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FATTORI BIOTICI (fauna e flora)
RICCIO
Erinaceus europaeus
Famiglia Erinaceidae
Il riccio è molto più piccolo dell'istrice, ha il muso appuntito e gli
aculei corti. Al minimo sentore di pericolo si appallottola esponendo
5000 aculei e nascondendo internamente il muso e le zampe. Mammifero
insettivoro, il riccio ha udito e olfatto finissimi ma vista debole,
incapace di distinguere i colori. Il riccio che vive sugli Iblei
appartiene alla sottospecie "consolei" dal ventre bianco e più piccola
rispetto alla specie tipica. Tra la vegetazione non è facile scorgere
immagini lontane, quindi più della vista al riccio tornano utili gli
altri sensi. Il nido che costruisce con foglie secche tra i rovi o i
cespugli serve sia per la riproduzione che per il letargo. In Sicilia il
letargo è ridotto e discontinuo per i favori del clima. Il riccio ha
abitudini crepuscolari; la notte caccia invertebrati quali coleotteri,
ragni, chiocciole, lombrichi, bruchi. Se trova un uovo lo rompe e ne
lecca íl contenuto. Può catturare anche serpenti, topolini, rospi,
nidiacei. Quando in giardino si avvistavano serpenti, si usava liberare
un riccio perché li aggredisse e li divorasse. Il riccio infatti è
capace di catturare i serpenti, compreso le vipere, che riesce a
uccidere a morsi proteggendosi con la sua corazza di spine. In Sicilia
sono soltanto tre i nemici del riccio: il cane, la volpe (che riesce a
provocare l'apertura dell'animale urinandovi sopra) e l'automobile.
Attualmente non siamo in condizione di dire che la specie sia in
difficoltà, tuttavia, visti i numerosi esemplari investiti che si
trovano per strada, in un futuro non molto lontano la specie potrebbe
diventare rara o minacciata.
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