|
1. OGGETTO
Si tratta di un
metodo per la
determinazione
della composizione
di quella frazione
degli acidi grassi
di un olio o di un
grasso che viene
esterificata nella
posizione 2
(oppure posizione
interna) del
glicerolo.
2. CAMPO
D'APPLICAZIONE
Il presente metodo
è applicabile agli
oli e ai grassi
aventi un punto di
fusione inferiore
ai 45°C, a causa
delle
caratteristiche
dell'azione della
lipasi
pancreatica. Esso
non si può
applicare
indiscriminatamente
agli oli e ai
grassi contenenti
quantitativi
sostanziali di:
acidi grassi con
12 atomi di
carbonio o meno
(oli di noci di
cocco e di semi di
palma, grasso
butirrico), o
acidi grassi
insaturi (con
oltre quattro
doppi legami)
contenenti 20 o
più atomi di
carbonio (oli di
pesce e di animali
marini), oppure
acidi grassi
contenenti gruppi
ossigenati diversi
dal gruppo acido.
3. PRINCIPIO
Eventuale
neutralizzazione
di oli e grassi
acidi in un
solvente.
Purificazione
filtrando
attraverso una
colonna di
allumina. Idrolisi
parziale dei
trigliceridi a
opera della lipasi
pancreatica in un
periodo
determinato.
Separazione dei
monogliceridi
formatisi mediante
cromatografia su
strato sottile e
metanolisi degli
stessi. Analisi di
questi esteri
metilici mediante
cromatografia
gas-liquido.
4.
APPARECCHIATURA
|
4.1.
Pallone a
fondo
arrotondato,
da 100 ml.
4.2.
Pallone a
fondo
arrotondato,
da 25 ml,
con giunto
smerigliato.
4.3.
Condensatore
ad aria, di
1 m di
lunghezza,
idoneo ad
essere
montato sul
pallone a
4.2.
4.4.
Beuta da 250
ml.
4.5.
Bicchiere da
50 ml.
4.6.
Imbuto
separatore
da 500 ml.
4.7.
Colonna di
vetro per
cromatografia,
avente un
diametro
interno di
13 mm, una
lunghezza di
400 mm,
provvista di
disco di
vetro
sinterizzato
e di
rubinetto.
4.8.
Provetta da
centrifuga
di 10 ml,
provvista di
tappo di
vetro
smerigliato.
4.9.
Buretta da 5
ml, graduata
in 0,05 ml.
4.10.
Siringa
ipodermica
da 1 ml,
provvista di
ago sottile.
4.11.
Microsiringa,
idonea a
rilasciare
gocce di 3-4
µl.
4.12.
Diffusore
per
cromatografia
su strato
sottile.
4.13.
Piastre di
vetro per
cromatografia
su strato
sottile, 20
* 20 cm.
4.14.
Vaschetta di
sviluppo in
vetro per
cromatografia
su strato
sottile, con
coperchio a
smeriglio,
idoneo per
le piastre
20 * 20.
4.15.
Spray per
cromatografia
su strato
sottile.
4.16.
Stufa
regolata a
103 ± 2°C.
4.17.
Termostato
regolabile
tra 30 e
45°C con
un'approssimazione
di 0,5°C.
4.18.
Evaporatore
rotante.
4.19.
Vibratore
elettrico,
che consenta
un'agitazione
vigorosa
delle
provette da
centrifuga.
4.20.
Lampada a
ultravioletto
per l'esame
delle
piastre di
strato
sottile.
Inoltre, per
il controllo
dell'attività
della
lipasi:
4.21.
pH metro.
4.22.
Agitatore a
spirale.
4.23.
Buretta da 5
ml.
4.24.
Cronometro.
Inoltre, per
l'eventuale
preparazione
della
lipasi:
4.25.
Agitatore da
laboratorio,
idoneo per
la
dispersione
e la miscela
di materiali
eterogenei. |
5. REAGENTI
|
5.1.
n-esano
oppure, in
mancanza di
quest'ultimo,
etere di
petrolio (p.
eb.
30-50°C),
di qualità
per
cromatografia.
5.2.
2-propanolo,
oppure
etanolo, al
95 % (V/V),
di qualità
per reagente
analitico.
5.3.
2-propanolo,
oppure
etanolo,
soluzione
acquosa 1/1.
