INDICE
Introduzione
Complesso boschivo buccherese
Bosco Pisano e Bosco Frassino
Bosco Contessa e Bosco di S. Maria
Le Antenne di Monte Lauro
Le Carbonaie
Ecosistema bosco
I fattori del bosco
Fattori abiotici
Roccia
Clima
Temperatura

Fattori Biotici (flora e fauna)
Olivastro

Processionaria
Castagno
Raganella
Rospo comune
Discoglosso dipinto
Cerro
Lepre italica
Corbezzolo
Istrice
Leccio
Martora
Lichene
Donnola
Riccio
Olivo
Pino d'Aleppo
Lattario delizioso
Pino domestico
Volpe
Coniglio selvatico
Roverella
Ghiandaia
Ghiro
Allocco
Sughera
Zelkova siciliana
Robinia
Eucalipto

BOSCO PISANO E BOSCO FRASSINO

A circa 3 km dall'abitato, percorrendo
la strada di contrada Pineta, si giunge a una curva a gomito con cancello in ferro a destra. È l'ingresso del bosco Pisano, il complesso forestale buccherese di maggior interesse naturalistico, oltre che scientifico. Il Pisano si estende per 400 ettari a una quota media di 500 m. Ai suoi piedi scorrono le acque del torrente Sughereta (più a valle si chiama La Rocca, poi Risicone, quindi fiume  Costanzo) acque che segnano il confine tra Buccheri e Vizzini, poi tra Buccheri e Francofonte. Come il bosco Frassino, il Pisano  è composto quasi esclusivamente da specie originarie quali leccio, sughera, roverella, lentisco, ginestra spinosa, spinaporci, perastro, ecc. Fondamentalmente è una sughereta impiantata intorno al 1870 a posto del ceduo preesistente. Dagli anni 70 in poi il 10% della superficie è occupata da specie alloctone. Pini, cipressi ed eucalipti, oltre a stravolgere l'aspetto naturale del bosco, si sono rilevati del tutto inefficaci perché alla messa a dimora non è seguito lo sviluppo delle plantule. Viceversa, i rimboschimenti a sughera, a sud di contrada Sughereta, seppure in limitate proporzioni, dimostrano l'efficacia di tali interventi con specie originarie. Nelle radure in cui vivono specie pioniere come la ginestra spinosa e lo spinaporci, il suolo si prepara all'ingresso di specie arboree come leccio e roverella (successione ecologica). Alcuni documenti testimoniano la presenza del bosco già nel 1600 ma la sua presenza è ancora più remota. Fino agli anni 50 del Novecento i buccheresi si avvalevano degli usi civici di questo bosco, soprattutto il fare legna e carbone (ius lignandi), il diritto di pascolo (ius pascendi), il diritto di caccia. Oggi in molti fanno fatica a ricordarlo. I giovani non lo conoscono più.
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