|
Stromboli è raggiungibile
con nave ed aliscafo con partenza da Milazzo e Palermo. Per informazioni:
• SIREMAR sito web: www.siremar.gestelnet.it; agenzie di: Milazzo, tel.
090.9221812
fax 090.9283243; Stromboli, tel. 090.986016
fax 090.986345; Ginostra, tel. 090.9812880 e
Palermo, tel. 091.582403.
• SNAV, agenzie di: Milazzo, tel. 090.9284509 e Stromboli, tel.
090.986003.
• Società Eolie di navigazione, Corso Vittorio
Emanuele n. 247, 98055 Lipari – tel. 090.9812055.
Stromboli: la terra del fuoco...
Stromboli è un vulcano giovane, nato circa 40.000 anni fa che presenta un
unico cono vulcanico con tre bocche terminali perennemente in attività.
Il
cratere principale si apre sotto la sommità del versante ovest, poco più
in basso della cima più alta, al suo interno il magma ribolle in
continuazione. L’attività eruttiva è di due tipi: emissioni di ceneri e
vapori ed esplosioni intermittenti ed intense che portano ad eliminare con
violenza ceneri, pietre infuocate e brandelli di lava ribollente.
Sul
fianco di nord-ovest dell’edificio vulcanico la sciara del fuoco, stretta
tra due creste che la arginano dalla bocca eruttiva sino al mare (Filo del
Fuoco la settentrionale e Filo di Barona la meridionale), incanala la
cascata di pietre infuocate e di magma viscoso che precipitano in mare.
Stromboli viene preso a modello dai vulcanologi che hanno coniato il
termine stromboliano per indicare un fenomeno eruttivo caratterizzato da
esplosioni violente con liberazione improvvisa di gas che trascinano
frammenti e brandelli di lava scagliandoli in alto come fontane infuocate,
producendo scorie (ceneri, lapilli e bombe vulcaniche).
Gli isolani
chiamano scatti queste fasi di attività parossistica… probabilmente dal
siciliano “scattiari”, esplodere. La bocca craterica principale non è la
più elevata: si trova a 700 m di quota, mentre la cima più alta arriva a
926 m s.l.m.. Stromboli affonda le sue pendici nel mare sino a circa 2.000
m di profondità: se sommati alla porzione aerea, ci rendiamo conto di
essere davanti ad un vulcano di imponenza paragonabile a quella dell’Etna.
L’isola presenta caratteristiche molto interessanti: la costa nord-ovest
si presenta con la nera spiaggia di Ficogrande, andando in senso orario
(scendendo verso Sud) canaloni di sabbia si alternano a costoni rocciosi,
poi la fisionomia del cono diventa più regolare sino a Punta Lazzaro, da
qui, verso il villaggio di Ginostra si incontra lo Scalo Pertuso e,
superata Punta delle Chiappe (così detta per la forma arrotondata degli
scogli), si arriva al Filo di Barona, confine meridionale della ripida
sciara del fuoco, superata la quale il paesaggio vulcanico sino a
Ficogrande mostra coste alte e frastagliate.
I punti per ammirare il
paesaggio mozzafiato sono la Sciara del Fuoco,sul versante nord-ovest
dell’isola, da dove si vede l’emissione di scorie incandescenti dal
vulcano, Punta Labronzo, a nord del porto di Scari, punto panoramico per
osservare la sciara del fuoco.
I crateri sommitali sono raggiungibili con
un’escursione molto impegnativa, a partire dal porto di Scari.
Ficogrande è una striscia di spiaggia a sabbie nere antistante l’abitato
di Stromboli.
Scalo Pertuso si trova nei pressi di Ginostra, piccolo attracco.
Ginostra è il piccolo villaggio sull’area est dell’isola raggiungibile
solo in barca.
Strombolicchio il progenitore, Stromboli l’ultimo rampollo di una famiglia
“turbolenta”. Potremmo così giocosamente sintetizzare la carta anagrafica
dei due vulcani. Il primo è il relitto del condotto craterico del più
antico vulcano delle Eolie: pinnacoli e muraglioni di lava, solidificatisi
all’interno del canale eruttivo, sono emersi dopo una lunga azione di
erosione dell’edificio vulcanico.
