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Materia prima:
tonno.
Tecnologia di lavorazione:
si tolgono i filetti
eliminando le costole. Il tonno, deposto su uno strato di sale
marino macinato, viene cosparso con 1 cm. di sale sulla parte
più grossa riducendo lo spessore man mano che ci si avvicina
alla coda. Si lascia così da un minimo di 12 ore ad un massimo
di 24 secondo le dimensioni del pesce. Se, dopo i tempi
stabiliti, i tessuti al tatto risultano ancora morbidi lo si
lascia ancora nel sale. Va poi lavato bene e quindi affumicato
per 24 ore in fumo piuttosto forte per passare poi ad un fumo
più leggero e ad una temperatura di poco superiore alla
precedente. Alcuni durante l'affumicatura aggiungono qualche
goccia d'olio per migliorare il gusto del prodotto.
Maturazione:
qualche giorno.
Area di produzione:
Sicilia (costa occidentale)
Calendario di produzione:
giugno-settembre.
Note:
questo sistema di "cottura a fumo" viene
adoperato anche per altri pesci di grosse dimensioni come il
salmone, il delfino, (ora vietatissimo) il pesce spada. Oggi
l'affumicato è entrato nelle grazie del consumatore per la
versatilità del suo uso: dagli antipasti ai primi ed ai
secondi risolve rapidamente e con gusto il problema del pasto
veloce all'italiana dei ceti medio alti. Esso sta diventando
la versione raffinata di ciò che erano un tempo la sardina o
lo sgombro nelle osterie, il giorno di mercato, per i ceti
contadini o popolari.
fonte: Atlante dei Prodotti Tipici Italiani, INSOR,
1989-1995 |