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Itinerari turistici artistici e culturali

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Le riserve naturali gestite dal
Dipartimento Azienda Regionale Foreste Demaniali

Monte Cammarata

Denominazione
RNO Monte Cammarata
Provincia
AG
Comuni
Cammarata, San Giovanni Gemini, Santo Stefano di Quisquina
Estensione zona A - zona B
2049,37 Ha di cui 1175,99 in zona A e 873,38 in zona B
Riferimenti geografici
I.G.M. - F. 267 IV N.E.; 267 IV N.O.; 267 IV S.O.
Data Istituzione
D.A. 86 del 18/4/00 (Piano Reg.)
Informazioni generali

Per arrivare alla riserva da Agrigento, bisogna percorrere la SS.189 (PA-AG) sino a raggiungere lo svincolo per San Giovanni Gemini - Cammarata.
Dai due comuni partono parecchi itinerari che conducono al Monte: per informazioni rivolgersi ai distaccamenti forestali di Cammarata (tel. 0922.909152) o di Santo Stefano di Quisquina (tel. 0922.982065)Monte Cammarata con i suoi 1.578 metri d’altitudine è la vetta più alta del sistema montuoso dei Sicani.
Le aree attrezzate.
L’area attrezzata di Savochello-Monte Cammarata si trova all’interno di una bellissima pineta dotata di un’area ricreativa per i bambini, in grado di accogliere sino a 300 visitatori. Per raggiungerla bisogna seguire la strada che da Santo Stefano di Quisquina porta a Cammarata.
Giunti al demanio forestale denominato Ledera, segnalato da specifici cartelli, bisogna imboccare l’unica strada che conduce sulla cima del monte. L’area è dotata anche di servizi igienici, punti di cottura, piste ciclabili e sentieri natura.
Per informazioni rivolgersi al distaccamento forestale di Cammarata:tel. 0922.909152.
Altra area attrezzata è quella di Buonanotte.
Si trova all’interno di un bosco di pini, frassini, roverelle, cipressi e ornielli ed è dotata di un "centro-monta" per cavalli di razza. È un bosco molto suggestivo e incontaminato.
Dotato di tavoli e panche in pietra locale, può ospitare sino a 200 persone. Si raggiunge partendo da Santo Stefano di Quisquina.
Per informazioni rivolgersi al distaccamento forestale di Santo Stefano di Quisquina: tel. 0922.982065. INFORMAZIONI ·
Azienda Autonoma Provinciale per l’Incremento Turistico di Agrigento: viale della Vittoria n. 255, Agrigento tel. 0922.401352 - fax 0922.25185. ·
Ufficio Provinciale Azienda (U.P.A.) di Agrigento, via Esseneto, Agrigento tel. 0922.595911. ·
Distaccamento forestale di Cammarata, tel. 0922.909152.
Distaccamento forestale di Santo Stefano di Quisquina, tel. 0922.982065.
 

Flora

Il sorbo meridionale è una pianta che può avere portamento arbustivo o arboreo (arriva sino a 10 m di altezza). Ha sviluppato strategie ed adattamenti a condizioni ambientali difficili per cui arriva a colonizzare aree aspre ed accidentate, così come avviene sul monte Cammarata. Giunge sino a 1.400 m di altitudine e, anche se preferisce i boschi, arriva a spingersi su rupi e pietraie, assumendo il ruolo di pianta colonizzatrice.
In vetta, trovano il loro ambiente ideale numerose specie di piante di cui alcune rappresentano endemismi rari come la camomilla delle Madonie, il senecio siciliano, la bivonea gialla, il dente di leone siciliano, il giaggiolo siciliano e la sesleria dei macereti.

 

Fauna

Il picchio rosso maggiore vive nei boschi nidificando in buchi scavati nei tronchi degli alberi.
Usa il becco, forte e appuntito, per perforare la corteccia alla ricerca degli insetti di cui si nutre in estate. In inverno la sua dieta, invece, è fatta di semi. È lungo 22 cm, ha il dorso nero con grandi spalline bianche e penne copritrici della coda di colore rosso.
Le guance, bianche, sono attraversate da una barra nera interrotta. Le parti inferiori sono bianche. Il maschio presenta una macchia rossa sulla nuca, mentre i giovani hanno il vertice rosso carminio.
In tempi non lontani, questo sito era colonizzato da gracchi corallini, capovaccai e grifoni, questi ultimi scomparsi nel 1950.
Dominatori incontrastati sono i corvi imperiali, unici a rimanere anche durante il periodo di innevamento invernale. Tra questi cieli veleggia la poiana e nelle garighe caccia il gheppio. Rare specie di falconiformi vi trovano il loro habitat ideale. Istituire la riserva è stato importante per impedire il perpetrarsi di una situazione di degrado che nell’ultimo ventennio aveva portato all’estinzione del gracchio corallino, del capovaccaio e del nibbio reale.
 

La Storia, Il Paesaggio e l'Uomo

Il toponimo Cammarata deriva probabilmente da “camera”, “grotta”, una cavità esistente nel monte che porta questo nome. L’omonimo paese agricolo sorge sopra una pittoresca rupe (689 m s.l.m.) a ripido pendio, sulla quale svetta il castello dalla “torre mozza”.
Sull’altra groppa del monte, chiamato anche Gemini (che significa “gemello” per i duplici dorsi), sorge appunto il paese di San Giovanni Gemini, sito ridente e prospero nell’attività agricola. La riserva di Monte Cammarata comprende anche il paese di Santo Stefano di Quisquina, ricordato soprattutto come luogo di devozione: a pochi km dal centro abitato, sorge infatti il santuario della patrona dei palermitani, Santa Rosalia.
Immerso in un boschetto di querce, a 986 m s.l.m., l’eremo fu costruito nella seconda metà del ‘700 addossato alla spelonca in cui la tradizione vuole che si fosse ritirata la Santa, figlia del signore di quelle terre, prima di trasferirsi sul Monte Pellegrino, altura che domina Palermo.
Uno stretto cunicolo porta all’antro dov’è stata posta una statua di Santa Rosalia, perennemente coperta dai doni dei pellegrini. Sul luogo, è possibile visitare anche la chiesa coeva all’edificio: una delle stanze conserva monaci mummificati.
 

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