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Composizione:
Materia prima:
farina di grano duro, acqua, lievito
acido, sale.
Tecnologia di lavorazione:
la farina di grano duro
rimacinata viene addizionata di lievito acido (crescenti),
sciolto in acqua tiepida. Si impasta bene e si lascia
lievitare tutta la notte nella madia o in luogo caldo. Il
giorno successivo si aggiunge ancora della farina, acqua, sale
e si lavora fino ad avere un elaborato omogeneo che si lascia
fermentare per qualche ora ancora per poi modellarlo in forme
rotonde del peso di un chilo e di filoni lunghi del peso di
500 gr. Sulla parte superiore vengono fatti dei segni
trasversali lasciando alzare per un'altra mezz'ora. Si cuoce a
forno caldo.
Area di produzione:
tutta la Sicilia.
Note:
viene comunemente chiamato "Vastedda". È un pane
a lunga conservazione con la crosta croccante e dorata, più
buono dopo qualche giorno che è stato fatto. È il pane tipico
delle aree rurali e dei piccoli centri che viene ancora cotto
nel forno a legna. Il nome "vastedda" indica un pane rotondo
di semola. Il prodotto ricorre in quasi tutta l'isola e si
accompagna bene con sughi, intingoli, carni al sugo, formaggi,
salumi. Guastedda invece è il panino palermitano per
antonomasia usato dai palermitani per riempirlo di milza,
ricotta e panelle (focaccia di ceci fritta e tagliata a
strisce). Cfr. G. Coria, Profumi di Sicilia, Vito Cavallotto
Editore, Palermo, 1981.
fonte: Atlante dei Prodotti Tipici Italiani, INSOR,
1989-1995 |