Uno scoglio imponente di selvaggia
bellezza, distante un chilometro e mezzo dalla costa nord-est dell’isola,
dai fondali marini ricchissimi di coralli e attinie, come il pomodoro di
mare.
A questo scoglio, la fantasia popolare ha attribuito varie forme:
castello, nave e fortezza. Stromboli, invece, è il vulcano attivo più
vivace dell’Europa meridionale, più del vicino Etna con cui non condivide
né le origini né la tipologia di attività vulcanica.
Quest’isola è ammantata da un alone di fascino derivato dall’attività
costante del suo unico cono dal quale fuoriescono lapilli, lava e
materiale eruttivo che vengono incanalati nella sciara del fuoco, sul
versante nord-ovest: rombi, scintille, fumate e tremolii sono
individuabili anche dai territori circostanti.
Di notte lo spettacolo è
terribile e affascinante e lo si può godere dall’osservatorio di Punta Labronzo, che si raggiunge facilmente con una breve passeggiata dal porto
di Scari andando in direzione nord, oppure, a distanza di sicurezza, in
barca dal mare prospiciente.
Le acque limpidissime di questi luoghi sono
un vero paradiso per gli amanti delle esplorazioni subacquee che rimangono
incantati dinanzi agli spettacolari fondali.
L’attività dell’isola è
incentrata sulla fruizione turistica, infatti l’accoglienza al visitatore,
fra alberghi e affittacamere, è ben organizzata: quasi tutti i turisti che
passano dalle Eolie fanno una puntata a Stromboli o per l’escursione ai
crateri sommitali o per il giro dell’isola, in barca.
L’ascensione al
cratere non va affrontata a cuor leggero: si tratta non solo di un
percorso impegnativo che dura circa tre ore, ma anche di una salita
pericolosa per le insidie che nasconde.
Non conviene affrontare la scalata
senza una guida autorizzata e nemmeno uscire mai dal sentiero tracciato:
siamo davanti ad un vulcano attivo dalle reazioni imprevedibili, da
affrontare con cautela e con l’attrezzatura adeguata.
Ma se i patti col
vulcano vengono rispettati, allora la visione dall’alto diventa magnifica
ed emozionante e compensa la fatica e le preoccupazioni spese…
MUSEI E CENTRI VISITA
• Museo Archeologico Regionale Eoliano: via del Castello, presso Acropoli,
98055 Lipari - tel. 090.9880174 e 9880594 fax 090.9880175. Orario visite:
feriali
ore 09:00-14:00; domenica e festivi ore 09:00-13:00; in estate la sezione
classica è aperta anche nel pomeriggio.
COMUNE DI APPARTENENZA
• Lipari: abitanti 8.000 (liparesi) CAP 98055 prefisso telefonico 090.
• FRAZIONE: Stromboli: abitanti 450 (strombolani);
centri abitati: Stromboli-paese (villaggi: San Vincenzo,
San Bartolo, Ginostra).
INFORMAZIONI
• Ufficio informazioni turistiche di Stromboli, tel. 090.986285.
• Azienda Soggiorno Isole Eolie, corso Vittorio Emanuele n. 202 98055
Lipari – tel. 090.9880095.
• Azienda Autonoma Provinciale per l’Incremento Turistico di Messina: via
Calabria, is. 301, 98122 Messina,
tel. 090.640221- fax 090.6411047;
via Calabria, is. 301 bis angolo via T. Capra, 98122, tel. 090.674236;
Area di servizio AGIP, 98128 Tremestieri (ME) tel. 090.730713.
• Ufficio Provinciale Azienda (U.P.A.) di Messina, via T. Cannizzaro, 88
tel. 090.662820.
