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Tipologia:
Prodotto tradizionale
Luogo di produzione:
Sicilia
MISURE & CARATTERISTICHE
Produzione:
Il ficodindia si sta diffondendo, quale
frutta esotica, in tutta Europa e conseguentemente si sono impiantati
fichidindieti specializzati, con cultivar che hanno pochi semi. Queste
colture si trovano anche nel ragusano, con risultati economici
sorprendenti vista la continua richiesta sul mercato. Superficie di
produzione: 50 ettari. Quintali prodotti 7.500.
Storia, curiosità e particolarità:
Notissima pianta della flora
mediterranea, originaria dalle Americhe e diffusa anche nella costa
settentrionale dell'Africa. Fu definito cibo dei poveri, perché crescendo
liberamente ai limiti delle strade di campagna poteva essere raccolto da
tutti. Una particolarità: i frutti maturano nei mesi estivi, ma sulla
pianta rimangono intatti e perfettamente commestibili anche fino alla
tarda primavera successiva.
Sull’Etna chiunque abbia un oliveto o un
pistacchieto destina qualche ettaro ai fichi d’India, ma sono rare le
aziende specializzate: per trovarle bisogna scendere a 4/500 metri di
altitudine, nel pre-parco (fascia C). Le varietà coltivate prendono il
nome dalla polpa e dalla buccia: ci sono la Gialla o Sulfarina, la Bianca
o Muscaredda e la Rossa o Sanguigna. I frutti più apprezzati sono quelli
autunnali (i cosiddetti “bastardoni”), ottenuti con la scozzolatura.
Questa pratica prevede l’asportazione di fiori (destinati a produrre
frutti “agostani”, di qualità inferiore) e dei cladodi primaverili per
stimolare una seconda fioritura in luglio-agosto. Per i fichi d’India
dell’Etna è stata richiesta la Dop. (fonte:
Atlante parchi.com)
Uso gastronomico:
Il ficodindia è stato da sempre
consumato come frutta, vista l'abbondanza si sono trovati molti modi per
sfruttarli per una più lunga conservazione e si sono inventati: la
mostarda e i mostaccioli di fichidindia, dolci tradizionali in via di
estinzione.
fonte:Camera di Commercio Industria
Artigianato Agricoltura Ragusa
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