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Sebbene esistano alcune piccole aree boschive intorno
alla città, impiantate negli anni 30 e 50 del Novecento, gli altri
boschi buccheresi di maggior rilievo sono il bosco di S. Maria e il
bosco Contessa, entrambi di proprietà del Demanio Regionale. Nel
complesso si tratta di boschi artificiali, ma in seno alla loro
superficie si trovano anche specie originarie come il leccio, la
roverella, il cerro, la sughera, il castagno, il giuggiolo selvatico. Il
loro impianto è avvenuto ad opera dell'Azienda Foreste Demaniali della
Regione Siciliana a partire dal 1969.
Per i rimboschimenti sono state usate specie preparatorie scelte per
migliorare la struttura e la fertilità del terreno originario. Per lo
più si tratta di conifere come il pino domestico (Pinus pinea, pinu
mansu) e il pino d'Aleppo (Pinus halepensis). Di tanto in tanto, specie
all'ingresso del bosco di S. Maria, si rinviene qualche latifoglia
alloctona come la robinia (Robinia pseudoacacia) e l'eucalipto (Eucaliptus
camaldulensis, calippu), specie assai adattabili che si sono
spontaneizzate divenendo invasive ed infestanti. La loro invadenza sulla
vegetazione naturale banalizza la vegetazione autoctona e pone il
problema del controllo, in realtà assai difficile.
A Buccheri, da qualche anno la forestale sta eseguendo lavori di
conservazione e potenziamento del grado di naturalità dei boschi, ovvero
la conversione delle pinete in quercete. Su circa 500 ettari di boschi
buccheresi gli operai della forestale stanno diradando le pinete per far
spazio a specie originarie di cui esistono tangibili tracce storiche nel
territorio come il leccio, la sughera, la roverella, la quercia
virgiliana, il cerro, l'olivastro. Al vivaio forestale di c.da Maeggio
(Siracusa), centinaia di piantine di quercia spinosa (Quercus coccifera)
sono pronte per essere messe a dimora e ripopolare una specie divenuta
ormai rara nonostante sia in grado di difendersi dal pascolo.
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