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A circa 3 km dall'abitato, percorrendo
la strada di contrada Pineta, si giunge a una curva a gomito con
cancello in ferro a destra. È l'ingresso del bosco Pisano, il complesso
forestale buccherese di maggior interesse naturalistico, oltre che
scientifico. Il Pisano si estende per 400 ettari a una quota media di
500 m. Ai suoi piedi scorrono le acque del torrente Sughereta (più a
valle si chiama La Rocca, poi Risicone, quindi fiume Costanzo)
acque che segnano il confine tra Buccheri e Vizzini, poi tra Buccheri e
Francofonte. Come il bosco Frassino, il Pisano è composto quasi
esclusivamente da specie originarie quali leccio, sughera, roverella,
lentisco, ginestra spinosa, spinaporci, perastro, ecc. Fondamentalmente
è una sughereta impiantata intorno al 1870 a posto del ceduo
preesistente. Dagli anni 70 in poi il 10% della superficie è occupata da
specie alloctone. Pini, cipressi ed eucalipti, oltre a stravolgere
l'aspetto naturale del bosco, si sono rilevati del tutto inefficaci
perché alla messa a dimora non è seguito lo sviluppo delle plantule.
Viceversa, i rimboschimenti a sughera, a sud di contrada Sughereta,
seppure in limitate proporzioni, dimostrano l'efficacia di tali
interventi con specie originarie. Nelle radure in cui vivono specie
pioniere come
la ginestra spinosa e lo spinaporci, il suolo si prepara
all'ingresso di specie arboree come leccio e roverella (successione
ecologica). Alcuni documenti testimoniano la presenza del bosco già nel
1600 ma la sua presenza è ancora più remota. Fino agli anni 50 del
Novecento i buccheresi si avvalevano degli usi civici di questo bosco,
soprattutto il fare legna e carbone (ius lignandi), il diritto di
pascolo (ius pascendi), il diritto di caccia. Oggi in molti fanno fatica
a ricordarlo. I giovani non lo conoscono più.
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