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Partendo da Caltanissetta, la riserva è raggiungibile seguendo la
tangenziale Caltanissetta-Gela, sino al bivio per Judeca: da qui si
imbocca lo scorrimento veloce per Gela sino al Ponte Olivo. Seguire la
segnaletica per Gela ed immettersi nella SS Ragusa-Vittoria sino al
secondo bivio per Niscemi (SP 11) e successivamente nella SP 31 (Feudo
Nobile). Seguire le indicazioni Pisciotto per arrivare alla Sughereta.
La Sughereta di Niscemi:
il bosco, una volta…
Nella sughereta di Niscemi, insieme a lecci e roverelle, sono
rappresentati gli arbusti tipicamente sempreverdi della macchia-foresta
mediterranea. Il magnifico bosco del passato è ormai un ricordo, ma
restano ancora ambienti interessanti dove si trovano il lentisco, il
carrubo, l’olivastro, il mirto, il corbezzolo, la fillirea e la palma
nana.
Il sottobosco ricco e luminoso è popolato da una fauna diversificata
che annovera il gatto selvatico e la volpe; ghiri e topi quercini.
Nel
bosco nidificano piccoli silvidi, il picchio rosso maggiore e l’upupa.
Nelle aree più aperte a gariga, si trovano aculei di istrice e vi cacciano
rapaci come la poiana e il gheppio.
Fra gli uccelli sono presenti lo
sparviero, il coloratissimo gruccione e la ghiandaia marina; fra i rettili
lo splendido colubro leopardino e il cervone.
La riserva racchiude alcune
zone umide popolate da associazioni di salice fragile e pioppi dove è
possibile avvistare la cannaiola.
Anche le coturnici trovano il loro
habitat negli spazi aperti confinanti con il bosco.
Emergenze paesaggistiche
Zona archeologica Petrusa.
Un tempo in queste contrade vegetava rigogliosa la più grande sughereta
della Sicilia centrale, che rappresentava una grossa risorsa per gli
abitanti del luogo.
Una storia tormentata, fatta di sfruttamento
incontrollato, di incendi dolosi, di disboscamenti senza criterio e di
pascolo abusivo. Oggi di quel bosco straordinario restano solo pochi lembi
relitti poco estesi, tra cui la Sughereta di Niscemi ed il Bosco di Santo
Pietro di Caltagirone.
Visitare la sughereta di Niscemi significa
intraprendere un’esplorazione suggestiva in un bosco d’altri tempi: così
dovevano essere i querceti degli ambienti caldi e secchi in Sicilia.
Le
più maestose querce da sughero di questo bosco (forse le più grandi
d’Italia) superano i cinque metri di circonferenza ed i quindici di
altezza.
L’area protetta occupa una zona nella parte meridionale dell’altopiano su
cui sorge il centro abitato di Niscemi.
Il visitatore amante del paesaggio
e della fotografia naturalistica troverà qui molti spunti di osservazione
e di riflessione: certamente sarà difficile osservare i mammiferi, animali
elusivi e spesso notturni, mentre ci si potrà cimentare con le foto macro
di fiori, come il cisto rosso o la rosa di San Giovanni, e di farfalle
come la bella Polyssena, il bombice della quercia e la Limentis reducta.
MUSEI
E CENTRI VISITA
Museo della civiltà contadina “Angelo Marsiano”, via Mazzini, n. 78. 93015
Niscemi (CL)
tel. 0933.951722 e 0922.954082. Orario: 09:00-12:00 – estivo
15:00-19:00 festivi: chiuso.
• Museo didattico di Storia Naturale Niscemi – tel. 0933.958405.
• Museo Archeologico: corso Vittorio
Emanuele, n. 1, Gela tel. 0933.912626.
Visite: 09:00-13:00 e 15:00-18:00.
COMUNE DI APPARTENENZA
• Niscemi – 332 m s.l.m. a 83 km
da Caltanissetta; CAP 93015 – prefisso
telefonico 0933; abitanti 26.998 (niscemesi).
