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Materia prima:
latte di pecora ma
talvolta anche vaccino o addirittura misto.
Tecnologia di lavorazione:
si porta il latte crudo a
temperatura di coagulazione aggiungendovi caglio. Dopo la
coagulazione e la rottura della cagliata, si cuoce con acqua o
siero caldo. Dopo queste operazioni, la massa viene lasciata
spurgare per 1-3 giorni (a seconda del peso). La salatura si
effettua a secco, sulla forma, aggiungendovi anche pepe nero
intero o frantumato. Resa 11-12% (a latte vaccino) o 25% (a
latte ovino).
Stagionatura:
7-15 giorni circa.
Caratteristiche del prodotto finito:
dimensioni e peso
come per il "Canestrato"; forma: a ruota; crosta: molle e
rugosa; pasta: morbida; colore: bianco.
Area di produzione:
tutte le zone del pecorino. In
particolare S. Venerina (CT), Lentini (SR), Novara di Sicilia
(ME), Cesarò (ME), Piana di Catania e paesi etnei, paesi dei
Nebrodi, Nicosia e paesi vicini (EN), Cammarata (AG).
Calendario di produzione:
tutto l'anno, con un calo in
estate; più pregiata la produzione primaverile.
Note:
prodotto di largo consumo è un tipico formaggio
da tavola dal sapore estremamente gradevole. Di fatto è una
fase intermedia della produzione del "tumazzu" o "pecorino" o
"canestrato".
fonte: Atlante dei Prodotti Tipici Italiani, INSOR,
1989-1995 |