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Ragusa, Chiaramonte
Gulfi, Monterosso Almo, Giarratana
Partendo da Ragusa, in
direzione nord, dopo aver deviato dalla statale di circa 15 km, ci
indirizziamo verso Chiaramonte Gulfi
Ancor prima di entrare in paese notiamo il santuario della Madonna
delle Grazie, circondato da un'invitante pineta. II nucleo
originario di Gulfi risale ai secoli XII-X111, venne distrutto
dagli Angioini e ricostruito successivamente dai Chiaramonte.
Alla struttura medievale fa riscontro uno stile architettonico
tipicamente barocco, a seguito della ricostruzione post-terremoto.
In piazza Duomo visitiamo la chiesa Madre di Santa Maria La Nova,
in stile barocco. Poco distante c'e' la chiesa di San Filippo con
la cappella del Rosario. L'arco dell'Annunziata, unica porta
superstite, ci permette di avere un piacevole scorcio della chiesa
di San Giovanni. In direzione nord, a circa tre chilometri di
distanza, troviamo il santuario di Gulfi, unico edificio rimasto
dell'originario centro, dove si venera la Madonna di Gulfi.
Lasciamo ora
Chiaramonte alla volta di Monterosso Almo grazioso
centro agricolo distrutto dal terremoto del 1693 e
ricostruito nella parte piu alta del monte.
E' il paese piu alto e piu' a nord dell'intero Ragusano.
Abitato fin dai tempi preistorici da popolazioni sicule,
come molti altri centri della provincia risulta essere di
particolare interesse archeologico: oltre alla necropoli di
Calaforno sono stati rinvenuti I'abitato di Monte Casasia e,
nelle vicinanze, le cosiddette grotte dei Santi, con
affreschi bizantineggianti. Iniziamo la nostra visita dalla
chiesa intitolata al patrono della citta, San Giovanni. Si
tratta di un edificio a tre navate con cupola e facciata
barocca; I'interno e decorato con stucchi e dotato di un
pulpito in legno intagliato. Sulla piazza si affacciano
anche la chiesa sconsacrata di Sant'Anna e vari altri
palazzi in stile neoclassico. Scendendo nella parte piu'
bassa del paese troviamo la chiesa Madre, monumento
nazionale, ricostruita in stile neogotico dopo il terremoto
del XVII secolo. La facciata e' a bugnato e nell'interno,
suddiviso in tre navate, si trovano diverse opere d'arte,
tra le quali un crocifisso ligneo del XV secolo e due
acquasantiere del XII secolo. Degni di nota sono palazzo
Zacco e la chiesa di Sant' Antonio, anch'essa monumento
nazionale, che custodisce notevoli tesori artistici, quali
la grande pala con il Martirio di san Lorenzo, il Battesimo
di Costantino e la Madonna del Carmelo. Terminata la nostra
visita nel centro possiamo fare un'escursione alle grotte
dei Denari e dei Santi, percorrendo per qualche chilometro
una strada non asfaltata. Si tratta di antiche tombe
trasformate in abitazioni, al cui interno, sostiene la
leggenda, sarebbero stati sepolti dei denari ritrovabili
soltanto da chi e a conoscenza di particolari rituali e
formule magiche.
Altre escursioni possibili nel territorio di Monterosso sono
quelle nella zona di Calaforno e al monte Lauro.
La prima ci permette di immergerci in un ambiente naturale
riposante e di estrema bellezza venutosi a creare in seguito
al rimboschimento del 1963; la seconda, invece, ci conduce
sul piu' alto dei monti Iblei, in un ambiente completamente
diverso, di una bellezza selvaggia, ma altrettanto
suggestiva: dalla cima si gode di un ampio panorama, che
abbraccia I'intera provincia. Da Monterosso ci
spostiamo ora in direzione sud alla volta del centro di
Giarratana I'antica Cerretanum, il piu' piccolo centro
abitato della provincia.
Situata prima del terremoto in luogo diverso, attualmente
denominato Terravecchia, essa presenta un impianto regolare
con vie diritte e ampie, the congiungono la parte bassa a
quella alta. Dedichiamo buona parte della nostra visita alle
chiese: quella di San Bartolomeo Apostolo, quella di Sant'Antonio
Abate e la chiesa Madre. La prima, del XIII secolo, e un
tipico esempio di barocco siciliano: I'interno, basilicale,
a tre navate, ospita stucchi e affreschi di pregevole
fattura. Scene dal Nuovo Testamento, risalenti al 1836, si
trovano nella volta della navata centrale. La seconda, in
posizione elevata, ricostruita verso il 1748, presenta un
bel gioco di lesene e semicolonne. Anche qui, da
sottolineare la bellezza degli stucchi e di alcune statue,
tra le quali quella della Madonna della Neve, patrona del
paese. La terza, la chiesa Madre, dal prospetto tozzo, e
dalla facciata tardo-rinascimentale, ha mura perimetrali
molto larghe. Tra le maggiori opere dell'interno ricordiamo
la pala dell'Annunziata, del 1790, quella delle Anime
Purganti, la statua di San Giuseppe e quella in legno di San
Bartolomeo, ritrovata nella Giarratana antica. Nella parte
alta della citta possiamo vedere i ruderi del castello del
1703. Se lasciamo
Giarratana in direzione di Palazzolo Acreide, percorrendo
una strada the sale verso il monte Lauro, possiamo fare
sosta a Casmene, la colonia siracusana fondata nel 644 a.C.,
poi decaduta e abbandonata.
Scendendo verso Ragusa, si ha modo di vedere il bacino di
una diga sul fiume Irminio, attorniata da splendidi
panorami.
Di ritorno verso il capoluogo, una volta superato I'Irminio
possiamo visitare una piccola frazione di Ragusa, San
Giacomo, con la sua grande masseria, detta Torre di San
Giacomo |