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LA FORESTA SAN LEONE E CRUPÌ |
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E
E formata da due nuclei, uno detto San Leone, posto
all'estremo settentrionale del demanio; l'altro, Crupì,
situato fra San Leone e la forestadel Camàro. La superficie di
San Leone è di ettari 105,42.80, cosi distribuiti:
- alto fusto di pino domestico Ha. 56,65.31
- alto fusto di castagno » 18,00.00
- alto fusto misto di castagno, eucalitto e latifoglie varie.
» 3,00.00
- ceduo composto di castagno e robinia » 12,00.00
- ceduo semplice di castagno » 7,39.71
- vivai, strade, fabbricati ed improduttivi » 8,37.78
Pervenne all'Azienda in seguito a vari acquisti effettuati in
epoche diverse e qui di seguito specificati:
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Esercizio
finanziario |
Somma
pagata Lire |
Superficie
ha |
Dati
relativi al passaggio di proprietà |
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1926-27 |
29.933,86
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18,10.52 |
Acquisto da Maria
Mollica fu Ignazio per atto notar Filippo Chiofalo del
30 maggio 1927, rep. 13526, reg. l' l 1, giugno 1927 al
n. 9444 del vol. 317, foglio 143. |
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1926-27 |
23.600,00 |
15,98.70 |
Acquisto da Giuseppe Grilli
fu Antonio per atto notar Filippo Chiofalo del 30 maggio
1927, rep. 13527, registrato l' i l giugno 1927 al n.
9445 del vol. 31 7, foglio 144. Atti di rettifica 30
agosto 1929, rep. 16057, reg. il 3 settembre 1929 al n.
880 del vol. 323, foglio 87; 2 luglio 1938, rep. 24100,
reg. l'8 luglio 1938, al n. 105 del vol. 345, foglio
196; 30 settembre 1939, rep. 25138, reg. il 17 ottobre
1939 al n. 1242 del vol. 148, approvati e resi esecutivi
con deliberazione dell'A.S.F.D. del 2 febbraio 1940,
registrata alla Corte dei Conti l' 11 marzo 1940, al
reg. 1 A.S.F.D., foglio 19. |
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1926-27 |
26.340,12 |
24,91.00 |
Acquisto da Paolo e Grazia
Ponzio fu Antonio ed Ettore Subba fu Pietro, con atto
notar Filippo Chiofalo in data 31 maggio 5927, rep.
13531, reg. il 18 giugno 1927 al n. 9554 del vol. 317,
foglio 152 e atto di rettifica del 16 giugno 1933, rep.
10242, reg. il 23 giugno 1933 al n. 4976 del vol. 333,
foglio 64, approvato e reso esecutivo con deliberazione
dell'A.S.F.D. del 15 gennaio 1934, reg. alla Corte dei
Conti il 22 gennaio 1934, reg. 1 A.S.F.D., foglio 10. |
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1926-27 |
5.514,15 |
3,25.70 |
Acquisto dagli eredi di
Alfrieda Koenitzer con atto notar Filippo Chiofalo del
31 maggio 1927, rep. 13532, reg. il 15 giugno 1927 al n.
9505 del vol. 317, foglio 148. |
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1926-27 |
2.609,53 |
1,77.64 |
Acquisto da Francesca
Pagano fu Domenico con atto notar Filippo Chiofalo del
31 maggio 1927, rep. 13533, reg. il 15 giugno 1927 al n.
9506 del vol. 317, foglio 148. |
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1927-28 |
23.059,03 |
15,75.50 |
Acquisto da Sofia De
Gregorio fu Giovanni con atto notar Filippo Chiofalo del
7 luglio 1927, rep. 13784, reg. il 15 luglio 1927 al n.
251 del vol. 318, foglio 3, approvato e reso esecutivo
con determinazione della A.S.F.D. del 22 maggio 1931,
reg. alla Corte dei Conti il 5 giugno 1931, reg. 1
A.S.F.D., foglio 189. |
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1927-28 |
10.805,64 |
7,06.40 |
Acquisto da Antonio
Silipigni fu Francesco e Francesco De Francesco fu
Antonio con atto notar Filippo Chiofalo del 3 agosto
1927, rep. 13880, reg. il 13 agosto 927 al n. 674 del
vol. 318, foglio 51, approvato e reso esecutivo con
determinazione dell'A.S.F.D. del 4 dicembre 1930,
registrata alla Corte dei Conti il 27 gennaio 1931, reg.
1 A.S.F.D., foglio 157. |
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1927-28 |
8.901,55 |
3,68.20 |
Acquisto da Emma Noè fu
Angelo con atto notar Filippo Chiofalo del 3 agosto
1927, rep. 13881, reg. il 13 agosto 1927 al n. 673 del
vol. 318, foglio 50. |
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1927-28 |
38.279,37 |
14,55.30 |
Acquisto da Pietro Sacca fu
Francesco, Grazia Mangano, Maddalena e Maria Mangano,
Caterina Triglia, con atto notar Filippo Chiofalo, rep.