• Distaccamento forestale di Lipari, tel. 090.9880547.
|
|
La vegetazione di
Stromboli comprende parecchie specie rare o endemiche, arbustive come la
granata rupicola, il Citiso delle eolie, che cresce solo su Stromboli,
Lipari e Vulcano (dove non è più allo stato spontaneo, ma viene coltivata
come foraggio per il bestiame) e la ginestra di Gasparrini, dai fiori
gialli che sbocciano in tarda primavera, localizzata in alcune aree del
Mediterraneo, o erbacee come il fiordaliso delle Eolie dalla corolla
purpurea, la violacciocca rossa, l’issopo di Cosentini e il radicchio
virgato di Gussone.
Spesso i fianchi del vulcano sono punteggiati da
canneti come nell’area di Punta dell’Uomo o sopra l’abitato di San
Vincenzo. Anche il leccio è qui presente in macchie irregolari. Il
versante est è caratterizzato dalla vegetazione arbustiva a ginestre, la
zona di Ginostra dalla presenza degli olivi che qui venivano coltivati.
Il citiso delle Eolie
E’ una pianta arbustiva rara ed esclusiva di Lipari, Vulcano e Stromboli.
Potrebbe somigliare ad una ginestra, per il portamento arbustivo ed il
tipo di fiori, ma se ne differisce per le foglie, i rami e i frutti.
A
Vulcano viene coltivata come pianta foraggera per il bestiame. Può
raggiungere le dimensioni di 2-4 m ed avere portamento cespuglioso o ad
alberello con rami che all’apice si presentano ricoperti di peluria. Le
foglie sono composte, formate da 2 o 3 segmenti ellittici (larghi 1-1,5 cm
e lunghi 3-4 cm), scure e con un corto picciolo.
I fiori sono papilionacei,
seguono cioè il modello di quelli delle ginestre: il petalo centrale
(vessillo) è lungo fino a due cm, la corolla è gialla, e i fiori si
sviluppano in gruppetti di tre. Il calice appare ricoperto di peluria ed è
lungo 5 mm. La fioritura avviene in primavera nel periodo marzo-aprile e
colora d’oro le rupi o gli arbusteti sino a 500 m s.l.m.. Il frutto è un
legume scuro, dalla superficie liscia, largo circa 1 cm e lungo da 4 a 6
cm.
|
|
Per quanto riguarda la
fauna, si trovano piccoli mammiferi come il ratto, il topolino e il
coniglio selvatico.
Più ricca è l’avifauna caratterizzata dagli uccelli
che normalmente attraversano l’arcipelago, tra cui la berta maggiore e il
falco della regina, ma anche da piccoli volatili di macchia mediterranea
come l’occhiocotto, da predatori marini come il gabbiano reale e poi da
gheppi, abili cacciatori negli spazi aperti e cespugliosi.
Ai predatori di
piccoli rettili non potrà sfuggire la sottospecie endemica della lucertola eoliana, Podarcis raffonei raffonei. E poi passeriformi come la
calandrella, la passera sarda, il culbianco e la monachella che si nutrono
fondamentalmente di insetti e semi e che in estate rappresentano prede
ambite per i falchi della regina, normalmente insettivori, che però nel
periodo riproduttivo vanno a caccia di piccoli uccelli.
I fondali marini sono ricchissimi e variegati ed offrono uno spettacolo
appassionante per chi ama le esplorazioni e la fotografia subacquea.
Il pomodoro di mare
Letteralmente “antozoo” vuol dire fiore e animale assieme: ed in effetti
gli antozoi sono animali (polipi) solitari che possiedono una corolla di
tentacoli, leggiadri, che li fa somigliare ad un fiore. Anche l’Actinia
equina li possiede, ma sono piccoli e retrattili, disposti in file
concentriche, urticanti quanto basta per catturare piccole prede come
pesciolini, larve o gamberetti e per tenere a distanza i propri simili:
bisogna pur difendere la propria zona di caccia!
