LA SUGHERA (Quercus suber L.)

Sin. quercia da sughero. Fr. chéne liège;; sp.. alcornoque; ingl. cork tree, cork oak; ted. Korkbaum, Korkeiche.


ESIGENZE PEDOCLIMATICHE

La sughera ha un comportamento eliofilo pronunciato nella fase adulta, mentre nella fase giovanile di plantula manifesta tendenze sciafile. L'ambiente di vegetazione si può identificare con quello della fascia climatica del Lauretum caldo e freddo di Pavari. Le condizioni climatiche generali del suo ambiente possono essere sintetizzate come segue: piovosità media 600-800 mm con punte minime di aridità nell'estate variabile fra 80 e 120 giorni; temperatura media annua fra 10 e 15 °C, con punte minime invernali at
torno agli 0°C e minime assolute di - 11 °C. Dette condizioni climatiche ne limitano le possibilità di diffusione sia nelle direttrici longitudinali che in quelle latitudinali. Al centro del suo areale, cioè in Sardegna, la sughera si spinge fino a 800-850 m di quota nelle esposizioni fredde mentre in quelle calde può salire anche oltre i 1.000 m.
I rapporti della sughera con il suolo appaiono complessi: mentre come specie forestale appartiene al climax delle zone dove vegeta, e cioè su suoli con massima evoluzione, può colonizzare e rinnovarsi su suoli estremamente degradati e impoveriti. Anche per quanto riguarda i substrati il suo comportamento è tutt'altro che semplice. Mentre sembra prediligere suoli su granito o comunque su substrati acidi, nel corso dei rilevamenti per la compilazione della carta forestale della Sardegna, è stata trovata, anche se in misura limitata, su calcari sia di tipo duro (dolomie) che di tipo tenero (calcare fossilifero del triassico). Allo stato attuale delle conoscenze si può affermare che vegeta rigogliosamente su suoli derivati da graniti, sieniti, dioriti, porfidi, scisti di diverso tipo, trachiti, basalti. Colonizza con la medesima facilità calcari decarbonati per evoluzione pedogenetica. Un altro aspetto particolare della sua adattabilità è quello della colonizzazione degli stagni marini periodicamente inondati e per lunghi periodi asciutti. In questi casi si possono notare plantule sulle efflorescenze di cloruro di sodio e altri sali accumulatisi in seguito all'evaporazione dell'acqua marina.
La Q suber possiede un apparato radicale poderoso che penetra profondamente nel terreno mediante un fittone centrale dal quale si dirama una estesa rete di radici secondarie che si disperdono su vaste superfici. Generalmente dette radici secondarie sono affette da funghi, quali 1'Armillaria mellea, la quale si comporta in condizioni normali, come simbionte micorrizogeno.

CARATTERI BOTANICI

DISTRIBUZIONE GEOGRAFICA


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