5.4.
Etere
etilico,
esente da
perossidi.
5.5.
Acetone.
5.6.
Acido
formico,
almeno al 98
% (m/m).
5.7.
Solvente di
sviluppo:
miscela di
n-esano
(5.1), etere
etilico
(5.4) ed
acido
formico
(5.6) in
proporzioni
70/30/1
(V/V/V).
5.8.
Allumina
attivata per
cromatografia,
neutra,
grado
Brockmann I.
5.9.
Polvere di
silice, con
legante, di
qualità
idonea alla
cromatografia
su strato
sottile.
5.10.
Lipasi
pancreatica
di qualità
adeguata
(nota 1,
nota 2).
5.11.
Idrossido di
sodio,
soluzione
acquosa di
120 g/l.
5.13.
Cloruro di
calcio
(CaCl2),
soluzione
acquosa di
220 g/l.
5.14.
Colato di
sodio
(qualità
enzimatica),
soluzione
acquosa di 1
g/l.
5.15.
Soluzione
tampone:
soluzione
acquosa 1 M
di
tris-idrossimetilamminometano,
portata a pH
8 mediante
aggiunta di
acido
cloridrico
(5.12)
(controllare
col
potenziometro).
5.16.
Fenolftaleina,
soluzione di
10 g/l in
etanolo al
95 % (V/V).
5.17.
2', 7'
-diclorofluoresceina,
soluzione di
2 g/l in
etanolo al
95 % (V/V),
resa
leggermente
alcalina
mediante
aggiunta di
1 goccia di
soluzione di
idrossido di
sodio 1 N
per 100 ml.
Inoltre, per
il controllo
dell'attività
lipasica:
5.18.
Olio
neutralizzato.
5.19.
Idrossido di
sodio,
soluzione
acquosa 0,1
N.
5.20.
Colato di
sodio
(qualità
enzimatica),
soluzione
acquosa di
200 g/l.
5.21.
Gomma
arabica,
soluzione
acquosa di
100 g/l.
|
6. PREPARAZIONE
DEL CAMPIONE
Se il campione ha
un'acidità
inferiore al 3 %,
determinata
conformemente all'allegato
II, purificare
direttamente su
allumina
conformemente al
punto 6.2. Se il
campione ha
un'acidità
superiore al 3 %,
determinata
conformemente all'allegato
II,
neutralizzare con
alcali in presenza
di un solvente
conformemente al
punto 6.1, quindi
passare su
allumina
conformemente al
punto 6.2.
6.1.
Neutralizzazione
con alcali in
presenza di
solvente.
|
In un imbuto
separatore
(4.6)
introdurre
circa 10 g
dell'olio
grezzo e
aggiungere
100 ml di
esano (5.1),
50 ml di
2-propanolo
(5.2), poche
gocce di
soluzione di
fenolftaleina
(5.16) e un
quantitativo
di soluzione
di idrossido
di sodio
(5.11)
corrispondente
all'acidità
libera
dell'olio,
oltre a uno
0,3 % in
eccesso.
Agitare
vigorosamente
per 1
minuto,
aggiungere
50 ml di
acqua
distillata,
agitare di
nuovo e
lasciar
riposare.
Dopo la
separazione,
rimuovere lo
strato di
sapone che
si trova sul
fondo.
Rimuovere
altresì
eventuali
strati
intermedi
(mucillagine,
sostanza
insolubile).
Lavare la
soluzione di
esano
dell'olio
neutralizzato
con
successive
porzioni da
25-30 ml
della
soluzione di
2-propanolo
(5.3) finché
il colore
rosa della
fenolftaleina
scompare.
Eliminare la
maggior
parte
dell'esano
mediante
distillazione
sotto vuoto
nell'evaporatore
rotante
(4.18),
essiccare
l'olio a
30-40°C
sotto vuoto
con
l'ausilio di
una corrente
di azoto
puro finché
l'esano è
stato
completamente
rimosso.
|
6.2.
Purificazione
mediante allumina.
|
Preparare
una
sospensione
di 15 g di
allumina
attivata
(5.8) in 50
ml di esano
(5.1) e
versarla,
agitando,
sulla
colonna
cromatografica
(4.7).
Lasciare che
l'allumina
si depositi
uniformemente
e che il
solvente
scenda ad
1-2 mm sopra
l'assorbente.
