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Materia prima:
olive verdi e nere
scure non troppo mature.
Tecnologia di lavorazione:
le olive vengono messe in
acqua fredda, cambiandola
parecchie volte, per un paio di giorni finchè non perdono il
sapore amaro. Si
mettono poi in salamoia aggiungendo chiodi di di garofano,
semi di finocchio, alloro e
altri aromi. Richiusi, i contenitori vengono riposti in luoghi
freschi, al riparo dalla
luce.
Maturazione:
anche due anni.
Area di produzione:
in tutta la Sicilia.
Calendario di produzione:
novembre, dicembre, gennaio.
Note:
al momento del consumo le olive si sciacquano in
acqua tiepida, si asciugano e
sono piu gustose se vengono condite con fiori essiccati di
finocchio selvatico,
scorze di arance o di limone, un goccio d'olio. Questo sistema
di conservare le olive
in salamoia era conosciuto anche dai romani, i quali oltre
alla salamoia adoperavano
con generosa abbondanza finocchio selvatico essiccato, semi di
lentisco, foglie di
ruta, mosto cotto e aceto. A volte le pestavano prima di
ricoprirle con gli
ingredienti suddetti, altre volte le spaccavano con una canna
tagliente. Quest'ultimo
metodo, benchè richiedesse più lavoro, era ritenuto il
migliore in quanto
conservava alle olive un bel colore bianco che quelle pestate
perdevano. Nella
evidente impossibilità di quantificare per indagine diretta le
olive destinate alla
conservazione sono stati assunti i dati riferiti dall'annuario
Inea 1990 alla voce
"Olive per consumo diretto", al netto del consumo fresco.
fonte: Atlante dei Prodotti Tipici Italiani, INSOR,
1989-1995 |