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Museo delle marionette
di Palermo
L'Opera dei pupi in Sicilia ha due matrici: quella del
racconto orale che i cantastorie facevano ogni giorno nelle
piazze e quella gestuale, della danza con le spade, antica
rappresentazione del combattimento tra bene e male, legata
ai riti della fertilità nella cultura contadina. Si deve
all'iniziativa di Antonio Pasqualino, autentico archeologo
del mondo fantasioso di pupi, la creazione di uno
straordinario museo che raccoglie una ricchissima collezione
di marionette, di figure del teatro delle ombre orientali,
di scenari e pannelli provenienti da tutto il mondo. Ubicato
nella Kalsa, l'antico quartiere arabo, il museo in 800 metri
quadri distribuiti su due piani raccoglie più di 3.500
esemplari di pupi e marionette a fili e bastone, burattini a
guantone. L'edificio ospita anche la biblioteca con circa
3.000 volumi su marionette e tradizioni popolari, la
videoteca con la registrazione di spettacoli teatrali di
differenti paesi; propone inoltre spettacoli dal vivo,
laboratori e mostre itineranti. Le prime sale sono dedicate
ai pupi siciliani, di scuola palermitana e catanese; in
particolare si ammirano i volti dai tratti delicati dei pupi
del teatro di Gaspare Canino (XIX sec.). La seconda sezione
è invece dedicata alla tradizione europea (come le inglesi
Punch and Judy) ed extraeuropea con una vasta selezione
d'esemplari orientali: burattini cinesi, marionette indiane,
birmane, vietnamite, tailandesi e africane, presentate in
una suggestiva penombra che evoca atmosfere esotiche
lontane. Un vero e proprio giro del mondo attraverso le
marionette e le storie che esse raccontano.
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