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Foce del Platani: la prima stazione per gli
uccelli che arrivano dall’Africa La foce del fiume Platani è un luogo di
incantevole bellezza naturalistica su cui domina la falesia di Capo
Bianco.
Quest’area rappresenta il primo approdo per molti uccelli
migratori provenienti dall’Africa e, grazie alla diversificazione degli
ambienti, offre rifugio ad una flora rigogliosa e variegata, quindi ad
un’avifauna ricca e composita. La riserva comprende la parte finale del
Platani (che poco prima di riversarsi in mare forma un’ampia ansa) e il
lungo tratto sabbioso di Borgo Monsignore, che è costeggiato da un cordone
di dune basse.
NOTIZIE UTILI
Per arrivare alla riserva bisogna imboccare
da Agrigento la SS 189 per Siculiana Marina, seguendo le indicazioni,
quindi la SS 115 Agrigento-Sciacca e superato Borgo Monsignore si svolta
in direzione di Eraclea Minoa, proseguendo fino al parcheggio dell’area
archeologica. Da qui bisogna seguire una pista che si mantiene sul bordo
della falesia di Capo Bianco. Si prosegue per un piccolo sentiero che
scende verso la spiaggia fino a raggiungere la foce del Platani e
l’impianto boschivo di Borgo Monsignore.
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Il giglio marino
E’ uno dei
rappresentanti più belli e vistosi della vegetazione delle dune. Durante
l’inverno, fino alla primavera, emergono dalla sabbia le sole foglie
spesse a forma di nastro che appassiscono sul far dell’estate. Dalla fine
di luglio fino a settembre, spuntano gli scapi fiorali sui quali sbocciano
da 5 a 10 bellissimi fiori candidi, dai petali intagliati in eleganti
nastri fluttuanti. Il fiore porta una corona di stami con le antere
pendule che ondeggiano al minimo alito di vento favorendo la dispersione
del polline, emana un odore gradevole ed inebriante: “voci di popolo”
raccontano che questo profumo insinuante può arrivare a stordire sino allo
svenimento. Pur essendo specie rustica non rara, rischia di scomparire a
causa della distruzione e del degrado dell’ambiente litoraneo.
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Chi arriva alla
riserva della foce del fiume Platani, non può rinunciare ad una visita del
sito archeologico che sorge sull’altipiano prospiciente il litorale di
Capo Bianco. La collina conserva, come in uno scrigno, le rovine
dell’antica Eraclea Minoa, colonia greca di probabile epoca micenea (VI
sec.), che nei secoli seguenti alla sua fondazione divenne oggetto di
contesa tra Siracusa e Cartagine.
Il sito però doveva essere stato abitato
precedentemente perché i frammenti rinvenuti negli strati sottostanti alla
necropoli arcaica farebbero risalire i primi insediamenti al neolitico. Il
ritrovamento di antiche monete testimonia la presenza di una colonia
fenicia; infatti quest’origine è convalidata dal nome stesso della città,
rilevato dai documenti: Macara, città di “Macar” (l’Eracle greco, l’Ercole
dei Romani).
Dei tempi passati rimangono reperti venuti alla luce durante
diverse campagne di scavo, le prime delle quali risalgono agli inizi del
‘900. Questi ritrovamenti (corredi funerari, ceramiche e statuette
fittili), provenienti dalle necropoli e dagli agglomerati urbani
sovrapposti, sono in parte conservati nel piccolo antiquarium all’ingresso
della zona archeologica; il resto si può ammirare al museo archeologico di
Agrigento.
L’emergenza più significativa è l’antico teatro che domina sul
pianoro, nel quale sono stratificate le costruzioni arcaiche (VI sec.) ed
ellenistiche (IV sec.).
A chi resta nella zona si raccomanda di arrivare
fino al calvario, interessante da visitare, poiché è uno dei più belli
d’Europa. Ricorda molto quello di Gerusalemme: la salita della Via Crucis
è punteggiata dalle 13 cappelle (le stazioni), soste obbligate durante le
processioni del periodo pasquale. Ribera Non lontana dalla costa, sopra
una verdeggiante balza collinare, sorge Ribera.
Fondata nel ‘600, presenta
un impianto urbanistico a scacchiera, tipico dei centri legati alle
attività agricole. Nel suo territorio sono presenti alcune necropoli forse
dell’età del Bronzo e del Rame: una tomba preziosa segnala lo sbarco in
Sicilia del leggendario Minosse, re di Creta, che inseguiva Dedalo,
ideatore del famoso Labirinto. Questo reperto è la testimonianza della
presenza della civiltà cretese e micenea in Sicilia. A 3 km dall’abitato,
troviamo il Castello dei Conti Luna, costruito dai normanni nel secolo XII.
Ribera ha dato i natali allo statista Francesco Crispi nel XIX sec..
Cattolica Eraclea Fondata nel 1600, è un centro agricolo circondato da
aride montagne gessose. E’ attraversata da numerose strade che collegano i
centri costieri con l’entroterra incentivando l’economia mercantile.
Il
monumento principale del paese è la Chiesa Madre fondata nel 1745, a
navata unica, presenta una facciata classicheggiante a due ordini.
Originariamente si chiamava solo “Cattolica”, in tempi più recenti, per
non confonderla con il più noto paese della costa emiliana, le è stato
aggiunto il nome di “Eraclea” poiché sorge nei pressi dell’antico sito
archeologico. Emergenze paesaggistiche Acropoli di Eraclea Minoa: sito
archeologico posto sulla sommità di Capo Bianco, a sinistra della foce del
fiume. Calvario di Cattolica Eraclea: sito in paese.
E’ il terzo in
Europa, per bellezza e rassomiglianza a quello di Gerusalemme. Siculiana
Marina: splendido tratto di costa nei pressi della foce del fiume, in
direzione di Agrigento. Capo Bianco: bianca falesia di marna calcarea che
sovrasta la riserva.
Pochi luoghi in Sicilia sorprendono e affascinano il
visitatore come Capo Bianco e la Foce del Platani. Desta meraviglia il
forte contrasto tra l’abbacinante candore della ripida parete del
promontorio, il cupo verde della vegetazione e i colori cangianti delle
acque del Mediterraneo. Questi siti piacquero anche agli antichi Greci,
noti per la capacità di individuare località naturali di grande bellezza.
Sulla sommità della falesia, essi posero l’antico insediamento di Eraclea Minoa, colonia contesa da agrigentini, siracusani e cartaginesi. Chi
arriva in questa riserva ha la possibilità di soddisfare curiosità
storiche e scientifiche e potrà godere di un paesaggio unico, che offre
spunti fotografici di grande interesse, possibilità di osservazioni
naturalistiche e una bellissima spiaggia di sabbia fine e chiarissima dove
godere del fresco mare del Canale di Sicilia. Su queste spiagge, dopo
molto tempo, è riapparsa la tartaruga marina che vi si avventura nelle
notti estive per deporre le uova. Grazie alla variegata natura della foce
del fiume, è possibile dedicarsi al birdwatching o riposare al fresco
della vegetazione.
La riserva si trova nei pressi di Cattolica Eraclea e
fa parte di quel sistema di spiagge della Sicilia meridionale considerato
di eccezionale bellezza e di alta qualità ambientale, come la spiaggia di Siculiana che pochi anni fa è stata meritatamente definita “la più bella
della Sicilia”.
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