IL TERRITORIO

Pantelleria, la più grande delle isole della Sicilia, è posta al centro del Canale di Sicilia. Abitata nel periodo neolitico da un popolo proveniente, forse, dalla Tunisia, nel secolo VII a.C. fu colonizzata dai Fenici ed ebbe importanza quale scalo marittimo fra l'Africa e la Sicilia. Durante le guerre puniche fu contesa da Cartaginesi e Romani; questi ultimi la conquistarono nel 255, poi definitivamente nel 215 a.C., e la ribattezzarono "Cosyra". Dopo un lungo periodo di decadenza fu conquistata dagli arabi e risorse a nuova vita.
L'isola fu poi conquistata dai Normanni nel 1123, e seguì d'allora in poi le sorti della Sicilia. Fu devastata dai Corsari nel 1151 e dai Turchi nel 1553.
Per la sua importanza strategica durante l'ultima guerra fu sottoposta a massicci bombardamenti aeronavali da parte degli alleati, che vi sbarcarono l' l l giugno 1943.
L'Isola di Pantelleria (provincia amministrativa di Trapani), costituisce la parte emersa di un imponente edificio vulcanico che affiora nel Canale di Sicilia, a circa 67 km da Capo Mustafà (Tunisia) e a 95 km dalla costa siciliana di Capo Granitola lungo il rift contatto fra il continente africano e quello europeo.
Estesa per circa 83 kmq, costituisce la più grande delle isole circumsiciliane e la quinta italiana, dopo la stessa Sicilia, la Sardegna, l'Isola d'Elba e l'isola di S. Antioco. La sua età geologica è molto più recente rispetto a quella di altre isola ubicate nel Canale di Sicilia quali Marettimo, Levanzo, Favignana, Lampedusa, Malta e Gozo, a loro volta costituite da rocce sedimentarie calcaree ed attribuite a vari periodi del Mesozoico. La complessa morfologia del territorio è legata alla sua stessa natura litologica, esclusivamente vulcanica, la quale trae origine da diverse masse laviche succedutesi nel tempo e fra loro sovrapposte, al punto da ricoprire anche parte dei numerosi centri eruttivi sparsi.
La parte centrale dell'isola è dominata dalla Montagna Grande (836 m s.l.m.) - originatasi per sollevamento vulcano-tettonico il cui profilo, piuttosto morbido lungo il versante nord-occidentale, si interrompe bruscamente in una ripida scarpata nella parte meridionale. Ai margini sud- orientali del
rilievo s'innalza Monte Gibele (700 m s.l.m.) - seconda cima dell'isola - che, assieme a Cuddia Mida (591 m s.l.m.) e a diversi altri coni minori (localmente noti col nome di "cùddie"), costituisce una testimonianza di antichi centri eruttivi di tipo esplosivo, ormai inattivi. Cuddia Attalora (560 m s.l.m.)
rappresenta il più meridionale dei grossi coni vulcanici di Pantelleria, posto tra le contrade Rakhale e Dietro isola.
La parte settentrionale trae invece origine dall'attività eruttiva più recente, caratterizzandosi per i substrati basaltici, originatisi da colate laviche fluide. La morfologia, piuttosto uniforme e con debole pendio verso il mare, viene saltuariamente interrotta da piccoli coni vulcanici quali Monte Gelkhamar (289 m s.l.m.), Monte S. Elmo (246 m s.l.m.), Cuddie Bruciate
(118 m s.l.m.) e Cuddie Rosse (56 m s.l.m.); coni craterici sommersi sono stati localizzati fuori Punta Karuscia.
All'interno di una depressione calderica, nella parte centro- settentrionale del i territorio, è situata la conca lacustre dello Specchio di Venere (noto anche col toponimo di Bagno dell'Acqua), alimentata da acque meteoriche e da venute termali. Sorgenti dello stesso tipo affiorano anche in diverse altre parti dell'isola (Gadir, Nikà, Sataria e Scauri). La temperatura delle acque termali è compresa tra i 40 ed i 90°C.
Un'altra manifestazione del vulcanismo secondario è costituita dalle diverse fumarole sparse lungo le principali strutture tettoniche attive, dai cui crepacci delle rocce viene emessa una componente gassosa e fumante costituita da vapore acqueo e anidride carbonica, generalmente a bassa temperatura. Si ricordano quelle di Costa della Favara, di Fosse dal Russo, di Cuddia di Mida, di Monte Gibele e della Grotta del Bagno Asciutto.
Il profilo idrografico dell'Isola di Pantelleria è costituito da piccoli impluvi a carattere torrentizio; praticamente assenti risultano anche i fenomeni erosivi e di ruscellamento. L'unica sorgente d'acqua dolce - di portata limitatissima e a carattere stagionale - è quella denominata "Li Funtani", ubicata sul versante sud-orientale di Montagna Grande.
Le situazioni climatiche locali si diversificano piuttosto nettamente rispetto a quelle registrate nelle altre isole del Canale di Sicilia. Dal punto di vista bioclimatico il territorio viene suddiviso in tre differenti piani: inframediterraneo semiarido, termomediterraneo secco e mesomediterraneo subumido.
E' stato rilevato, inoltre, come i relativi limiti altimetrici presentino nell'isola un evidente sfalsamento orientato verso est/nord-est, a seguire la direzione dei venti dominanti.
Le particolari caratteristiche geomorfologiche del territorio, la felice posizione topografica, le peculiarità biologiche e l'espressività di un paesaggio aspro, accidentato e minuziosamente modellato dall'attività antropica millenaria, fanno di Pantelleria un'isola di rilevante interesse naturalisticoambientale.
A seguito dell'attuazione del "Piano Regionale dei Parchi e delle Riserve Naturali" - redatto sulla base delle leggi regionali nn. 98/81 e 14/88 e successive modifiche - ne è stata istituita una Riserva naturale orientata.
L'area protetta, affidata in gestione all'Azienda Foreste Demaniali della Regione Siciliana, si estende complessivamente per una superficie di 2.626,69 ettari, di cui 2.145,37 di zona A e 481,32 di preriserva.
 

Lorenzo Gianguzzi
 

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