14487, reg. il 15 febbraio 1928 al n. 3407 del vol. 319,
foglio 119. |
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1927-28 |
1.887,86 |
0,33.84 |
Acquisto da Angela Rizzo di
Francesco e Francesco Sacca fu Francesco con atto notar
Filippo Chiofalo del 18 maggio 1928, rep. 14474, reg. il
28 maggio 1928 al n. 4745 del vol. 320, foglio 43. |
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170.931,11 |
105,42.80
Totali al 30 giugno 1954 |
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La proprietà San Leone ricade in
comune di Messina ed è posta nell'alto bacino del torrente
omonimo costituito, a sua volta, di due valloni principali: il
Bartoleddu ed il Saggio.
È delimitata a nord-ovest dalla dorsale dei monti Peloritani;
a sud-ovest dallo spartiacque fra i torrenti San Leone e
Canalellu, affluente della fiumara Zaera; a sud-est con
proprietà private coltivate agrariamente; a nord-est col
vallone Saggio.
L'esposizione
predominante è quella di sud-est.
In ottimo stato vegetativo si presentano le fustaie di pino
domestico. Per esse è in via di completamento un piano di
tagli colturali, tendenti a dare gradualmente al soprassuolo
la densità più opportuna in relazione all'età ed allo stato di
sviluppo.
In questa parte della foresta, nei bacini dei torrenti San
Leone e Tarantonio, la Stazione sperimentale di Selvicoltura
di Firenze istituì (a partire dal 1926 e sino al 1932) una
serie di parcelle sperimentali per la coltura di diverse
specie di Eucalyptus, di Acacia pycnantha, A. melanoxylon,
Pinus insignis P Iongffolia, Cupressus arizonica e C.
macrocarpa.
I risultati sono stati in complesso molto favorevoli e di
grande importanza per la dimostrazione della possibilità di
impiego, non solo nei Peloritani, ma anche in altre zone della
Sicilia, di nuove specie di Eucalyptus, dell'acacia, per
corteccia da tannino, e di conifere a rapido accrescimento.
Per la sua vicinanza al centro abitato di Messina e per la
facilità di accesso, la foresta San Leone è considerata il
centro della proprietà demaniale. Perciò a San Rizzo è stato
costruito un grande fabbricato composto di cinque appartamenti
oltre a due altri alloggi siti nei dintorni. In detti
appartamenti ha sede la stazione forestale, l'alloggio
dell'amministratore, quello delle guardie forestali e del
personale di. servizio. Un vasto appartamento è destinato alla
foresteria. Tutti gli alloggi sono forniti di acqua potabile e
luce elettrica generata da un gruppo elettrogeno. Un
centralino telefonico allaccia questi fabbricati con gli
uffici di Messina e con i vivai Camàro, Ziriò e Puntai
Bandiera, distanti da Messina rispettivamente 4, 16 e 26
chilometri.
in prossimità del vallone Saggio è ubicato il vivaio forestale
Pantano della superficie di circa un ettaro, adibito alla
produzione di piantine forestali in vaso e in piena terra,
gestito dal locale ispettorato Ripartimentale delle foreste.
Molto importante è da considerarsi la zona dal punto di vista
turistico. Infatti, senza tener conto delle varie richieste di
concessione di terreno per la costruzione di villini da parte
di privati, quanto prima verrà iniziata la costruzione di un
albergo-ristorante al bivio San Rizzo da parte dell'Ente
turismo di Messina.
Inoltre, per iniziativa della Regione, è in fase di studio un
progetto per la costituzione di una zona turistica
interessante alcune località della proprietà demaniale.
Il nucleo Crupi ricade in comune di Messina, nell'alto bacino
della fiumara Canalellu, sottobacino dello Zaera.
È stato acquistato (con fondi del bilancio passivo
dell'Azienda foreste demaniali della Regione siciliana,
secondo il piano di ampliamento del demanio forestale) con
atto di compra-vendita rogato da Domenico Chiofalo, notaro in
Messina, in data 16 agosto 1951, registrato il 17 agosto 1951
al
n. 836.
La somma pagata fu di lire 5.193.860; il terreno fu preso in
consegna
nell'ottobre 1951.
La
superficie misura ettari 48,57.50 di cui 15,15.00 rimboschiti
nel
1953 con pino domestico, 10 con eucalitto, 6 con castagno,
eucalitto e varie; ettari 15,43.10 a ceduo di castagno ed
ettari 1,99.40 occupati da vivaio, fabbricati e strade.
La proprietà confina a nord ed ovest col nucleo San Leone, a
sud con la foresta Camàro e ad est con terreni privati a
coltura agraria.
E dotata di due tratti di strada rotabile di cui il più lungo
(2 chilometri) allacciandosi alla statale 113 "Settentrionale
Sicula" in prossimità del chilometro 9,300 attraversa a mezza
costa i terreni della Azienda, sino alle pendici di monte
Fondagazzo su cui trovansi diversi fabbricati; l'altro tratto,
di circa 300 metri, parte dalla strada militare San Rizzo-San
Calogero, in prossimità del Puntai Ferraro ed arriva in
località Molumenti; altre stradelle di servizio attraversano
il fondo in vari sensi.
Le colture si presentano in ottimo stato, specie l'eucalitteto
ed il ceduo castanile.
Al centro della proprietà esiste il vivaio forestale Crupi
dell'estensione di circa un ettaro, destinato alla produzione
di piantine in vaso ed a radice nuda. Nella proprietà esistono
un fabbricato composto di quattro alloggi destinati al
guardiano, al vivaista e ad altro personale e 4 ampi
magazzini. |
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