• Stazione ferroviaria più vicina: Niscemi.
INFORMAZIONI
• Pro loco di Niscemi, via Cordova, 9
tel. 0933.955592.
• Ufficio Provinciale Azienda (U.P.A.)
di Caltanissetta: corso Vittorio Emanuele, 122 – 93100 Caltanissetta –
tel. 0934.584488.
• Distaccamento forestale di Niscemi:
viale M. Gori, 20 – 93015 Niscemi
tel. 0933.954308. |
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La sughera
E’ una quercia sempreverde di portamento simile al leccio ed è
un’indicatrice di mediterraneità: cresce sui suoli silicei a reazione
acida e in condizioni climatiche tendenzialmente secche ed aride, per cui
la si ritrova associata a piante in genere sempreverdi che hanno adottato
strategie di sopravvivenza per resistere alla disidratazione. Le foglie
hanno forma ovale-lanceolata, spinose ai margini, di colore verde scuro
superiormente e biancastre nella pagina inferiore.
Il frutto è una
ghianda dalla forma allungata, protetto per metà da una cupola squamata.
Raggiunge altezze comprese tra i 5 ed i 15 m ed è molto longeva. La sua
corteccia, spessa e alquanto rugosa, viene asportata ad intervalli di 9-12
anni.
La raccolta del sughero ha luogo nei mesi estivi, e si limita ai
tronchi e ai rami robusti che, denudati, appaiono di colore rosso
cannella. Il sughero è utilizzato a livello industriale e artigianale per
la produzione di suole di scarpe, tappi da bottiglia, rivestimenti di
borracce, pannelli isolanti, elementi decorativi per le abitazioni.
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Il gruccione
E’ stato inserito tra le specie “vulnerabili” nella lista rossa degli
uccelli nidificanti in Sicilia a causa del bracconaggio di cui è vittima,
dovuto alla sua coloratissima livrea che lo rende ambito ai collezionisti.
Il suo piumaggio, azzurro inferiormente, è color nocciola sul dorso,
mentre sulla faccia presenta una caratteristica mascherina nera.
Nel resto
del corpo dominano il giallo, il nocciola e il verdazzurro. Il becco è
lungo e ricurvo e le zampe sono molto corte.
E’ un migratore: nidifica
nell’Europa meridionale, ma va a svernare in Africa.
In Sicilia fino a qualche anno fa era solo di passo, ma da qualche anno è
stata provata la sua presenza in pochissime colonie. Normalmente frequenta
le campagne aperte con alberi o macchia sparsa. Fa il suo nido all’interno
di gallerie scavate in pareti rocciose molto friabili dove depone
cinque-sei uova, incubate dai genitori per una ventina di giorni. I
piccoli vengono accuditi per circa un mese.
Si nutre di insetti volatori
come api e vespe, dal cui veleno è immune, che preferisce ai coleotteri e
alle libellule, e che cattura dopo essersi appostato su posatoi
soprelevati come le linee elettriche.
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La zona di Niscemi un
tempo era caratterizzata da boschi estesi e rigogliosi che, insieme a
quello vicino di Santo Pietro, formavano un complesso forestale unitario.
La produzione di sughero era una risorsa economica primaria per i niscemesi. La lavorazione del sughero e la raccolta di prodotti del bosco
dava luogo ad un indotto che coinvolgeva l’intera popolazione locale.
Ovviamente la sughereta oggi è ridotta a lembi che sopravvivono alla
siccità, agli incendi ricorrenti, ai tentativi di speculazione.
Il centro abitato, grosso borgo con pianta a scacchiera, è sito su di un
colle dal quale si gode un vasto panorama che giunge fino al golfo di
Gela. La cittadina sorge presso i ruderi dell’antico Nixemum, principato
dei Branciforti, circondato da vigneti e dal bosco, e da un’area verde
naturale che ne fa un luogo unico.
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