INDICE
Presentazione

Prefazione
Introduzione
Un pò di notizie
Accorgimenti conservativi
Chiave dicotomica
Schede Orchidee
Glossario
Bibliografia
Indice dei nomi


Ringraziamenti


Carmelo Federico

 
 
 


Prefazione

La passione amorosa è per definizione un'energia universale, che avvince tutto il Creato e può fare suo oggetto un "altro da sé": nel nostro caso un animale o un'intera famiglia d'erbe e di fiori, senza per questo precipitare in perversioni innominabili. E' così nella veste di vecchio innamorato delle orchidee - e non di esperto - che pilucco avidamente le pagine di ogni testo sull'argomento, compreso questo sulla flora sicula. Non diversamente dalla calunnia rossiniana, l'amore per le orchidee nostrane è come un venticello; nasce a poco a poco, procede via via in un crescendo fino a diventare passione travolgente come un fortunale. Scocca nelle passeggiate in campagna al primo incontro con un minuscolo alieno a metà strada fra un fiorellino ed un insetto e procede attraverso l'approccio con le specie più rare e nascoste. Così è stato per alcuni cari amici che sono oggi esperti di grande valore; così è stato per me, ma in tono molto minore dato che - come Picasso raccomandava di fare con le donne - queste creature vanno amate senza pretendere di capirle, cioè di penetrare la complessità della loro biologia e vita sessuale.
E se l'incombere dell'età ha sopìto le esuberanze giovanili, la passione cova sempre sotto la cenere degli anni: poche immagini bastano per accendere tutta una sequenza di flashbacks che fanno rivivere i primi incontri con questo eccezionale scoop della Natura. Ricordo la sorpresa provata nel vedere per la prima volta sui monti di Palermo quei ninnoli scuri, pelosi, che a tutto somigliavano tranne che a fiori, ma che erano indiscutibilmente dei fiori. Erano i fiori-ragno, i fiori-mosca, i fiori-ape delle nostre òfridi, I'Ophrys apifera, I'Ophrys bombyliflora, I'Ophrys tenthredinifera, e via dicendo alle quali, grazie alle guide dei Danesch, potevo finalmente assegnare i nomi appropriati. Cercando le incredibili òfridi finii con imbattermi nelle Orchis aggraziate e contadine; a poco a poco credo di averle conosciute tutte o quasi, ed ognuna mi ha suscitato un'emozione diversa, associata ad un luogo e ad una stagione. E nella ricerca delle specie ho scoperto grandi affinità elettive con altri appassionati e con colleghi botanici che hanno portato avanti lo studio del gruppo colmando le infinite lacune esistenti fino a trent'anni fa.
Ma con le orchidee l'emozione non si limita all'incontro fisico: le sensazioni più forti vengono con la scoperta dei loro straordinari rapporti con gli animali e con l'incredibile cerebralità dei loro meccanismi di impollinazione. Ancora dopo anni non riesco a frenare la stupefazione che mi coglie nel divulgare i tentativi di circonvenzione dei buffi apidi solitari per costringerli a fare i loro doveri di prònubi. Le parti si invertono e il fiore diventa il partner attivo e furbissimo di fronte alla brutalità dell'insetto, del quale viene sfruttata e irrisa la foia libidinosa: nelle nostre òfridi e su piccola scala si realizza il mito della bella e la bestia.
Le orchidee mi hanno insegnato molto; da loro ho appreso che non siamo le creature più evolute del pianeta: l'evoluzione di questi fiori supera di gran lunga quella degli animali che esse strumentalizzano con tanta disinvoltura. In questa parte del regno vegetale si manifesta un'intelligenza naturalistica molto più sottile di quella che riteniamo esclusiva della nostra specie, e che rientra in una sorta di "intelligenza cosmica" che ci sfugge e che ha prodotto il mondo così com'è a dispetto dell'uomo e dei suoi sogni di perfezione. Dalle orchidee apprendiamo che le piante non sono creature passive e scialbe, strumenti inerti delle nostre necessità vitali. Al contrario, le orchidee testimoniano una partecipazione attiva dei vegetali alla vita del pianeta, che può addirittura diventare predominante sulla nostra brutale .
E dato che amare vuoi dire conoscere, e che non c'è amore senza conoscenza, da docente appassionato dò il benvenuto ad ogni strumento che accresce la conoscenza e la diffonde nelle masse di non addetti ai lavori. La Guida alle Orchidee siciliane appagherà la curiosità del naturalista che per la prima o per le prime volte si avvicina a queste splendide componenti del mondo naturale, magari senza conoscerne il nome. La semplicità della struttura del testo e la facilità del riconoscimento attraverso l'immagine fotografica facilitano l'approccio con le specie più frequenti ed invogliano alla conoscenza di tutte le specie elencate nel libro.
L'amore per la Natura e le sue creature si alimenta attraverso la familiarità acquisita con le piante e gli animali che popolano boschi e campagne ed è esso stesso stimolo alla conoscenza, col quale forma un circolo virtuoso. Non foss'altro che per questo motivo, ogni guida naturalistica va considerata al tempo stesso un atto d'amore e uno strumento utile alla salvaguardia dell'ambiente. In tale contesto si inquadra la "fatica" di Carmelo Federico, che si aggiunge al patrimonio di guide naturalistiche delle orchidee spontanee d'Italia e fornisce uno stimolo importante alla conservazione dell'ambiente naturale e alla conoscenza più profonda di un gruppo di creature così affascinanti da poter a buon diritto essere oggetto della passione di tutta una vita.
 

Silvano Riggio
Docente di Ecologia presso l'Università agli Studi di Palermo
 

 
 

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