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I problemi dell'educazione ambientale hanno assunto un rilievo
nuovo ed è divenuto opinione comune attribuire grande
importanza alla costruzione critica della coscienza
dell'individuo a fronte di temi naturali ed ambientali, nella
convinzione che si possa meglio gestire ed apprezzare la
Risorsa Natura.
L'ecologia non è più la scienza accademica che studia le
relazioni tra gli animali, le piante e l'ambiente, bensì
l'interrelazione dell'uomo nell'ambiente e dell'uomo con tutti
gli esseri viventi.
L'ecologia è divenuto quindi un concetto sovranazionale e a
tale riguardo sono significativi i tanti contributi di
organismi europei diversi che hanno prestato al tema
dell'educazione ambientale e quindi dell'ecologia parecchia
attenzione anche con specifiche norme legislative.
La Scuola italiana in verità; anche se molto sensibile ai temi
ambientali, non ha ancora sviluppato un programma organico di
interventi e fanno testo alcune circolari ministeriali che
hanno consentito l'inserimento della materia "educazione
ambientale" nelle materie scientifiche scolastiche.
Perché il
rispetto dell'ambiente si traduca in un comportamento
spontaneo occorrono generazioni e generazioni di apprendimento
e per di più ci si deve rivolgere ai bambini che sin da
piccoli devono assumere un habitus comportamentale diverso da
quello sino ad oggi praticato dai più.
Un "Piano di ricerca ambientale" redatto dal C.N.R. inserisce
tra gli strumenti di politica ambientale la formazione
professionale e l'educazione sottolinea che "occorre
introdurre gli allievi ad una visione dell'ambiente poggiata
sul rigore critico e la coerenza propri del mondo scientifico,
evidenziare le strutture ed i meccanismi di funzionamento
della natura, le strette interrelazioni tra mondo fisico,
biologico e comunità umane e promuovere nell'alunno una
maturazione del proprio senso di responsabilità nei riguardi
della natura in tutte le sue forme e nella sua gestione".
Le pubblicazioni e i temi ecologico-ambientali stanno
invadendo il mercato scolastico ed il mercato editoriale e non
passa giorno che qualcuno o qualche Ente non organizzi un
convegno, un incontro o quant'altro per focalizzare un tema
correlato all'ambiente con contributi anche d parte del mondo
universitario che già da prima avevano fatto propria tal
problematica.
Le università scientifiche tutte cominciano a mostrare
significative aperture alle aree protette e a tutti gli
ambienti naturali nella loro più vasta accezione e gli
studenti universitari di oggi alla fine dei cicli di studi
hanno un bagaglio culturale più completo sui temi ambientali
che pur troppo travagliano il mondo moderno.
Enti pubblici e privati partecipano a più mani alle iniziative
della formazione ambientale e a queste si possono aggiungere
le regioni e gli uffici regionali, i comuni e i rispettivi
assessorati alla cultura ed al verde, 1 comunità montane, gli
Enti Parco, le istituzioni museali e tutte le associazioni
ambientaliste. Negli anni sono state attuate diverse e
molteplici iniziative quali mostre, concorsi, conferenze,
proiezioni, passeggiate ecologi che, etc. finalizzate alla
formazione di una "più diffusa coscienza ecologica" fra i
cittadini tutti ed un notevole contributo è stato rivolto al
scuole di ogni ordine e grado, impegnando sia il corpo docente
che gli alunni in attività di ricerca, nella formazione di
archivi dati, con elaborazioni grafiche ed non ultimi anche
con componimenti scritti, innescando nelle diverse sedi una
nuova formula di didattica ambientale.
Parchi e
riserve naturali sono realtà note a tutte ed in molti casi la
promozione ha contribuito non poco alla creazione di coscienze
più consapevoli.
La didattica ambientale si è inserita a pieno titolo in questo
filone culturale ed ha rappresentato la chiave di volta nei
rapporti con le popolazioni locali spesso contrari per
disinformazione che per oggettività concrete e dove tali
problematiche sono state discusse e sviscerate i conflitti,
spesso preconcetti, sono stati o si sono attenuati.
Per tutti noi è mutata la qualità della vita e quindi
l'approccio al mondo che ci circonda che sino ad ieri
pensavamo fosse una risorsa inesauribile, per cui ogni
occasione di contatto con la natura è diventata un'occasione
culturale ed un'occasione per prendere maggiore coscienza di
noi stessi.
Gli enti gestori delle aree protette si prodigano a
organizzare a tutto spiano visite guidate, a produrre
materiale divulgativo, ed organizzano anche corsi di
aggiornamento per operatori naturalistici ed il contatto
diretto con le istituzioni locali è stato determinante per
l'emanazione di norme in materia di protezione della flora,
della fauna e per la stesura di piani naturalistici regionali
e/o locali.
La legge quadro sui parchi e le leggi regionali hanno posto
l'accento sulla funzione precipua delle Regioni e degli Enti
territoriali locali su tali problematiche ed hanno fatto
modificare in senso positivo il rapporto tra uomo ed ambiente,
con la nascita anche dei cosiddetti "Gruppi di vigilanza
ecologica" formati per lo più da squadre di volontari garanti,
a spada tratta, della conservazione del bene ambiente allo
scopo di rendere tutti più consapevoli che l'ambiente è la
nostra casa e tutti dobbiamo contribuire a salvaguardarlo.
Lo
sviluppo di una politica ambientale nazionale, regionale ed
anche comunale ha incontrato all'inizio non pochi ostacoli,
dovuti più spesso a condizionamenti sociologici, ma il
perseverare e la concretezza delle azioni ha via via fatto
maturare la consapevolezza che tutti dobbiamo difendere la
natura e quindi l'affermazione di una cultura naturalistica ci
deve guidare nel cammino della vita per dare futuro alla
nostra stessa esistenza.
L'educazione ambientale rappresenta uno degli obiettivi che la
Scuola deve perseguire perché dalla scuola e nella scuola si
creano nuove coscienze e tali coscienze devono essere fatte
proprie dai cittadini di domani. |