Versare
cautamente
sulla
colonna una
soluzione di
5 g di olio
in 25 ml di
esano (5.1);
raccogliere
la totalità
dell'effluente
dalla
colonna in
un pallone a
fondo
arrotondato
(4.1). |
7. PREPARAZIONE
DELLE PIASTRE
CROMATOGRAFICHE
Pulire
accuratamente le
piastre di vetro
(4.13) con
etanolo, etere di
petrolio ed
acetone per
eliminare
qualsiasi traccia
di sostanza
grassa. In una
beuta (4.4)
versare 30 g di
polvere di silice
(5.9). Aggiungere
60 ml di acqua
distillata.
Tappare ed agitare
fortemente per 1
minuto. Trasferire
immediatamente
l'impasto nel
diffusore (4.12) e
coprire le piastre
pulite con uno
strato di 0,25 mm.
Essiccare le
piastre all'aria
per 15 minuti e
successivamente
per un'ora nella
stufa (4.16) a 103
± 2°C. Raffreddare
le piastre in un
essiccatore a
temperatura
ambiente prima
dell'uso. Sono
disponibili in
commercio piastre
preparate.
8. PROCEDIMENTO
8.1.
Idrolisi con
lipasi
pancreatica.
|
In una
provetta da
centrifuga
(4.8) pesare
circa 0,1 g
del campione
preparato:
se si tratta
di grasso
solido, si
scioglie con
0,2 ml di
esano (5.1),
scaldando
leggermente
se
necessario.
Aggiungere
20 mg di
lipasi
(5.10) e 2
ml della
soluzione
tampone
(5.15).
Agitare
energicamente,
ma con
cautela e
aggiungere
successivamente
0,5 ml della
soluzione di
colato di
sodio (5.14)
e 0,2 ml
della
soluzione di
cloruro di
calcio
(5.13).
Chiudere la
provetta con
il tappo
smerigliato,
agitare con
cautela
(evitare di
bagnare il
tappo),
inserire la
provetta
immediatamente
nel
termostato
(4.17)
mantenuto a
40 ± 0,5°C
ed agitare
manualmente
esattamente
1 minuto.
Togliere la
provetta dal
termostato
ed agitare
vigorosamente
mediante
agitatore
elettrico
(4.19)
esattamente
2 minuti.
Raffreddare
immediatamente
in acqua
corrente;
aggiungere 1
ml di acido
cloridrico
(5.12) ed 1
ml di etere
etilico
(5.4).
Tappare e
agitare
vigorosamente
mediante
l'agitatore
elettrico.
Lasciar
riposare e
rimuovere lo
strato
organico per
mezzo della
siringa
(4.10), se
necessario
dopo aver
centrifugato.
|
8.2.
Separazione dei
monogliceridi
mediante
cromatografia su
strato sottile.
|
Applicare
l'estratto
sulla
piastra
cromatografica
con la
microsiringa
(4.11), a
circa 1,5 cm
dal bordo
inferiore,
in una linea
sottile,
uniforme, il
più stretta
possibile.
Sistemare la
piastra
nella
vaschetta di
sviluppo ben
saturata
(4.14) e
sviluppare
col solvente
di sviluppo
(5.7) a
circa 20°C,
fino a circa
1 cm dal
bordo
superiore
della
piastra.
Essiccare la
piastra
all'aria
alla
temperatura
della
vaschetta e
spruzzare
con la
soluzione di
2', 7'
-diclorofluoresceina
(5.17).
Identificare
la banda del
monogliceride
(Rf circa
0,035) sotto
luce
ultravioletta
(4.20). |
8.3.
Analisi dei
monogliceridi
mediante
cromatografia
gas-liquido.
|
Rimuovere la
banda
ottenuta al
punto 8.2
mediante una
spatola
(evitare di
rimuovere i
componenti
che restano
sulla linea
di base) e
trasferire
nel pallone
di
metilazione
(4.2).
Trattare la
silice
raccolta
direttamente
come
descritto
all'allegato
X-B
alternativo
in modo da
trasformare
i
monogliceridi
in esteri
metilici ed
esaminare
quindi gli
esteri
mediante
gascromatografia
come
descritto
all'allegato
X-A. |
9. ESPRESSIONE
DEI RISULTATI
Calcolare la
composizione
dell'acido grasso
nella posizione 2
con una decimale
(nota 3).