Non è un animale immobile; infatti arriva a spostarsi sulla superficie dei
costoni rocciosi percorrendo anche 15 metri in una giornata. Normalmente
vive sulle scogliere, nella fascia detta “intertidale” (ma può arrivare
sino ad una decina di metri di profondità) che è quella sottoposta al
variare delle maree: quando si trova completamente immersa allora
estroflette i suoi tentacolini con l’intento di catturare le piccole prede
di cui si nutre, ma se il livello dell’acqua si abbassa o se il mare è
tempestoso, allora si chiude assumendo una forma globosa e trattenendo
l’acqua al suo interno, offrendo la minore superficie possibile alla furia
delle onde, in questo caso assume quel buffo aspetto caratteristico che le
è valso il nome di pomodoro di mare: di consistenza gelatinosa e di colore
variabile tra il rosso acceso e il bruno, inconfondibile, col diametro
compreso tra 4 e 8 cm. I tentacoli ap-paiono più chiari rispetto al resto
del corpo.
Può riprodursi sia asessualmente, per scissione, sia
sessualmente. In questo caso le uova, maturate du-rante tutto l’anno, una
volta fecondate, originano larve che vengono aspirate dall’attinia
all’interno della sua cavità gastrovascolare: qui completano la prima fase
dello sviluppo e vengono emesse all’esterno allo stadio di planula, forma
immatura del polipo, mobile quanto basta per allontanarsi ed insediarsi su
una superficie sicura dove arrivare a maturità. Pur essendo conosciuta,
non la si trova dappertutto.
Ben diffusa nel Mediterraneo, s’insedia solo
se la qualità delle acque è elevata, cioè in assenza di inquinamento ed in
presenza di limpidezza e buona ossigenazione: a Strombolicchio trova le
condizioni ideali.
|
|
L’isola è abitata a nord,
nel paesino che porta lo stesso suo nome, negli insediamenti di San
Vincenzo e di San Bartolo, dove le case sono arroccate attorno alle due
chiese, a cui si arriva da una comoda strada asfaltata che si diparte dal
porto di Scari.
Andando verso l’abitato di Stromboli, si attraversa prima
la località Piscità, dove si trova un vecchio mulino a vapore, quindi si
passa da Ficogrande che fino alla fine dell’Ottocento era il porto
commerciale dell’isola e possedeva una flotta di una settantina di velieri
che toccavano diversi porti del Mediterraneo e dell’Atlantico col carico
di vini eoliani: al ritorno le imbarcazioni trasportavano il frumento
necessario alla popolazione locale. Questa fiorente attività però tramontò
con l’avvento delle barche a vapore e degli scali ferroviari.
Un altro centro abitato si trova sulla costa occidentale, in località
Ginostra, villaggio isolato dal resto dell’isola, difficilmente
raggiungibile, a cui si accede solo per mare da Scalo Pertuso, piccolo
porto naturale nascosto dagli scogli: qui vivono 30 strombolani
“irriducibili”.
Un tempo i suoi abitanti coltivavano olivi e uve da cui si
produceva una vellutata malvasia come nel resto dell’isola. Spesso questo
villaggio è salito agli onori della cronaca per l’evidentissimo rischio
vulcanico cui è sottoposto (non è molto lontano dalla Sciara del Fuoco).
L’isola, chiamata dai Greci Strongyle per la sua forma (“rotonda” o “la
trottola”), fu abitata fin dall’età del Neolitico superiore (3.000 a.C.).
Scavi archeologici, condotti in più punti del territorio, hanno portato
alla luce tracce di un insediamento del 2.500 a.C.: capanne di un
villaggio della prima età del Bronzo con l’impronta culturale di Capo
Graziano del 1.500 a.C.; tombe del IV sec. a.C.; tombe di età romana; a
Ginostra è stato trovato un insediamento del 3° millennio con impronta
culturale di Piano Quartana. Il materiale raccolto è custodito al Museo di
Lipari.
La popolazione di Stromboli si è ridotta drasticamente in seguito
ad una forte eruzione cui seguì uno spaventoso maremoto, negli anni ’30,
che mise in fuga la popolazione terrorizzata. Oggi l’economia dell’isola
punta fondamentalmente sullo sviluppo di un turismo eco-compatibile.
|