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FATTORI BIOTICI (fauna e flora)
OLIVO
Olea europaea var. europaea,
Alivu Famiglia Oleaceae
Specie arborea coltivata in tutto il bacino del Mediterraneo per la
produzione di olio di alta qualità, l'olivo è molto diffuso sugli Iblei
nelle zone più temperate, dal livello del mare fino ai 700 m di quota.
Alcuni studiosi (il più autorevole è il De Candolle) suppongono che
l'olivo provenga dall'Oriente ma l'ipotesi è screditata dall'esistenza
dell'oleastro lungo tutte le coste mediterranee, trovato anche fossile
nelle campagne bolognesi (risalente al Pliocene). Albero sempreverde
particolarmente longevo (può diventare millenario), l'ulivo ha un tronco
contorto che non produce cerchi annuali facilmente distinguibili. Gli
esemplari vetusti resistono ai secoli lasciando consumare il tronco
principale a favore di quelli laterali, tutti uniti dallo stesso
apparato radicale. Le foglie sono ovali, opposte, coriacee: dalla
fioritura primaverile (maggio/giugno) si formano tante piccole drupe
(olive) ad alta percentuale di olio (15-20%). La specie è soggetta
all'alternanza di produzione. La coltivazione dell'ulivo e la produzione
di olio sugli Iblei è pratica millenaria. In particolare, sono i terreni
delle Comunità montane (Ferla, Buccheri, Giarratana, Cassaro, ecc.) a
dare le olive migliori, quindi gli oli da tavola più pregiati e meno
acidi, a Denominazione di Origine Protetta (D.O.P ). Le civiltà
mediterranee, da millenni, hanno assunto l'olivo a simbolo augurale di
pace e prosperità.
Gli uliveti di Buccheri si trovano a quote più basse rispetto al paese,
nelle zone maggiormente temperate, soprattutto lungo la strada che porta
a Lentini. In contrada S. Andrea, nei terreni attorno alla rara chiesa
federiciana, gli uliveti spesso presentano esemplari plurisecolari,
quasi tutti appartenente alla coltivar autoctona "Tonda Iblea". Questo
storico uliveto, condotto in maniera estensiva, rappresenta un ambiente
seminaturale rimasto invariato da secoli. Le piante più vecchie e
maggiormente svuotate al centro dalla carie (lupa) sono state oggetto di
potatura di ricostruzione: in pratica sono stati tagliati i fusti
principali e sono stati coltivati alcuni polloni laterali per ogni
apparato radicale. Il che significa che molti ulivi plurisecolari non
presentano un fusto grosso, contorto e spettacolare ma ne hanno diversi,
pur appartenendo alla stessa pianta. È facile distinguere gli ulivi
secolari policauli da quelli giovani. I vetusti hanno nella zona del
colletto una serie di ovoli (o mammelloni o puppole) che, fondendosi tra
loro, costituiscono un voluminoso ingrossamento alla base dei fusti, il
pedale (o ciocco o ceppo). Inoltre gli ulivi più vecchi non hanno un
sesto d'impianto regolare ma sono disposti in maniera casuale, secondo
l'originaria ubicazione dei preesistenti olivastri, poi innestarli ad
olivo sativo.
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