. Le stradelle di servizio
sono anch'esse numerose, distribuite sull'intera proprietà che
l'attraversano in varie direzioni; lo sviluppo di esse
raggiunge i 40 chilometri.
La superficie di ettari 1076,76.90 è cos' ripartita tra le
diverse qualità di coltura:
- rimboschimenti di resinose Ha. 238,07.50
- rimboschimenti di castagno » 616,00.00
- rimboschimenti di cerro, roverella, eucalitto e varie »
200,00.00
- superficie destinata a vivaio » 3 ,00,00
- strade e fabbricati » 5,80.00
- improduttivi ed acque » 13,89.40
In foresta
trovasi il vivaio Ziriò, impiantato nel 1952-53 su una
superficie di 3.000 metri quadrati in località Cumia-Ziriò,
distante dalla statale 1 13 circa 7 chilometri.
Successivamente esso è stato ampliato e si ritiene che lo sarà
ancora maggiormente negli anni futuri, in relazione al
notevole impulso dato ai rimboschimenti.
Il vivaio è dotato di un moderno impianto di irrigazione a
pioggia, di una concimaia e di un vasto locale per la
selezione delle piantine. Vi è stata costruita anche una
casermetta dove hanno sede l'ufficio della stazione forestale
e gli alloggi per il personale di custodia e del vivaista.
Le colture predominanti sono costituite dai pini mediterranei,
che vengono allevati in vasi, dal castagno e dalla robinia;
specie minori sono poi l'abete greco, l'abete pinsapo, la
Pscudotsuga douglasii, cipressi, aceri e pioppi diversi. Si
prevede di poter produrre 1.300.000 piantine all'anno.
I
rimboschimenti dei terreni suddetti sono stati iniziati nel
1952; le specie legnose impiegate sono state il pino domestico
ed il castagno rispettivamente sui versanti est ed ovest, in
minor percentuale essenze quercine (rovere e roverella), l'eucalitto,
la robinia lungo le pendici scoscese ed alcune acacie che in
zone limitrofe si sono dimostrate di facile attecchimento.
Se i Monti Peloritani sono i Monti di Messina, il loro stato
ambientale deve essere tenuto sotto controllo, ed essendo
un'area molto frequentata si propone un interessante studio
pubblicato nella rivista "Città e Territorio", a cura del
Comune di Messina, anno VI, n. 1/2, 1997, in cui vengono
discusse le realtà e le emergenze dei bacini idrografici del
territorio comunale ed in particolare la descrizione di
quattro bacini idrografici.
L'insieme dei fenomeni di rimodellamento per erosione e per
movimenti in presenza o meno di
eventi
pluviometrici eccezionali; ha per il territorio messinese una
valenza tutta particolare. Un approfondimento di questi
aspetti può contribuire a migliorare gli scenari di
riferimento per la pianificazione e la individuazione delle
priorità nella programmazione degli interventi.
Lo screening dei bacini che interessano il territorio
comunale, permette infatti l'individuazione delle scelte
operative e la predisposizione della fase progettuale per il
recupero della funzionalità dell'assetto idrogeologico.
I bacini idrografici ricadenti nel territorio comunale di
Messina sono complessivamente 72: 21 nel versante tirrenico e
51 in quello ionico. Percentualmente, il 55% di quelli
presenti sul territorio ha un'area inferiore a 1 chilometro
quadrato; il 25% è compreso tra 1 e 5 kmq. il 10% tra 5 e 10
kmq. e il 10% tra 10 e 20 kmq.
L'elemento
negativo più caratterizzante è la costruzione di manufatti o
interi agglomerati all'interno delle linee di deflusso mentre
gli interventi diprevenzione indicati dai geologi, prevedono
la limitazione dell'edificazione,la costruzione di vasche di
decantazione a monte degli imbocchi, ma soprattutto il
rispetto dell'ambiente naturale per frenare l'antropizzazione
del territorio. La sistemazione idraulicoforestale dei bacini,
il riassetto della rete degli impluvi e la sistemazione degli
alvei sono quindi gli obiettivi del programma complessivo
dell'Amministrazione comunale per il riassetto idrogeologico.
Questa radiografia territoriale porta alla luce i guasti
derivanti dalla costruzione di strade negli alvei dei
torrenti, dalla chiusura di tombini stradali, dagli
insediamenti edilizi direttamente sulle aree di impluvio,
dall'abbandono della coltivazione delle campagne, dalla
rottura dei muri d'argine dei torrenti, dal disboscamento ed
erosione delle zone montane, etc.
Il
dibattito culturale e tecnico ha segnalato la necessità di
programmare un'opera di decementificazione del territorio e
l'eliminazione dei cosiddetti torrenti "pensili", riportando
vale a dire il loro letto, alla originaria altezza. Un quadro
di conoscenza acquisibile nel valutare le schede tecniche dei
bacini, permette di ottenere precisi indirizzi per il
riassetto idrogeologico.
L'emergenza "difesa suolo" è del resto un problema nazionale
in un Paese che si scontra con questioni abitative con città
cementificate e che e frastagliato da 420 mila chilometri di
strade extraurbane. |
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