10. NOTE
Nota 1:
Controllo
dell'attività
della lipasi
|
Preparare
una
emulsione
oleosa
agitando una
miscela di
165 ml della
soluzione di
gomma
arabica
(5.21), 15 g
di ghiaccio
tritato e 20
ml di un
olio
neutralizzato
(5.18) in un
agitatore
adeguato. In
un bicchiere
(4.5)
versare 10
ml di questa
emulsione,
seguiti da
0,3 ml della
soluzione di
colato di
sodio (5.20)
e 20 ml di
acqua
distillata.
Sistemare il
bicchiere in
un
termostato
mantenuto a
37 ± 0,5°C
(nota 4);
inserire gli
elettrodi di
un pHmetro
(4.21) e un
agitatore a
spirale
(4.22).
Mediante una
buretta
(4.23)
aggiungere
goccia a
goccia la
soluzione di
idrossido di
sodio (5.19)
fino a pH
8,5.
Aggiungere
un
quantitativo
sufficiente
di una
sospensione
acquosa
della lipasi
(vedasi
sotto). Non
appena il
pHmetro
indica un pH
di 8,3,
avviare il
cronometro
(4.24) e
farvi
gocciolare
la soluzione
di idrossido
di sodio
(5.19) in
modo da
mantenere il
pH a 8,3.
Leggere il
volume di
soluzione
alcalina
consumata
ogni minuto.
Registrare
le
osservazioni
sotto forma
di grafico,
indicando le
letture di
tempo nelle
ascisse e i
ml di
soluzione
alcalina
necessari
per
mantenere
costante il
pH nelle
ordinate. Si
deve
ottenere un
grafico
lineare. La
sospensione
di lipasi di
cui sopra è
una
sospensione
in acqua
all'1 per
mille (m/m).
Per ciascuna
prova dev'essere
usato un
quantitativo
sufficiente
di questa
sospensione
in modo che
venga
consumato in
4 o 5 minuti
circa 1 ml
della
soluzione
alcalina. Di
solito sono
necessari da
1 a 5 mg
della
polvere.
L'unità di
lipasi viene
definita
come il
quantitativo
di enzima
che libera
10
µ-equivalenti
di acido per
minuto.
Pertanto
l'attività A
della
polvere
usata,
misurata in
unità di
lipasi per
mg, è
indicata
dalla
formula
seguente:
|
Nota 1 / A = (V
* 10) / m
|
dove V è il
numero della
soluzione di
idrossido di
sodio (5.19)
consumato
per minuto,
desunto dal
grafico;
m è la
massa, in
mg,
dell'aliquota
della
polvere da
analizzare.
|
Nota 2:
Preparazione della
lipasi
|
Sono
disponibili
in commercio
lipasi
aventi
un'attività
lipasica
soddisfacente.
Tuttavia è
possibile
prepararle
in
laboratorio
come segue:
Raffreddare
5 kg di
pancreas
suino fresco
a 0°C;
rimuovere il
grasso
solido
circostante
e il tessuto
connettivo e
triturare in
un
mescolatore
in modo da
ottenere un
fluido
pastoso.
Mescolare
questa pasta
con
l'agitatore
(4.25) per
4-6 ore con
2,5 l di
acetone
anidro e
centrifugare.
Esterarre il
residuo
altre tre
volte con lo
stesso
volume di
acetone, poi
due volte
con una
miscela 1/1
(V/V) di
acetone e di
etere
etilico e
due volte
con etere
etilico.
Essiccare il
residuo
sotto vuoto
per 48 ore
in modo da
ottenere una
polvere
stabile, da
conservare
in
frigorifero.
|
Nota 3: In
ogni caso è
consigliabile
determinare la
composizione degli
acidi grassi
totali
dello stesso
campione, dato che
il confronto con
quelli degli acidi
nella posizione 2
contribuirà
all'interpretazione
dei dati ottenuti.
Nota 4: La
temperatura di
idrolisi è fissata
a 37°C, dato che
si usa un olio
liquido.
Tuttavia essa
viene fissata a
40°C per il
campione da
analizzare, in
modo da
consentire l'esame
di grassi aventi
punti di fusione
superiori a 45°C.
|