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Materia prima:
tonno.
Tecnologia di lavorazione:
il pesce fresco dissanguato,
decapitato, eviscerato in acqua, tagliato a pezzi i cui pesi
variano (a seconda della dimensione del pesce) da 1 kg. a
6kg., viene bollito in acqua e sale per circa un'ora e mezza.
Una volta bollito viene fatto asciugare nella "cannaria",
specie di barelle in legno composte di canne su cui si
adagiano i pezzi per 24 ore in condizioni di temperatura
normali. Dopo l'asciugatura viene tagliato a tranci e messo in
scatola. Le scatole vengono riempite d'olio d'oliva e dopo
un'ora chiuse ermeticamente e sterilizzate per circa un'ora e
mezza. Una volta raffreddate si fanno stagionare in magazzino.
Maturazione:
per circa tre mesi in magazzino.
Area di produzione:
Sicilia occidentale
Calendario di produzione:
maggio-agosto.
Note:
il pesce viene pescato o nelle tonnare o con le "lalongare",
reti di corda lunghe diversi chilometri (5-20 km.), o con i "polangheri"
o lenze. Il più pregiato è quello delle tonnare. Il pesce di
grandi dimensioni, a detta degli esperti, contiene più
mercurio e pertanto alcuni produttori si limitano a lavorare
pesci non più grossi di 30 kg.. Nella preparazione della
ventresca si usa la stessa tecnica adoperata per il tonno,
cambia soltanto il tempo di cottura che è più breve e la
quantità di sale che è inferiore a quella usata per le altre
parti. Il lattume viene utilizzato fresco ed è pregiato, sia
bollito che fritto. Secondo il parere dei pescatori di Sciacca
e di Aspra (Pa) il tonno pescato in tonnara nella mattanza è
migliore in quanto viene arpionato e muore per dissanguamento.
Quello catturato in alto mare con la rete o con la lenza non
si dissangua e perciò le carni che ne risultano sono meno
idonee per la conservazione. Quando le carni sono rosse-scure
significa che il pesce è stato preso con la rete e non
arpionato.
fonte: Atlante dei Prodotti Tipici Italiani, INSOR,
1989-1995 |